Autunno romano, la mostre son servite

Riparte la stagione autunnale delle grandi mostre che vede la Capitale in prima fila per qualità e varietà, sempre alla ricerca di nuovi contenuti in bilico tra classicismo e modernità. Nell’ampio scenario espositivo dislocato nelle abituali e prestigiose sedi spazieranno in rassegna grandi novità e gradite conferme a cominciare da una delle proposte culturali più attese della stagione: Love. L’arte contemporanea incontra l’amore. La mostra ospitata nelle sale del Chiostro del Bramante (29 settembre 2016 – 19 febbraio 2017) riporta Roma nelle grande sfera espositiva contemporanea riunendo opere dei più importanti artisti moderni quali Yayoi Kusama, Tom Wesselmann, Andy Warhol, Robert Indiana, Gilbert & George, Tracy Emin, Marc Quinn e Francesco Clemente un’esperienza multisensoriale e universale sull’amore, declinato nelle sue più mutevoli sfaccettature. Odio, ambiguità, trasgressione e felicità questi gli oggetti di indagine di una rassegna non convenzionale e fortemente incentrata su stimoli visivi e percettivi al di fuori dell’ordinario.

hopperTorna a Roma dopo sei anni l’amatissimo artista statunitense Edward Hopper in mostra dal 1 ottobre 2016 al 12 febbraio 2017 presso l’Ala Brasini del Complesso del Vittoriano con una sessantina di capolavori realizzati tra il 1902 e il 1960 provenienti dal Whitney Museum di New York. La retrospettiva curata da Barbara Haskell e Luca Beatrice è incentrata su opere giovanili e meno conosciute del grande alfiere del realismo americano suddivise in sei sezioni tra ritratti di paesaggio ad olio, disegni preparatori e acquerelli relativi alle sue prime fasi di apprendimento accademico e alla sua trasferta parigina negli anni trenta. A questo si aggiunge una sezione dedicata alle influenza che Hopper ebbe nel cinema a partire dai film con protagonista Philip Marlowe fino ad arrivare a Hitchcoc, Antonioni, Argento e Lynch tutti attratti e profondamente debitori ad un artista portatore sano di notevoli fonti di ispirazione. Ennesima retrospettiva su Pablo Picasso all’Ara Pacis che, dal 14 ottobre 2016 al 19 febbraio 2017, concentra la sua attenzione sulle connessioni tra l’artista malagueno e la fotografia. Picasso Images. Le Opere l’Artista, il personaggio propone circa duecento scatti utilizzati dall’artista per elaborare nuove soluzioni pittoriche spaziali, approfondendo il suo rapporto con la fotografa e amante surrealista Dora Maar con la quale nacque un duraturo sodalizio artistico. In una delle sezioni verrà esaltata la capacità di Picasso di flirtare con la stampa per alimentare il suo ego e il suo mito che a tutt’oggi ancora trascende l’artista stesso.

Trecentocinquanta anni di creatività è l’oggetto del percorso espositivo che dal 14 ottobre 2016 al 15 gennaio 2017 riempirà le sale dell’Accademia di Francia, fondata da Luigi XIV nel 1666, che si prepara a festeggiarne i 350 anni dalla sua nascita. Se ne ripercorre la storia con oltre cento opere, un viaggio a trecentosessanta gradi nell’arte francese avvicendatasi a Villa Medici a cominciare dai borsisti inviati dal Re Sole a studiare e copiare i capolavori del Rinascimento Italiano per abbellire la corte di Versailles. Tappe fondamentali sono legati al trasferimento dell’Accademia a Villa Medici (1803) e la riforma Malraux del 1970 che amplia il ventaglio delle discipline inserendo la storia dell’arte e il restauro. Fragonard, Davis, Ingres, Debussy, Balthus e moltissimi altri saranno presenti con disegni, dipinti, sculture e incisioni testimoni della creatività e varietà artistica che accompagna da tre secoli e mezzo questa storica e prestigiosa istituzione. artemisiaPalazzo Braschi torna ad ospitare una grande rassegna aprendo le proprie sale ad Artemisia Gentileschi (30 novembre 2016 – 8 maggio 2017), artista caravaggesca del seicento italiano figlia del pittore Orazio qui in mostra con tutte le sue opere più celebri. Vita travagliata la sua, vittima di uno stupro denunciò Agostino Tassi rifugiandosi a Napoli negli anni ’30 del Seicento dove entrò in contatto con le tele del Merisi dalle quali rimase profondamente affascinata. Il suo stile ne risentirà, i toni cupi e drammatici si svilupperanno di pari passo con le sue travagliate vicende umane che ne faranno un’icona femminista forte e determinata contro una società maschilista e piena di pregiudizi. Per chiudere dovremo attendere fino a dicembre per ammirare i capolavori di Bernardino di Betto Betti in arte Pinturicchio che saranno esposti dal 1 dicembre 2016 al 25 marzo 2017 nei rinnovati e restaurati Musei Capitolini. Una retrospettiva vasta che ripercorrerà le vicende artistiche di un talento al servizio delle corti più importanti del Rinascimento Italiano, abile sia su tela che in affresco o in miniatura e maestro indiscusso della scuola umbra al pari di Perugino e Raffaello. Mostra attesissima e ancora work in progress sui contenuti, ma che di sicuro permetterà ai visitatori di godere della enorme produzione di uno dei grandi del suo tempo. Questi i principali eventi espositivi offerti dalle capitale: un mix ben amalgamato per tutti, dai semplici curiosi agli esigenti intenditori perché Roma nonostante le continue a attuali polemiche merita a pieno titolo di stare al tavolo delle grandi capitali della cultura mondiale.

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Fabio Bandiera