Concerti: Sotto casa di Max

 

Look sobrio: pantalone nero, camicia bianca e gilet nero per far risaltare il basso di un color panna. Anche la scenografia è semplice: tanto buio con coni di luce via via accesi sui singoli musicisti e colori accesi che compaiono a enfatizzare i testi di determinate canzoni. La Sala Petrassi dell’Auditorium é molto intima, e il pubblico avrà la sensazione di assistere al concerto in un salotto, anzi nel salotto di Max.

Al secolo Massimiliano, inizia da bambino con il pianoforte e diventerà poli strumentista (tastiere, chitarra, basso, il suo strumento per eccellenza). Gazzè ha alle spalle vent’anni di vita artistica e più di 100 canzoni scritte e composte, dai titoli interessanti come Su un ciliegio esterno (2000), pezzo al quale è particolarmente affezionato, a brani audaci come Il solito sesso (portato a Sanremo del 2008), dai primi exploit di Vento d’estate (1998), Cara Valentina (1997) o La favola di Adamo ed Eva (1998) fino a Sotto Casa, che il festival di Sanremo 2013 ha incoronato come grande successo. A quasi un anno da quell’evento, Max Gazzé è tornato a catturare con forza l’immaginario del grande pubblico, collezionando una lunga sequenza di affermazioni e consensi: a partire proprio da Sotto Casa, brano tra i più downloadati su internet, fino alle vendite dell’album omonimo, il numero 9 per l’artista romano. Un album eterogeneo che lui stesso definisce “Un quadro di Kandinskij, con suoni e atmosfere completamente diversi tra loro ma che assieme sono armonici ed equilibrati”. Come è tipico dello stile Gazzè, che si tratti di un testo ironico, serio, intimista o basato su fatti di cronaca, ognuno al suo interno cela uno studio attento e mirato sulle rime e sulle assonanze, frutto di un lavoro a quattro mani con il fratello Francesco per la parte letteraria e armonica.

E tra concerti in varie città d’Italia e all’estero, dove vanta un gran seguito, Max non poteva concludere che con la capitale, dove è nato e cresciuto, nonostante la sua  formazione internazionale. Il suo rapporto con il pubblico romano è talmente forte che si è aggiudicato lo scettro di “artista residente” alla sala Petrassi dell’Auditorium per 4 serate consecutive, fino al 21 gennaio. Oltre due ore di musica e un repertorio che unisce alle rivisitazioni di grandi successi del passato , come L’uomo più furbo del mondo  (2000), Il timido ubriaco (2000), Mentre dormi (2010), Una musica può fare (1999) ai più recenti I tuoi maledettissimi impegni, Buon compleanno,  La mia libertà, Atto di forza.  Quest’ultimo brano affronta un tema forte, quello della violenza sulle donne: Max fa un tentativo di descrivere l’immagine o come cambia il mondo per una persona che subisce una violenza sessuale.

Gazzè sarà accompagnato sul palco da Giorgio Baldi alla chitarra elettrica, Clemente Ferrari al piano e sintetizzatori, Dedo alla tromba, trombone e chitarra acustica, Puccio Panettieri a alla batteria e dal quartetto d’archi Euphoria, composto da sole donne, talentuose e molto simpatiche.
Non mancheranno momenti di improvvisazione, performance di Max con il suo basso, vere e proprie jam session a colpi di suoni ricercati con il batterista, dialoghi e giochi di botta e risposta con il pubblico. E il gran finale… a sorpresa.

 

Vuoi commentare l'articolo?

Valentina Peron

0 Commentsprova

No comments!

There are no comments yet, but you can be first to comment this article.

Leave reply

Only registered users can comment.

-->