Il teatrino dei morti viventi: l’ultima macabra moda dagli States.

La strana moda consiste nel creare una location e posizionarvi poi il morto imbalsamato, quindi addio cara vecchia bara, da oggi l’ultimo saluto ai propri cari si da così. L’agenzia funebre Charbonnet di New Orleans è stata tempestata di telefonate di eventuali futuri clienti, dopo che il 12 giugno aveva organizzato il funeral party della cinquantatreenne Miriam Burbank, in cui la salma è stata esposta allegramente seduta ad un tavolo con una birra in una mano ed una sigaretta nell’altra, replicando le normali abitudini della donna quand’era in vita.

Non era il primo funeral party organizzato dall’agenzia che negli anni precedenti aveva allestito una cerimonia per un paramedico, esposto al volante di un’ambulanza e di un ammiratore di Che Guevara, che ha posato per il proprio funerale con tanto di sigaro in mano. Molti si dichiarano indignati per la bizzarra usanza dell’agenzia del luogo, tanto da mandare lettere e messaggi di protesta che arrivano a sfiorare toni minacciosi. Il proprietario, Louis Charbonnet, ha confessato di essere al centro di molte polemiche che ritengono il suo lavoro sacrilego, soprattutto dopo che, all’ultimo funerale da lui organizzato si è presentato un gruppo di mariachi.

La strana moda pare abbia preso il via nel 2008 a Porto Rico, quando, per commemorare il ventiquattrenne Angel Luis Pantojas, vittima di un omicidio, i familiari “esposero” il cadavere legandolo ad una parete della casa. La trovata ebbe talmente tanto successo, che di li a poco un giovane centauro morto per un incidente fu esposto per il funerale in sella ad una moto. Fu proprio Pantojas a dare l’idea del funerale in posa ai parenti quand’era in vita, poiché dopo aver partecipato da bambino al rito tradizionale per l’addio al padre, Pantojas confessò alla famiglia che lui avrebbe preferito essere visto per l’ultima volta in piedi, non sdraiato in una bara. Il costo base per il funeral teatrino è di 1.700 dollari, l’amministrazione portoricana ha ascoltato anche l’opinione del ministero della Salute e dei direttori delle agenzie funebri, prima di approvare nel 2012 una legge che li consente, sempre che la posizione del corpo non sia “immorale”. I parenti dei defunti che hanno ricevuto il funerale in posa hanno dichiarato di soffrire di meno durante l’estremo saluto al caro scomparso, poiché una posa “normale” (per quanto possa essere normale un cadavere imbalsamato che beve e fuma) è più facile da metabolizzare rispetto all’immagine del caro che giace in una bara…contenti loro.

 

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Valentina Evangelista

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