III day. London Fashion Week

La moda si affaccia su più fronti così come lo stile abbraccia più aspetti e gli eventi esprimono al meglio come deve essere una “vera” settimana della moda. Come ogni giorno il programma si estende dalle 9 alle 20:30 e ad aprire le danze è Preen by Thornton Bregazzi, dalla collezione bianca, grigia, nera, rossa. Loro sono Justin Thornton e Thea Bregazzi, duo creativo proveniente dal cuore di Londra: Portobello Road, 1996. Abituati a vestire icone internazionali – Kirsten Dunst, Scarlett Johansson, Sienna Miller, Kate Moss – hanno realizzato una collezione nata dalla sperimentazione della forma semplice per finire poi nella cura del dettaglio asimmetrico. Un autunno inverno 2013 2014 “dal taglio particolare e intelligente” e dalla silhouette audace e sensuale.

Vivienne Westwood, colei che riadatta al meglio il capo storico in capo moderno tralasciando epoche con una nonchalance artistica fuori dal comune. Come sempre la sua collezione sorprende il pubblico, è colorata, determinata, variegata. Viene voglia di bloccare le modelle mentre sfilano per osservare e toccare personalmente gli outfit. La donna di Vivienne Westwood Red Label è pronta per un autunno-inverno esclusivo, ironico, sofisticato. Certo sfilare dopo la Madame della moda non è facile e così dopo Unique, Mark Fast, Mary Katrantzou è il turno di Johnatan Saunders, “print and colour”. Elegante, un po’ antica, colorata, a volte poco altre troppo scoperta è la donna di Johnatan Saunders che, tra decorazione e semplicità, dà particolare attenzione al seno.

Paul Smith, avvolgente, caldo, morbido e soprattutto coerente. Ogni componente lascia una sensazione di elegante sicurezza e ricercata delicatezza nonostante la linea della collezione sia forte e decisa. L’occhio cade sulle tonalità cromatiche con particolare attenzione verso il blu e il ruggine, spesso di seta. Gli ultimi a sfilare sono Richard Nicoli e Marios Schwab. Il primo, inglese cresciuto in Australia, descrive la sua collezione con queste parole “menswear, authenticity, simplicity, youthful classicism and timelessness”, il secondo stupisce il pubblico grazie al binomio innovazione-tradizione che non tradisce mai e accompagna la mente di chi osserva in un viaggio che dal passato malinconico e ricercato arriva al presente che è già futuro.

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Silvia Vetere

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