Il Torino di Mihajlovic: la grinta al servizio del gol

Il Torino di Mihajlovic ormai ha attirato l’attenzione di tutti. Dopo il fenomeno Sassuolo e la grande ascesa dell’Atalanta infatti, in questa settimana vogliamo soffermarci sulle grandi prestazioni della squadra granata. Un organico che, oltre alla grinta che Mihajlovic è in grado di trasmettere alle sue squadre, si è distinto anche per la qualità del gioco.

Non a caso, il Torino di Mihajlovic con i suoi 27 gol ha il secondo miglior attacco del campionato, preceduto soltanto dalla Roma di Spalletti (29 reti), che da due anni a questa parte si è confermata una vera e propria macchina da gol.

La capacità realizzativa del Toro è ancora più sorprendente se confrontata con i precedenti storici. Belotti e compagni hanno segnato ben 27 gol nelle prime 12 partite di campionato: non succedeva dalla stagione 1947/48, anno in cui il Torino ne siglò addirittura 37. Nessuno, quindi, negli ultimi 60 anni di storia granata ha avuto un avvio di campionato più prolifico della squadra di Mihajlovic. Merito di una rosa che dispone di un parco attaccanti non indifferente, con gli ex-romanisti Adem Ljajic e Iago Falque a supporto del dirompente Belotti. Tanta qualità, supportata dalla grinta insita nel dna granata e tenuta viva dal temperamento di Sinisa Mihajlovic.

Il MODULO

Il Torino di Mihajlovic è strutturato sulla base di un 4-3-3 in grado di sfruttare al meglio le qualità tecniche dei centrocampisti e degli attaccanti. Il tridente, oltre alla tecnica, garantisce anche il ripiegamento per aiutare la linea difensiva in fase di non possesso.

La difesa è stato uno dei reparti più coinvolti nella sessione di mercato. Cairo ha ricostruito la spina dorsale del reparto arretrato portando a Torino un portiere del calibro di Hart (dal Manchester City) e un difensore centrale come Leandro Castan. Esperienza, forza e qualità. A completare il reparto c’è Rossettini, mentre sulle corsie esterne troviamo Zappacosta e Barreca, da tenere sott’occhio in un’era in cui i buoni terzini sono sempre più difficili da trovare.

Il centrocampo è uno dei fiori all’occhiello del Torino di Mihajlovic. Un mix di dinamismo e qualità. Basti pensare che dei 27 gol del Torino, ben 8 sono stati segnati da Baselli (4) e Benassi (4). Con Valdifiori in cabina di regia, i due azzurri possono agire da intermedi occupando gli spazi lasciati liberi dagli attaccanti. In alternativa, il Torino di Mihajlovic dispone anche di Aquah, Obi e il sempreverde Vives, tre giocatori che fino allo scorso anno avrebbero avuto la maglia da titolare assicurata. Lo sa bene Baselli, che si è preso diverse strigliate prima di conquistare il cuore di Mihajlovic.

Siamo giunti all’attacco, il reparto granata più in forma. L’esplosione di Belotti sta garantendo a Mihajlovic quella concretezza in fase di finalizzazione di cui una squadra ha bisogno quando, a supporto della punta, ci sono giocatori di fantasia come Iago Falque e Adem Ljajic, più adatti a servire il compagno che a concretizzare. Il Gallo Belotti ha già segnato 8 reti in campionato, 2 in meno dei capocannonieri Dzeko e Icardi. Due, come i rigori sbagliati dal giovane attaccante azzurro. Errori che gli vengono perdonati non solo per la sua capacità realizzativa, ma anche per l’abnegazione, lo spirito di sacrificio e il gran numero di occasioni da gol che è in grado di creare.

GIOCATORI CHIAVE

È facile intuire l’importanza che ricopre Belotti nel Torino di Mihajlovic. Con i suoi 886 minuti, è il giocatore più utilizzato della squadra dopo il portiere Hart. Il Gallo è il primo della classe anche per quanto riguarda le occasioni da gol create (13), seguito da Iago Falque. Già, Iago. L’esterno spagnolo è un’altra pedina fondamentale nel gioco del Torino, alla stregua di Adem Ljajic. I due fantasisti hanno segnato entrambi 5 reti, sanno mandare in gol i compagni e sono in grado di tagliare il campo palla al piede quando l’area avversaria è troppo densa per andare in profondità. Il serbo è più dotato tecnicamente e lo spagnolo è un maestro nel garantire alla squadra il giusto equilibrio.

A chiudere il quadro dei giocatori chiave, è giusto includere nella lista Benassi e Baselli. Le otto reti segnate dai due centrocampisti hanno alzato l’asticella della fase offensiva granata. Benassi ha dimostrato di avere il giusto temperamento per prendere la squadra sulle spalle nei momenti di maggiore difficoltà, mentre Baselli, nonostante il contributo che fornisce al Torino di Mihajlovic, deve ancora fare il definitivo salto di qualità per diventare un centrocampista fondamentale non solo per il Toro, ma anche per la Nazionale italiana.

Eppure, nonostante l’elevato tasso tecnico del Torino di Mihajlovic, questa è una squadra che viene riconosciuta soprattutto per la cattiveria agonistica che è in grado di mettere in campo a ogni partita. Mihajlovic in fondo ha sempre detto di volere in campo 11 tori, ma guai a dirgli che la sua squadra si fa notare per la grinta! Questo Toro, che vinca o che perda, gioca veramente un grande calcio.

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Alex Marino