Serie A: 3 brevi ma dovute considerazioni del weekend

Ne abbiamo scelte solo 3. Solo 3 brevi dovute considerazioni del weekend: Dalla solidità dell’Inter, esemplificata dalla impressionante marcatura di Skriniar su Mertens, al crollo ennesimo del Milan alimentato dall’espulsione di colui che doveva cambiare gli equilibri, fino alla fondamentale presenza di Kolarov nell’undici giallorosso di Di Francesco.

SOLIDITÀ INTER

serie a skriniar

Milan Skriniar, autore di un’impressionante prestazione contro il Napoli

Dopo il derby vinto in extremis, il San Paolo per Spalletti significava tanto. Significava rendersi conto di quanto può dare questa squadra e soprattutto dove può arrivare. E il campo ha parlato. L’Inter è probabilmente la squadra più solida di questo campionato, non a caso miglior difesa (5 gol subiti), nessuna sconfitta e uscita dal San Paolo con la porta inviolata (cosa assai rara) davanti al miglior attacco d’Italia e fra i migliori d’Europa dal punto di vista realizzativo. Numeri e statistiche avvalorati da questa prestazione. Ha impressionato l’attenzione tattica a dir poco maniacale in cui spicca la marcatura ineccepibile di Skriniar su Mertens e quel centrocampo pieno di fosforo con Vecino e Borja Valero. E quando sopraggiungeva una mancanza, c’era sempre Handanovic. Ora, però, manca ancora quel salto di qualità che potrebbe far davvero sognare i tifosi nerazzurri. Lo ha ricordato Spalletti nel post partita sottolineando come quest’attenzione tattica perlopiù difensiva va accompagnata da un’intraprendenza offensiva maggiore, soprattutto nel momento in cui una squadra come il Napoli si rivelava stanca e soprattutto avendo un centravanti come Icardi, lì davanti sacrificato in copertura e non sfruttato per le sue doti migliori. Se l’Inter dovesse limare questo difetto contro avversarie più quotate di lei, allora veramente, non avendo coppe di mezzo, potrebbe inserirsi tra Napoli e Juve in un’ipotetica lotta scudetto.

BUIO MILAN

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L’espulsione di Leonardo Bonucci contro il Genoa

Se sono tutte rose e fiori per la sponda nerazzurra, la Milano rossonera piange e comincia a spazientirsi. A San Siro la squadra di Montella finisce tra i fischi dopo lo 0-0 con il Genoa, conseguito in 10 dopo l’espulsione di Bonucci. Il divaolo stenta, non decolla e se, prima almeno batteva le compagini meno quotate, ora non ci riesce più. Da una genovese all’altra, un mese difficile dove i numeri parlano chiaro: unica vittoria arrivata al 95′ contro il Rijeka grazie a Cutrone che firma il 3-2 finale a San Siro; poi le sconfitte con Samp, Roma e Inter per un totale di 2 gol fatti e 7 subiti; infine i due pareggi senza reti consecutivi con AEK Atene e Genoa. Un mese senza certezze, tanti dubbi, troppi e in ogni reparto. Montella sta provando a cambiare parecchio, ma il risultato non cambia. La difesa traballa e Bonucci, oggi espulso, non è neanche l’ombra di quello visto in bianconero, Calhanoglu e Andre Silva faticano, Suso troppo individualista… e il cuore di tanti altri non basta. Per Montella arriverà l’ennesima settimana complicata con le voci, sempre più insistenti, di nuovi allenatori che aleggiano presso Milanello… oltre allo spauracchio Elliott e Fair Play Finanziario.

KOLAROV, L’UOMO IN PIÙ

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Kolarov esulta dopo il gol contro il Torino

Il serbo classe ’85 è indubbiamente l’uomo in più di Di Francesco. Giocatore di grandissima esperienza e in grado, da terzino, di essere determinante in partita quanto un fantasista. Per ora i suoi numeri viaggiano come fosse una mezz’ala e qualcosa di più: 4 assist e 2 gol (su punizione) in 8 partite. Due gol che sono valsi 6 punti e per di più in trasferta, proprio dove la Roma, nelle ultime annate, faceva fatica e perdeva punti importanti per la classifica. Ma oltre a questo fondamentale contributo, l’arrivo di Kolarov ha giovato ancora di più a Edin Dzeko. La coppia, già vista a Manchester, sponda City, si è ritrovata e non ha perso quel feeling che aveva: quei 4 assist, tutti per l’attaccante bosniaco. Per la Roma Kolarov è stato sicuramente l’acquisto più azzeccato di questa sessione. Tanto azzeccato da risultare imprescindibile. Rimane solo l’incognita anagrafica: riuscirà a stare su questi livelli e, se dovesse infortunarsi, come cambierebbe l’assetto della Roma?

Twitter: @Francesco Nespoli

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Francesco Nespoli

Laureato in lettere moderne all'università di Torino e in "Editoria e Scrittura" alla Sapienza. Appassionato di vari sport tra cui calcio, tennis e rugby ma di gran lunga il preferito non è tra questi. Si tratta, invece, del buon, caro, vecchio, sano subbuteo (s'intenda che parlo dell'old subbuteo e non della variante moderna definita con un asettico e privo di fantasia "calcio da tavolo"). Idolo indiscusso non può che essere l'ornitologo Peter Adolph accompagnato da P. P. Pasolini e dal cinico Nanni Moretti (quello di Palombella Rossa, in particolare).