Barbara De Rossi è Medea, in scena il testo di Jean Anouilh

È una Medea sensuale e straziante, quella interpretata da Barbara De Rossi nello spettacolo di Francesco Branchetti. Nel suono della voce dilaniata, c’è il punto di vista di una donna che arriva all’omicidio in nome della sua ossessione d’amore. Sul palco, un’attrice che da trent’anni alterna ruoli drammatici a commedie brillanti, trasformandosi di volta in volta in una donna diversa, e che oggi veste l’indagine psicologica del sentimento più schietto, perché, come lei stessa dichiara Le donne sanno amare più degli uomini. Non è nuovo per la De Rossi l’accostamento alla tematica: da tre anni al timone della trasmissione Amore Criminale, ha affinato nel tempo la delicatezza e il rispetto con cui si maneggia l’amore assoluto di certe donne, emarginate e emarginatesi nel sentimento mal corrisposto dai propri compagni e troppo spesso comodamente giudicate dall’esterno. Dalla tv al teatro, l’attrice passa da conduttrice a protagonista in scena della passione totalizzante, in una rilettura, quella di Jean Anouilh – con la traduzione di Giulio Cesare Castello – che rende la vicenda ancora più cupa e drammatica di quella Euripidea, ma estremamente attuale.

Il tormento di Medea si muove sul palco in una tunica nera pregna di sudore e tensione, che lascia intravedere una rosa tatuata sulla spalla dell’attrice: questo particolare, tutto contemporaneo, ben si presta all’atemporalità della versione del drammaturgo francesce, capace di regalare una versione estremamente moderna alla lirica antica, in cui la natura umana è raccontata in modo così preciso e dettagliato da regalare a donne, e uomini, contemporanei, la possibilità di dare un nome ai propri stati d’animo. Un continuità di epoche percepibile nelle cornici che ospiteranno le tappe della tournèe 2015/2016 della compagnia Teatro Garage: dal Teatro Romano di Ostia Antica al Teatro Greco di Selinunte, i palchi più antichi della penisola si coloreranno delle tonalità intense di un testo oggi poco frequentato dai registi e finalmente in scena.

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Eva Elisabetta Zuccari

Per lavoro e per passione racconto storie. Dalle esistenze straordinarie di persone comuni ai "pancini sospetti" del Gossip. Giornalista in divenire, classe 1989, curiosa. Spio tutto e tutti: voi non sapete chi sono io, ma io potrei già sapere chi siete voi.