Sciopero TPL: paralizzati i trasporti della Capitale

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Novanta linee ferme, 11 collegamenti attivi su 103, è questo il caotico bilancio serale dello sciopero dei dipendenti di TPL, la società di trasporti che gestisce il 30% del trasporto pubblico della Capitale, assieme alla più conosciuta ATAC.

Cominciato il 23 novembre, lo sciopero che sta mandando in tilt il trasporto pubblico della Capitale, è partito tutto dal deposito di Maglianella dove è stato impedito agli autobus prima di fare rifornimento e poi di circolare. Da quel momento gli autisti hanno incrociato le braccia, chiedendo immediate risposte dal Campidoglio per risolvere la situazione insostenibile. E’ fondamentale ricordare che i dipendenti non ricevono lo stipendio da due mesi, gli sono state tolte le indennità ed i buoni pasto, perdendo quasi 500 euro mensili. Prima di pensare a come si possa complicare la situazione a 10 giorni dal Giubileo di Papa Francesco, è necessario fare un salto indietro nel tempo e precisamente al Giubileo precedente. Nel 2000, il Comune di Roma, per potenziare le linee e i collegamenti del trasporto pubblico decide di appaltare a TPL la gestione del 30% del trasporto pubblico, pagando 3 euro e 80 centesimi a chilometro. In pochi anni l’azienda fattura cifre da capogiro, quasi 880 milioni di euro stimati, incrementando il proprio personale oltre che i numerosissimi dirigenti e consulenti ultra pagati. Ma come è possibile che un’azienda che fatturi quasi un miliardo di euro poi non sia in grado di pagare gli stipendi ai propri dipendenti?

Lo abbiamo chiesto a Christian Rossi, un autista Atac che qualche mese fa ha pubblicato un video-denuncia contro l’azienda che gli è costato la sospensione dal servizio solo per aver raccontato la sua (scandalosa) giornata di lavoro.

Ho chiesto un giorno di ferie per accompagnare mia mamma a fare una visita, ha un cancro ed un’aspettativa di vita di 6 mesi. Mi è stato negato il mio giorno di ferie e quando mi sono presentato al lavoro alle 14:00 ho scoperto che non c’erano vetture e non potevo lavorare. Ci sono rimasto doppiamente male…

Christian dopo questo tuo video di denuncia cosa è successo?

Dopo il caos mediatico che avevo suscitato l’azienda mi ha sospeso. Me l’aspettavo ma non è stato per niente facile. Anche se dopo hanno dovuto fare un passo indietro e mi hanno reintegrato dopo 8 giorni.

Dopo la tua sospensione ti sei interessato alle battaglie sindacali della tua categoria ed hai scoperto che la situazione dei lavoratori di TPL in realtà non è poi così diversa da quella di Atac. Ma cos’è che non funziona in queste aziende?

In verità io nel 2007 ero un dipendente Tpl e solo successivamente sono passato ad Atac, quindi ho vissuto entrambe le realtà. Ci sono enormi disparità tra le parti. Turni di 8-9 ore, tagli di indennità. Pensate che nonostante prendano uno stipendio basso ( prendevano visto che ottobre-novembre non è stato pagato) perdono anche 70 euro mensili da restituire per delle indennità che poi neanche vengono pagate. E’ una situazione insostenibile.

Ma se il Comune paga a TPL, 3 euro a chilometro e gli autobus sono fermi per sciopero allora come farà TPL a pagare gli stipendi? 

I dipendenti hanno lavorato nel mese di ottobre ed è necessario che quelle ore di lavoro vengano pagate. Hanno preparato un “piano d’azione” in sei punti dove ci sono le richieste più urgenti. Tra queste

  • Il pagamento degli stipendi arretrati
  • La garanzia dello stipendio per dicembre
  • Garanzia della tredicesima
  • Pagamenti in un unica data e DIRETTI dal Comune di Roma (non utilizzando TPL come tramite)

Proprio su quest’ultimo punto, perchè escludere TPL?

TPL non va esclusa, va fatta “sparire”. Nel senso che il vero obiettivo è creare un trasporto pubblico unico.

Spieghiamoci meglio, come TPL va fatta “sparire”? Qual è l’obiettivo da raggiungere?

Quello che ci auguriamo è che entro il 2019 il trasporto pubblico a Roma sia gestito da un unico ente. Basta appalti e società di terzi che fanno solo i propri interessi. Troppe voci in capitolo. Vi informo che per una gestione unica sono necessari solo tre dirigenti e sai noi quanti ne abbiamo? Sessanta.

Visto che non si trovano più i soldi per pagare gli stipendi, secondo te come sono stati spesi?

Questo non lo so. Sicuramente è anche colpa della gestione politica di chi ci amministra. Fanno promesse che poi non mantengono, come la possibilità di coprire le spese dei trasporti con i 200 milioni stanziati per il Giubileo. Poi qualche giorno fa hanno stanziato milioni e milioni di euro per salvare 8 banche, ma dico io, anzichè salvare 8 banche…

Abbiamo visto che sei in prima linea al fianco dei lavoratori TPL, cosa ti ha colpito di più mentre partecipavi alle loro manifestazioni?

Il mio pensiero ora va a queste 1800 famiglie. Sono tante ed ora sta arrivando anche il freddo. Sono scene che ti stringono in cuore perchè non hanno più nulla da perdere ormai. Ho saputo che ci sarà una manifestazione dei cittadini invece, perché le periferie sono rimaste senza bus. Se non si interviene subito si rischia il collasso del trasporto pubblico. Spero si risolva tutto al più presto. E’ nell’interesse di tutti.

Anche noi di Lineadiretta24 ci auguriamo che la situazione si ripristini al più presto, per le famiglie, per i dipendenti e anche e sopratutto per i milioni di cittadini romani e non, che ogni giorno sono costretti ad affrontare i disagi che questa situazione comporta. In attesa di questo Giubileo 2015, tra gli scandali vaticani, il terrorismo e l’emergenza trasporti, siamo ormai testimoni di una Capitale fuori controllo sotto ogni punto di vista.

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Fabiola Florio

20 anni, studentessa ed esperta in comunicazione politica e spin doctoring. Originaria della Puglia, si trasferisce da San Severo ( la città con la festa patronale più pazza del mondo) a Roma dove studia Giornalismo presso la LUMSA e collabora con varie testate giornalistiche. Amante delle buone chiacchiere davanti ad uno spritz, ama circondarsi di amici anche se chi si fa davvero in quattro per lei resta la pizza. Nonostante le ipocondrie varie e la passione per il gioco, ci ha raccontato che il suo sogno "non è diventare una donna di successo ma una giornalista di valore". Ci abbiamo creduto, voi però potete fare finta.