Sig. Roma Coppola la strada è ancora lunga! Sig. Jacques Doillon taglia un po’!

I due personaggi sono interpretati da Charlie Sheen e Angela Lindvall, lui comico e ridicolo, lei bella e briosa. Il film è diretto da Roman Coppola che dopo il “cinéma vérité” di “Cq” torna sul grande schermo. Questa volta con una linea più debole e leggera. Figlio del grande Francis Ford, è naturale che Roman Coppola abbia il cinema “negli occhi”, ma non si deve dar per scontato che lo abbia nel sangue, nell’anima se si preferisce. La strada è ancora lunga. Lunga e travagliata.

 

Deluso e innamorato, Charles Swan III intraprende il cammino dell’autoanalisi cercando – e non è detto che i risultati siano eccezionali – di iniziare una nuova vita senza la sua Ivana. Da non dimenticare il ruolo del grande Peter Murray, il noto Dott. Peter Venkman in “Ghostbusters – Acchiappafantasmi” che mantiene la sua allure acutamente comica. Caro Sig. Coppola le ricordiamo che anche per girare una commedia il lavoro dietro le quinte non è sempre rose e fiori e uno tra gli obiettivi più difficili per un regista non è far ridere, ma far sorridere. Un altro film ancora in concorso è di impronta francese, diretto da Jacques Doillon, noto per i suoi film che affrontano i rapporti affettivi espressi in chiave analitica. Il titolo è “Un enfant de toi” interpretato da Lou Doillon, Samuel Bechetrit, Malik Zidi e Olga Mishtein.

 

Non si direbbe ma è proprio Olga nei panni di Lina la vera protagonista. Ha sette anni e la sua infanzia potrebbe esser definita alquanto precoce. È una bambina brillante, sveglia più che mai e vivace. I suoi genitori sono separati, la madre vive con un altro uomo e desiderano un figlio, il padre non si fa tanti scrupoli ad avere più di una donna. Mamma e papà però oltre a esser separati sono amanti. Ecco qui che inizia un lungo – fin troppo – e tormentato duello tra Louis (papà di Lina, ex di Aya, amante di Aya) e Victor (compagno di Aya). Chi la scamperà? La storia è carina, l’atmosfera piacevole. Magari Jacques Doillon avrebbe dovuto risparmiarsi una buona oretta. Facciamo tre quarti d’ora. Un oscar a Lina – Olga Mishtein – è più che meritato.

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Silvia Vetere

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