Ultimo appuntamento del progetto CarcerAzioni

CARCERI E FORTEZZE. LA LIBERTÀ DEL TEATRO
LECTIO MAGISTRALIS DEL PROF. FRANCO RUFFINI
CASA DEI TEATRI –11 APRILE 2014 ALLE 15.30 – ULTIMO APPUNTAMENTO DEL PROGETTO

Si conclude venerdì 11 aprile 2014, alle ore 15.30 alla Casa dei Teatri, il progetto carcerAzioni. Prigionie dei nostri tempi con uno straordinario incontro dedicato al pensiero teatrale. È la Lectio magistralis del prof. Franco Ruffini dal titolo CARCERI E FORTEZZE. LA LIBERTÀ DEL TEATRO, un racconto dentro le grandi narrazioni della scena a partire dal dato esperienziale dei registi, dei pedagoghi e degli attori che hanno rivoluzionato il Novecento. Come lo stesso Ruffini indica: «Le componenti del teatro – dal testo, all’attore, al pubblico, allo stesso spettacolo – sono allo stesso tempo la forza e la miseria del teatro. Come fa il teatro a non soccombere alla sua miseria e, anzi, a trasformarla in forza?».

Franco Ruffini (1939) ha insegnato “Discipline dello Spettacolo” nelle Università di Bologna, Bari e Roma Tre. E’ uno dei fondatori dell’ International School of Theatre Anthropolgy (ISTA), ideata e diretta da Eugenio Barba, e fa parte della relativa équipe scientifico-pedagogica. E’ membro della redazione della rivista “Teatro e Storia”, che ha contribuito a fondare al seguito di Fabrizio Cruciani. Dopo essersi occupato di teatro del Rinascimento (Commedia e festa nel Rinascimento. La “Calandria” alla corte di Urbino, 1986), ha studiato soprattutto il teatro del Novecento. Tra le sue pubblicazioni sull’argomento: I teatri di Artaud. Crudeltà, corpo-mente, 1996; Stanislavskij. Dal lavoro dell’attore al lavoro su di sé, 2003; Craig, Artaud, Grotowski. Teatro in stato d’invenzione, 2009; L’attore che vola. Boxe, acrobazia, scienza della scena, 2010. Sull’Antropologia Teatrale, che è alla base dell’ISTA, ha pubblicato numerosi saggi.

Questo ultimo appuntamento di carcerAzioni chiude, dunque, un lungo attraversamento di circa cinque mesi negli spazi culturali dell’Assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione Artistica di Roma Capitale e in alcuni Musei della città.
Un percorso fatto di incontri, proiezioni, laboratori, spettacoli, mostre e letture collettive orientati dal concetto di “carcerazioni”, declinando forme e contenuti diversificati che hanno messo in evidenza la metafora della prigionia nel passato e nel presente. Sia nel suo aspetto reale, concreto, della privazione della libertà, che in quello psicologico: dalle carceri alla scelta di isolarsi dal mondo, dall’impedimento fisico al disagio esistenziale. Si è partiti dall’idea delle “prigionie invisibili” nelle opere di Samuel Beckett, con la mostra del novembre 2013 alla Casa dei Teatri “Prigionie (in)visibili. Il teatro di Samuel Beckett e il mondo contemporaneo” che ha sondato gli aspetti meno consueti dell’universo teatrale dell’irlandese, approdando al Teatro di Villa Torlonia con il laboratorio dell’attrice del Living Theatre Cathy Marchand, la quale ha lavorato sulla struttura dello storico spettacolo The Brig, fino allo spettacolo di Emanuele Vezzoli. Alla memoria del Novecento è stata dedicata la mostra “Passaggi nella città prigioniera” svoltasi presso la Sala Santa Rita, con le opere-video di Jacopo Benci e un percorso documentario didattico curato da Antonio Parisella del Museo Storico della Liberazione: una narrazione visiva a 70 anni dall’occupazione di Roma da parte dei nazisti. All’interno della mostra l’appuntamento con Evelina Meghnagi e l’incontro di approfondimento sulla mostra con gli autori. Un ciclo di proiezioni e video alla Casa della Memoria e della Storia ha fatto il punto sulle realtà carcerarie italiane mentre il programma del Nuovo Cinema Aquila ha indagato la realtà delle strutture psichiatriche. Altri, dolorosi, racconti con lo sguardo rivolto alle vittime sono stati proposti in collaborazione con le associazioni “A buon diritto” e “A Roma insieme-Leda Colombini” come, ad esempio, la lettura collettiva dal libro Quando hanno aperto la cella – storie di corpi offesi di Luigi Manconi e Valentina Calderone sempre alla Casa della Memoria e della Storia.
Anche la “possessione” fra Antonin Artaud e Colette Thomas o l'”inferno” di August Strindberg e Vincent van Gogh sono stati materie di speculazione, parole brucianti sulle rispettive biografie condizionate da un proprio afflato alla “malattia” in alcuni incontri alla Casa dei Teatri.
Con la proiezione presso il Museo Laboratorio della Mente de “L’osservatorio nucleare del Dottor Nanof” di Paolo Rosa, si è voluto rendere omaggio al fondatore del collettivo “Lo Studio Azzurro”, recentemente scomparso mentre sono state “aperte” le porte, con visite guidate, delle celle del Museo storico della Liberazione di Via Tasso.

CASA DEI TEATRI
Villa Doria Pamphilj-Villino Corsini
Largo 3 giugno 1849 Roma
Angolo Via di San Pancrazio (ingresso Arco dei Quattro Venti)
INFO 060608 – 06.45460693
www.casadeiteatri.culturaroma.it 
www.comune.roma.it/cultura 
ingresso libero

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Redazione Parolibero

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