Libri: Di Stefano svela il “suo” Publisher

E, per di più, non è una biografia di servizio o realistica ricostruzione della vita di un uomo. L’autrice stessa la definisce «la prima (credo) biografia comica romanzata (e autorizzata) e (auto)biofiction che dir si voglia»: una biografia trasformata in romanzo, il cui soggetto è, quindi, trasformato in personaggio, quasi in eroe. Publisher di Alice Di Stefano trova indubbiamente una sua dimensione proprio nell’esagerazione di quello che potrebbe essere il suo punto debole, la faziosità o meglio, verrebbe da dire in questo caso, la Fazi-osità. Ma è proprio un punto di vista così privilegiato che permette all’autrice di evitare il mero aspetto autocelebrativo e di creare un racconto comico e spiazzante che allo stesso tempo ripercorre la vita dell’editore, i primi tre anni della loro storia, e anche vizi e pregi del mondo dell’editoria italiana. {ads1}

Il romanzo, candidato al Premio Strega ma non entrato nella selezione dei 12, è scritto in terza persona. I due personaggi sono un Elido e una Alice descritti con ironia e con quel pizzico di cattiveria che ne evidenzia pregi e soprattutto difetti a partire da singoli episodi, sotto la lente di ingrandimento deformante di chi è pronto ad annotare dettagli e retroscena. Una vacanza alle Maldive apre la storia, che continua seguendo un percorso non lineare: il primo viaggio fatto insieme della coppia, quando i due erano poco più che conoscenti, l’insieme dei luoghi di Roma in cui si svolge la vita dell’editore, dall’ufficio ai soliti ristoranti, chiamato “Faziland”, e gli alberghi di lusso in tutto il mondo, frequentati per vacanza o per lavoro; non mancano le incursioni nei luoghi del passato, e in particolare a Quintodecimo, il borgo in terra ascolana che ha dato i natali al Publisher. L’evoluzione del rapporto tra i protagonisti si accompagna alla ricostruzione di alcune tappe importanti per la casa editrice di Fazi – prima di tutto gli inattesi successi dei best seller di 100 colpi di spazzola di Melissa P. e della trilogia di Twilight della Meyer – e del calendario annuale di chi si occupa di editoria, ben scandito nelle tappe di festival e fiere, dal Salone del Libro di Torino, alla Fiera di Francoforte, passando per i premi letterari e così via.

Con uno stile che cerca di compiacere e spesso strizzare l’occhio al lettore, Di Stefano fa divertire chi legge, non tanto quando mette in luce stranezze e contraddizioni, forse apparenti, dell’editore o quando rivela particolari della loro vita di coppia, talvolta ricostruendo prevedibili battibecchi o rassicurando il lettore sul buon andamento dell’attività sessuale; il testo fa sorridere soprattutto per alcuni aneddoti di viaggi o episodi sul lavoro, ormai svolto quasi in comune da Elido e Alice, come nelle scene di Gore Vidal in Italia o nel ritratto del poeta Zeichen. Pur nella comica distorsione voluta, appare forse un po’ troppo grottesco il personaggio femminile che, con dottorato e cattedra universitaria in narrativa italiana, non sa – veramente, e non per un’arguta battuta sulla politica italiana – se D’Alema, allora ministro, sia di destra o di sinistra, e non ipotizza assolutamente origini bibliche in frasi come «E luce fu». E, nel suo innamoramento, sembra soffrire allo stesso tempo il fascino dell’adolescente verso un uomo adulto ed esperto del mondo (la differenza di età è effettivamente di venti anni, ma Alice si avvicina ai 40 quando inizia la storia) e quello della fanciulla di campagna o della domestica di turno verso il ricco e colto. 

Per quanto riguarda Fazi, si individua bene la definizione di «uomo difficile e dal modo di fare inclassificabile se non ricorrendo alla formula più classica: è stronzo»; e qui rientrano facilmente i vari aspetti del suo carattere, del suo animo di poeta e di appassionato di Keats, di ex donnaiolo, di uomo che ha costruito le sue ricchezze con le proprie forze e che regge le sue aziende grazie alla sua persona e con una politica, cui l’autrice allude come dato acquisito – ma sarebbe bello pensare che non la pratica in sé, ma almeno la leggerezza con cui la si dà per scontata, sia solo esagerazione romanzesca -, di «giovani che prende come pulcini, li lascia fare ma poi li sgrida perché non “crescono” (successivamente, fuori tutti e dentro altri pulcini)». Un personaggio che, soprattutto, è orgoglioso della sua casa editrice di qualità e del suo essere editore; come all’inizio di questo libro, quando compila il visto turistico riempiendo, prima del nome e del cognome, la casella relativa alla professione: Publisher.

Alice Di Stefano, Publisher, Fazi Editore, 348 pp., € 16,00 – Scheda libro: http://www.fazieditore.it

Twitter: @CardinaliRob

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Roberta Cardinali

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