Pallotta cerca un’alternativa a Tor di Valle: nel 2015 zero possibilità

Colpo di scena sulla vicenda dello Stadio della Roma. Si rende soltanto oggi noto un elemento, risalente a qualche mese fa, che potrebbe ridisegnare non soltanto gli scenari della questione della “Casa dell’AS Roma”, ma anche il profilo della città.
Se, infatti, il Progetto di Tor di Valle riserverebbe allo Stadio solo il 14% dell’area da edificare, ben altri sarebbero gli scenari che si configurerebbero nel caso Pallotta fosse costretto a riconsiderare il sito su cui costruire.

E, a tale proposito, oggi è intervenuto ai microfoni di “Te la do io Tokyo” Francesco Smedile, Urbanista, Consigliere Municipale dell’XI Municipio di Roma, interpellato a proposito di una azione conoscitiva relativa alla compatibilità dell’Area di Tor Vergata con il “progetto Stadio”, intercorsa con la A.S. Roma alcuni mesi fa. Al tempo, non se ne ebbe notizia, tanto da poter indurre a pensare che la AS Roma seguisse sotterraneamente più di una strada.

– Nulla di strano, secondo Smedile:
“La proprietà credo che debba avere delle alternative, se non andrà a buon esito il progetto a Tor di Valle, come io ritengo. Poi, l’area di Tor Vergata è pubblica. Il Pubblico, lo sappiamo, spesso non è in grado di valorizzare se stesso”.

– E, quindi, da quando si starebbe considerando una ipotesi alternativa?
“La prima lettera aperta risale ad agosto dell’anno scorso. Il Presidente del Municipio diceva ‘Attenzione, esiste questa possibilità’, fu pubblicato anche da alcuni giornali ma nessuno prese l’opzione in considerazione seriamente.
Poi vi fu un incontro con gli studenti, all’Università di Tor Vergata, in cui Garcia disse scherzando: ‘Tor di Valle… Tor Vergata… poi vediamo‘.

– Dunque era una ipotesi non del tutto improbabile, che si stava valutando seriamente.
“Quello che è avvenuto al tempo (novembre 2014 – NdR) è che ci sono stati dei contatti tra tecnici per verificare la fattibilità di una eventualità del genere”.

– Nel caso si optasse per Tor Vergata, cosa ne sarebbe del progetto originario?
“L’opzione Tor Vergata implicherebbe una riduzione fondamentale del progetto globale (Le Torri, la costruzione di un intero quartiere – NdR) ma le destinazioni urbanistiche sono già conformi. Non ci sarebbe bisogno di alcuna modifica.
C’è la disponibilità di un gran numero di metri cubi pubblici che potrebbero essere messi a bando e questo potrebbe implicare anche la risoluzione della problematica della Vela di Calatrava. Ci sono già 2 linee metro… Il tutto senza costi per la Roma” (per Pallotta – NdR).

Oggi la Roma è ancora interessata?
“Non lo so. Oggi c’è già la delibera pronta. Me le difficoltà sull’area di Tor di Valle saranno tantissime: e non c’è ancora la variante urbanistica“.

– Che probabilità c’è che la prima pietra sia realmente posata entro il 2015, come annunciato?
“Assolutamente non è pensabile che la prima pietra venga posata nel 2015. Da 0 a 100, ci sono 0 possibilità.
Un anno si è già buttato via, ma dal punto di vista procedurale per l’area di Tor Vergata le procedure sarebbero velocissime: del lavoro fatto non si butta via tutto, giusto un 20%”.
“Su quella zona, ci sono un milione e mezzo di metri cubi che prima non c’erano. Il piano regolatore è già in grado di accogliere una struttura del genere: ci sono già il 70% degli elementi che a Tor di Valle dovrebbero essere realizzati a carico di Pallotta e che implicano una variante urbanistica.
Non a caso, Tor Vergata è una delle poche aree di Roma indicate da Renzi e dal Governo come area adatta ad ospitare Grandi Eventi. Pensiamo per esempio alle Olimpiadi”.

– Lei caldeggia decisamente questa opzione.
“Ne parlai, al tempo, anche con con Lotito. Gli dissi: ‘La Roma si fa lo stadio a Tor di Valle, perché non fai una proposta per realizzarlo a Tor Vergata? Poi la cosa cadde così”.

– Ritiene che siano state evidenziate tutte le problematiche relative all’area di Tor di Valle?
“Tra le problematiche di Tor di Valle, una cosa che non si dice è che il progetto attuale non prevede la riqualificazione (ristrutturazione) del collettore fognario. Costa 50 milioni ma nel progetto non c’è”.
“Altra cosa grave: mentre le cubature che l’Amministrazione offre a Tor Vergata sarebbero messe a bando pubblico, per la prima volta nella storia, invece, inspiegabilmente vengono assegnate ad Personam nel caso di Tor di Valle.
Senza bando, che dovrebbe assegnarle al miglior offerente.
Sarebbe una bella domanda da porre all’assessore Caudo”.

 

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Valeria Biotti