Legabasket, Addio Milano ressa dietro

Quarta di ritorno in Legabasket e giochi fatti per la leadership in regular season con l’Armani Jeans a quota trentaquattro, quattordici successi utili consecutivi e sei punti di vantaggio su Venezia che raggiunge Reggio Emilia dopo l’incredibile battuta di arresto a Pesaro. Le scarpette rosse liquidano la resistenza di Avellino (95-78), dopo un primo quarto equilibrato, grazie alle accelerazioni di un ispiratissimo Brooks (24p e 4/8 dalla lunga) e ai tentacoli di un Samardo in ennesima doppia doppia (20p e 10r) autore di un memorabile duello a suon di sportellate contro l’altro gigante d’ebano Anosikee (11p e 12r).

Milano regola la pratica all’intervallo sul 48-40, Avellino riesce a tenere il match ancora vivo senza mai riuscire realmente a riaprirlo, si affida alla classe di Banks (25p) e dimostra di essere un buon collettivo pronto a lottare fino in fondo per una piazza in post-season. Incredibile scivolone della Grissin Bon che cede al fotofinish al Paladriatic di Pesaro (75-74) dopo un primo quarto chiuso 13-21 che lasciava presagire ad un successo scontato. Pesaro ha avuto il merito di ricucire lo strappo prima dell’intervallo riuscendo ad allungare nel terzo quarto grazie ai talenti di Wright (21p) e Judge (16p e 8/10 dal campo) vere spine nel fianco nell’assonnata difesa emiliana incapace di cambiare ritmo e svogliata in attacco nonostante le discrete percentuali e i sei uomini in doppia cifra. Approfitta dello scivolone reggiano l’Umana Venezia che asfalta le macerie di una Varese allo sbando (53-67), l’allievo Pozzecco si inchina al maestro Recalcati (nonostante il buon esordio del gigante Johndre Jefferson (12p e 8r) che di sicuro darà ossigeno alla carente batteria dei lunghi) in un match senza storia che i lagunari hanno condotto in scioltezza giocando al gatto col topo. Stone-Peric-Goss hanno alzato il ritmo sin dalle prime battute chiudendo il primo quarto sul 17-25 e spremendo un avversario in balia delle proprie paure e di un pubblico troppo critico ed esigente che non ha risparmiato i fischi a squadra e dirigenza. Tutto il resto è pura accademia la salvezza sempre più in bilico, cambiare allenatore servirebbe a poco mentre Venezia dimostra ancora una volta personalità e grande attitudine al sacrificio, un mix di talento e legna operaia perfettamente plasmata nelle mani del guru Charlie. Consolida il suo quarto posto il Banco Sardegna che regola tra le mura amiche la pratica Acea (72-61) dopo tre quarti di buon basket giocato e un risultato ancora incerto sul 53-48 con gli isolani più imprecisi del solito e i capitolini stranamente in palla dopo l’intervallo lungo. Nel’ultimo quarto Lawal (12p e 13r) e Dyson (10p e 10r) hanno alzato vertiginosamente l’intensità dominando con chili e centimetri l’aria pitturata lasciando poco scampo agli uomini di Dalmonte che, finita la verve di Gibson (17p e 5/9 dalla lunga)e Stipcevic (12p), finivano la benzina a disposizione senza poter contare su una panchina di livello.

Torna al successo la matricola Trento che asfalta una irriconoscibile Brindisi (95-83) in un match senza storia chiuso nei primi venti minuti sul 55-31. Sontuose le prove di Tony Mitchell (29p) e Davide Pascolo (19p e 8/10 dal campo) in netta ripresa rispetto alle ultime uscite incolori, mentre Brindisi si scorda di entrare in campo nei primi due quarti cercando invano una disperata rimonta nel secondo tempo grazie al redivivo Elston Turner (28p e 6/9 dalla lunga) pronto a rimpinguare il suo bottino a buoi scappati. Trento rimane sola in sesta posizione avvicinandosi a sole due lunghezze dai brindisini, mentre dietro si accende la miccia per le postazioni play-off con ben cinque squadre a quota diciotto in corsa per le ultime due poltrone utili. Bologna raggiunge Cantù vincendo meritatamente (108-96) una gara spettacolare e piena di strappi, allunghi e ricuciture che hanno tenuto in bilico l’Unipol Arena fino all’ultima sirena. Merito di un Hazell (33p in 34minuti) che ha di fatto deciso il match dopo il recupero canturino nella terza frazione. Se a questo aggiungiamo le solide prove dei vari White (15p), Ray (13p) e la regia lucida di Gaddy (15p) Bologna si candida seriamente e meritatamente ad un posto al sole, mentre Cantù va a corrente alternata seguendo le lune di un Odom Johnson (27p e 7 ass) croce e delizia di un Sacripanti che guarda il bicchiere mezzo pieno aggrappandosi alle prove d’orgoglio di Gentile (13p) e Williams (10p) ed a un sempre più inserito Buva (21p).

Vittoria interna per Pistoia che pone fine alla striscia di quattro vittorie di Caserta (87-76) dopo un match molto combattuto e tirato deciso solo nell’ultimo quarto dove i toscani hanno inserito la quinta grazie al miglior Filloy stagionale (20p e 5/11 dalla lunga)che ha scavato bomba su bomba quel solco che i campani, stanchi dopo l’ennesima rimonta, non sono riusciti ad arginare nonostante l’ ottima prova del solito Ivanov (20p) e i continui progressi fisici di un Dommercant (14p) sempre più inserito. Caserta resta a quota otto, a sole quattro lunghezza da Varese e Capo d’Orlando che cede di schianto al PalaFantozzi contro una Vanoli Cremona in netta ripresa (57-74) anche se la qualità del match ha lasciato molto a desiderare. Gli uomini di Pancotto imbrigliano le trame offensive isolane sporcando sensibilmente le percentuali di Freeman e soci (39,4% da due e 25,9% dalla lunga)chiudendo la pratica con le triple di Ferguson (14p e ¾ dalla lunga) e dominando nell’aria pitturata con l’esplosività di Cameron Clark (10p e 14r). Settimana di pausa in campionato e largo alle Final Eight di Desio (20-22 febbraio), questi gli accoppiamenti: Milano-Avellino, Venezia- Brindisi, Sassari-Cremona e Trento- Reggio Emilia. Milano favorita d’obbligo, ma occhio alle sorprese sempre dietro l’angolo.

 

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Fabio Bandiera