NBA: Golden State perde Curry

L’infortunio al ginocchio di Steph Curry rischia di sconvolgere gli equilibri nei playoff. San Antonio, Oklahoma e Cleveland sono già in semifinale. Grande equilibrio a Est, dove prevale il fattore campo. Stanotte gara5 Atlanta-Boston e Toronto-Indiana.

Pirro era il re dell’Epiro. Nel terzo secolo a.C. sconfisse due volte l’esercito romano ma le perdite sostenute furono tali da portarlo alla lunga alla sconfitta nella guerra. Ancora oggi il termine “vittoria di Pirro” è utilizzato per spiegare come gli effetti di un successo possano a volte essere controproducenti. E’ un concetto che si può applicare persino a questa stagione NBA.
Golden State ha forzato per tutto l’anno nel tentativo di battere il record di 72 successi dei Bulls del 1996 in stagione regolare. C’è riuscita ma ora ne sta pagando il prezzo. I playoff si erano aperti con il problema alla caviglia occorso a Curry che aveva saltato i due successivi incontri per ripresentarsi domenica a Houston. Inizio difficile per lui, partita in equilibrio, poi negli ultimi secondi del primo tempo l’episodio che può cambiare la stagione. Motiejunas cade lasciando una chiazza di sudore su cui scivola Curry in azione difensiva. Il suo ginocchio destro si torce in modo innaturale: Steph si rialza subito ma zoppica vistosamente ed è costretto ad arrendersi, malgrado un’ulteriore prova durante l’intervallo. I Warriors reagiscono da grande squadra dominando il terzo quarto e portandosi sul 3 a 1 nella serie. La risonanza magnetica cui si è sottoposto ieri ha rivelato una distorsione di primo grado al collaterale mediale del ginocchio destro. Starà fuori almeno due settimane: Golden State lo rimpiazzerà in quintetto con Livingston. Dovrebbe chiudere con Houston ma il cammino verso l’anello sembra in ripida salita. “E’ stato sano per tutto l’anno, e ora che siamo ai playoff gli succede questo”: le parole di coach Kerr sembrano più un’ammissione di colpevolezza.
Se tutto andrà bene Curry rientrerà in gara 4 o 5 del turno successivo. I Clippers sembravano essere i sicuri avversari dei detentori ma Portland ha vinto le due partite in Oregon. I Blazers si confermano rivelazione dell’anno nonostante dopo la cessione di Aldridge parevano destinati a una stagione di sofferenza. Invece McCollum ha operato una crescita spettacolare guadagnandosi il premio di giocatore più cresciuto. C’è sempre Lillard, dai playoff stanno giungendo grandi prestazioni da Plumlee e in gara4 Aminu ha infilato 30 punti.
Ora i Clippers rischiano grosso perché Chris Paul si è fratturato il terzo metacarpo della mano destra durante un contatto difensivo. La sua stagione potrebbe essere finita e anche Griffin ha accusato un problema alla gamba.
L’altra semifinale di Conference è già composta: San Antonio ha controllato la disastrata Memphis, mentre Oklahoma ha perso solo per distrazione una partita con Dallas.
A Est, avanza al turno successivo Cleveland, 4-0 a Detroit. Lo scorso anno Irving e Love si infortunarono durante la post-season e la loro assenza incise sulla finale persa con Golden State. Ora i due sono qui a dare una mano a LeBron e lo scenario è rovesciato. Dovranno attendere per conoscere il loro avversario in semifinale, poiché Atlanta e Boston hanno vinto le rispettive partite casalinghe. Millsap e Teague sono in forma, gli Hawks conservano il vantaggio del fattore campo ma hanno perso l’occasione di allungare essendosi trovati sul +16 al TD Garden nel corso del terzo quarto di gara4. I canestri di Thomas e la difesa di Smart hanno ridato fiato ai Celtics che si sono imposti 104 a 95 all’overtime.

Nella parte bassa del tabellone altrettanti 2-2. Indiana ha espugnato Toronto in apertura ma si è lasciata battere in casa in gara3 raggiungendo poi sabato i canadesi con una gran prova di Grant Hill e l’attenta difesa di Mahinmi. Paul George è stato assoluto protagonista dell’avvio di serie, mentre, al solito, le stelle dei Raptors, da Lowry a DeRozan, sono alle prese con la sindrome da post season.
Chi passa affronterà la vincente di Miami-Charlotte. Sembrava che gli Heat avessero vita facile e che gli Hornets fossero già soddisfatti del traguardo raggiunto, invece hanno sfruttato al meglio le due partite in North Carolina. Decisivo Kemba Walker, 34 i suoi punti di stanotte, di cui 11 consecutivi di Charlotte nella fase chiave dell’ultimo quarto. Apprezzabile anche il contributo di Lin. Miami aveva vinto agevolmente le partite in Florida. Ora si torna a Sud, Wade e Deng dovranno riprendere il filo interrotto.

Twitter: @MicheleSarno76

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michele sarno