Roma-Lione, parla Genesio: “Abbiamo un vantaggio relativo, ma ci crediamo”

Spavaldo ma non troppo. Bruno Genesio, allenatore del Lione, parla in conferenza stampa alla vigilia della sfida di Europa league contro la Roma: “Abbiamo un vantaggio relativo. Sapevamo che sarebbe stato un doppio confronto molto duro con i giallorossi. All’andata abbiamo fatto bene e giocato un ottimo secondo tempo, ma mancano altri 90′ da giocare”. Paura? Non c’è, ma la Roma è ovviamente temuta dal club francese: “La Roma è una delle favorite ma vogliamo andare avanti. Domani sarà essenziale l’equilibrio di squadra. Dovremo difendere bene, ma dovremo anche proporre il nostro gioco in fase offensiva. Serve equilibrio tra le due fasi. Il vantaggio dopo la gara di  andata c’è, ma sappiamo che potremmo andare incontro a delle difficoltà”.

I giallorossi domani dovranno vincere con due gol di scarto. Genesio lo sa: “Affronteranno sicuramente la partita ad alto ritmo, cercheranno di metterci in difficoltà. Noi dovremo essere pronti a rispondere giocando e cercando di fare male col nostro reparto avanzato”. Infine l’allenatore del Lione parla dell’ex della partita (che non ci sarà), Clement Grenier:Ha avuto problemi fisici, in più avevamo molti centrocampisti. Con la società abbiamo ritenuto che venire qui a Roma fosse la cosa migliore per lui, siamo tutti consapevoli del suo livello”. Meno di 24 ore alla sfida. Il Lione è pronto a difendere il 4-2 dell’andata, con la consapevolezza dei propri mezzi. Segnare un gol sarebbe fondamentale, ma allo stesso modo la forza della Roma spaventa Genesio e i suoi ragazzi. Sarà una partita aperta, vista la forza di entrambe gli attacchi.

Vai alla home page di LineaDiretta24

Leggi altri articoli dello stesso autore

Twitter: @MarcoJuric

 

Vuoi commentare l'articolo?

Marco Juric

si avvicina al calcio giocato, e alla Roma, grazie alla chioma fluente di Giovanni Cervone. Non contento, pur rimanendo folgorato dalla prima autobiografia di Roy Keane, non si innamora del Manchester United, ma del Nottingham Forest. Dopo i primi trent’anni di osservazione partecipante, ha quindi deciso di passare gli altri trenta che gli rimangono a scriverne.