Un mercoledì da Juve

Ha vinto là dove in Europa soltanto il Barcellona c’era riuscito, contro una formazione solida, tecnica e impreziosita dalla classe di una batteria di brasiliani scelti con criterio, e che ora vengono valutati a peso d’oro. 1-0, 3 punti e primo posto nel girone: questi i numeri della Donbass Arena, questi la dimensione dell’impresa bianconera. Certo, si dirà che gli ucraini erano già qualificati e che quindi avevano pochi stimoli. E questo sicuramente deve aver condizionato l’approccio alla gara dei padroni di casa, al di là delle sfuriate di Lucescu. Ma in realtà ben presto a Donetsk s’è vista una partita vera, specie dopo il vantaggio degli ospiti, perché in fondo – Real Madrid a parte – il primo posto nel girone avrebbe fatto comodo anche agli ucraini. Altro che biscotto.

Il primo tempo scivola via senza troppi sussulti, a parte un rigore in movimento sbagliato da Giovinco (centimetri) e la solita irritante impotenza offensiva dei bianconeri. Le azioni costruite dalla Juve infatti evaporano sempre nel nulla, tra imprecisioni, malintesi, fraintendimenti, equivoci, contraddizioni, tempismi differenti, uomini giusti nei posti sbagliati e uomini sbagliati nei posti giusti. Tanto da far perdere la pazienza anche a Conte, inviperito e piuttosto attivo all’interno della gabbia di vetro. E l’imperfezione juventina continua anche nella ripresa, nonostante Giovinco e Vucinic giochino individualmente una buona partita. Così il vantaggio non può che arrivare da un cross deviato di Lichtsteiner che a sua volta innesca una carambola tra Giovinco e Kucher fatale per Pjatov. Ma per vincere occorre anche questo.

Quindi il match deflagra: gli ucraini vanno vicini al pareggio con una ciabattata di Texeira che sfiora l’incrocio e con un “auto-palo” colpito da Asamoah. Nello stesso tempo Madama si lancia alla ricerca del raddoppio, ma Vucinic non concretizza un delizioso assist di Vidal a tu per tu con Pjatov. Il triplice fischio formalizza il primato della Juve e di fatto vanifica i 6 gol (a 1) rifilati dal Chelsea al Nordsjaelland. Solo Europa League per i blues. Mentre i bianconeri devono sperare di non essere sorteggiati con il Real di Mourinho. In quel caso occorrerà un centravanti cinico, in grado di colpire alla prima opportunità. Forse è l’unica cosa che manca davvero a questa Juve.

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Mauro Del Prete

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