Il Grande e Potente Oz

Sam Raimi, autore della trilogia di spider-man, porta sul grande schermo un film sulle origini del mago più famoso di sempre. Il Grande e Potente Oz, più che la trasposizione cinematografica dei libri di L. Frank Baum, riproduce la creazione del mondo di Oz, intriso della giusta fantasia e meraviglia dei film Disney.

Non c’è nessuna Doroty come nel capolavoro di Fleming del ’39, qui il protagonista è l’uomo Oz. Egli nel prologo del film è un impostore che approfitta delle sue scarse doti magiche per soldi e potere. Arrivato nel Regno di Oz si accorge che tutto il popolo e le speciali “creature” che ha incontrato credono in lui. Costretto ad abbandonare i progetti da zio Paperone (esemplare la scena in cui sguazza tra le monete d’oro del castello) diventerà un vero mago e un uomo migliore.

Sam Raimi ha cercato di fare quello che Tim Burton aveva tentato qualche anno fa con Alice in Wonderland, rileggere in chiave post-moderna una storia classica. Il risultato è decisamente migliore, merito soprattutto del brillante utilizzo dei mezzi a disposizione: il bianco e nero della prima parte, con il 3d al minimo, di contro all’esplosione di colore che rende il Regno di Oz un vero disneyano mondo incantato. Infine un omaggio al cinema come dispositivo, “una magia a metà tra Harry Houdini e Thomas Edison” afferma Oz proiettando la sua immagine su una nuvola di fumo.

Il cast convince, perfino James Franco! Michelle Williams è deliziosa anche nei panni di Glinda. Insomma il sentiero dorato c’è, le streghe, gli spaventapasseri, il campo di papaveri pure e i bambini rimarranno sicuramente rapiti dal fascino della città di Smeraldo. Le avventure di un mago imbranato però non riusciranno a conquistare chi rimane affezionato alle scarpette di rubino e una bambina con troppa fantasia.

 

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Valentina De Vincenti

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