Il Castello di Vogelod-Viaggio musicale nella pellicola di Murnau

La stagione 2017/2018 dell’ Ambra Jovinelli si è aperta il 24 ottobre con lo spettacolo Il Castello di Vogelod – Viaggio musicale nella pellicola di Murnau tra parole e immagini, diretto da Fabrizio Arcuri.

il castello di vogelodIl Castello di Vogelod è un film del 1921 tratto dal romanzo di Rudolf Stratz e diretto da Friedrich Wilhelm Murnau. La pellicola, accuratamente restaurata, è una delle poche conservate di Murnau, che in 5 atti, attraverso l’arte del cinema muto, racconta quello che oggi definiremmo un ‘giallo’: “mettendo a fuoco le espressioni di certe facce, si sfrutta al massimo l’uso dello spazio a livello psicologico, teso a delineare significati di ciò che sta succedendo ai personaggi dentro il maniero.  È in questo modo che l’orrore penetra dall’esterno e dall’interno, ma anche dal presente come dal passato”. Diviso in 5 brevi atti, il film racconta la storia di un omicidio: alcuni uomini dell’alta società si sono riuniti in un castello per prendere parte a una battuta di caccia. Qui è giunto il conte Oetsch, malvisto da tutti perché sospettato dell’omicidio del fratello, di cui ora è vedova la baronessa Safferstätt. Anche la donna arriva a castello e decide di aspettare Padre Faramund, al quale confesserà che a compiere l’omicidio è stato Safferstätt (ora suo nuovo marito), amico del marito, innamorato di lei. Infelice del matrimonio con Oetsch, votato alla spiritualità, la baronessa aveva infatti espresso il desiderio di ‘volere qualcosa di malvagio’ e così Safferstatt, fraintendendo le sue parole, aveva ucciso Oetsch. In realtà la baronessa non sa di aver confessato tutto questo al fratello del marito, il quale si è finto Padre Faramund proprio per ribadire la sua innocenza, rivendicandola davanti a Safferstatt, al quale non resta quindi che suicidarsi.

il castello di vogelodDa qui l’idea di dare voce ai dialoghi, in una sorta di doppiaggio live che vede Claudio Santamaria interpretare i diversi protagonisti, immedesimandosi nei loro stati d’animo, nelle diverse situazioni e risultando sempre puntuale nelle battute. Attore assente nel film dunque, ma presente sulla scena. Frapposti tra il pubblico e lo schermo su cui è proiettata la pellicola, anche i Marlene Kuntz, che musicano dall’inizio alla fine il film, rendendone le atmosfere ed aumentandone il pathos: sicuramente azzardata la scelta di associare un gruppo alternative rock dei giorni nostri ad un film del ‘900, ma possiamo parlare di un esperimento molto ben riuscito. A rendere il tutto ancora più suggestivo è la sovrapposizione di più proiezioni e di una scenografia studiata ad hoc tali da rendere spazi tridimensionali, in modo che lo spettatore possa immergersi nella pellicola stessa. Insomma ‘Il Castello di Vogelod’ sembra essere una nuova frontiera dello spettacolo, che unisce musica, teatro e cinema.

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Ludovica Pallotta