La Sampdoria abbatte il Grifone

Mentre il Bisagno scorre placido, poco lontano l’antica arena della città prende animo e vigore. Una folla numerosa e colorata la assale. È la sera del derby della lanterna, Genoa e Sampdoria si contendono la Superba. La classifica langue per entrambe e l’occasione per ripartire si presenta ghiotta all’alba del nuovo anno. Ne approfittano i blucerchiati che, imponendosi per 3 a 2, condannano il Grifone nella zona paludosa della retrocessione.

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Antonio Cassano

Partita a due facce che mostra la natura schizofrenica di due squadre alla ricerca di un qualche equilibrio, più che tattico, mentale. Il primo tempo è uno squarcio al cuore genoano trafitto due volte: prima da Soriano e poi da Eder, entrambi favoriti dalla scintilla luminosa di un Cassano dimagrito, rinvigorito e quanto mai ispirato. Il Grifone, orfano del talentuoso Perotti, appare inerme e senza nerbo schiacciato dall’irruenza e dalla freschezza del Doria. Nome, quest’ultimo, che risuona continuamente all’interno dell’arena come un ulteriore smacco per i rossoblu, costretti a subire l’onta di una sconfitta senza battaglia nel loro covo. La ripresa si apre come si era chiuso il primo tempo. Azione da manuale della Sampdoria, ennesimo sprazzo di luce di Cassano che offre a Soriano la palla per la doppietta nel derby. Il tabellino segna Genoa 0 Sampdoria 3. Divario netto e ineccepibile per quello che si è visto in campo. La creatura di Montella sembra cominciare a prendere forma mentre quella di Gasperini ne è, ancora, alla disperata e vana ricerca. I blucerchiati dominano e il Grifone non riesce a volare. Per questo ci pensa Pavoletti al ’69. Il combattente mai domo, che incarna alla perfezione lo spirito genoano, trova l’orgoglio per svettare più in alto di tutti su un calcio d’angolo. Viviano, in stato di grazia, stavolta non può nulla. Una piccola speranza rossoblu si accende. La Sampdoria crolla mentalmente e il Genoa, spinto dai suoi tifosi, si sveglia dal suo torpore. Lazovic, sempre al ’69, avrebbe l’opportunità di accorciare ulteriormente le distanze ma spreca malamente. Un minuto pazzo e beffardo, miglior sintesi di un match meraviglioso. Qualche manciata di minuti dopo Pavoletti, Grifone incarnato ormai, ghermisce il pallone e lo ribadisce in rete: Genoa 2 Sampdoria 3. L’impresa, a questo punto, sembra destino ma il tempo è avverso. La Superba ha scelto i blucerchiati.

La Sampdoria guadagna tre punti preziosi grazie al talento di Cassano. Il Genoa naviga in acque torbide e può solo ripartire dallo spirito visto negli ultimi 20 minuti della gara. L’antica arena si svuota lentamente tra gioie, fatiche e delusioni mentre poco lontano, ancora, il Bisagno scorre placido.

Twitter: @Francesco Nespoli

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Francesco Nespoli

Laureato in lettere moderne all'università di Torino e in "Editoria e Scrittura" alla Sapienza. Appassionato di vari sport tra cui calcio, tennis e rugby ma di gran lunga il preferito non è tra questi. Si tratta, invece, del buon, caro, vecchio, sano subbuteo (s'intenda che parlo dell'old subbuteo e non della variante moderna definita con un asettico e privo di fantasia "calcio da tavolo"). Idolo indiscusso non può che essere l'ornitologo Peter Adolph accompagnato da P. P. Pasolini e dal cinico Nanni Moretti (quello di Palombella Rossa, in particolare).