Il Napoli vola, il Milan affonda

In un girone di ferro come quello del Napoli, in pochi avrebbero scommesso che questa squadra potesse fare 9 punti in 4 partite. Questo invece sembra essere il cammino della squadra partenopea, sconfitta solo dall’Arsenal che, quest’anno, sembra veramente inarrestabile. In realtà, ieri sera contro il Marsiglia la squadra di Benitez, che si è permessa di fare il turnover lasciando fuori Hamsik e Insigne in vista del big match di domenica, è partita con il piede sbagliato, passando in svantaggio grazie ad un gol di testa di Ayew. Ci ha pensato l’eurogol di Inler a pareggiare i conti, per poi lasciare spazio a Higuain che ha firmato il gol del sorpasso. Il secondo tempo è iniziato sulla falsariga del primo, quindi ancora un gol per i francesi, e poi di nuovo il vantaggio partenopeo con il Pepita che firma la sua doppietta personale. Da sottolineare l‘efficacia di Mertens, che puntualmente si mette in evidenza ogni volta che c’è da sopperire alle mancanze degli altri big, come può essere Insigne, oppure Callejon o Pandev, ieri non proprio in grande spolvero. Altro aspetto da tenere sott’occhio è la vulnerabilità di questa squadra in fase difensiva: pur avendo un attacco stellare, dotato di ricambi che non ne alterano la prestazione, il Napoli non sembra essere altrettanto valido in difesa. {ads1} Problemi ben più grandi quelli riguardanti il Milan di Allegri, che ieri sera ha incassato l’ennesima sconfitta stagionale. E’ vero, affrontare il Barcellona non è mai facile, ma ciò che spaventa è l’atteggiamento che il Milan assume quando scende in campo e, questo aspetto, si è evidenziato ancor di più contro gli spagnoli, vedendo la mancanza di gioco, di sovrapposizioni, inserimenti, identità e personalità. Allegri ha scelto di affrontare i catalani con un centrocampo folto, schierando Poli e Muntari più larghi, con Montolivo e De Jong al centro, preferendo in attacco la coppia Kaka-Robinho. Scelte che potevano anche funzionare, se l’intenzione era quella di rubare palla a centrocampo per ripartire in contropiede sfruttando gli ampi spazi che il Barcellona è solito lasciare, ma per farlo, in genere, c’è bisogno di una squadra intraprendente, che si inserisce con i centrocampisti, allarga le maglie avversarie con le sovrapposizioni dei terzini, e che ha gli attaccanti affamati di gol, pronti ad attaccare gli spazi bruciando i difensori appena si possa fiutare anche lontanamente un’occasione da gol. Tutto questo ieri non c’è stato. Tra le scelte tecniche di Allegri, c’è stata anche quella di tener fuori Balotelli, perché secondo l’allenatore Robinho ha tempi di gioco diversi che ieri sera potevano essere più utili alla causa milanista. A posteriori, condannare le scelte è molto facile per tutti, ed è stato ancor più semplice notare che ieri sera, quando è entrato Balotelli, il Milan è cresciuto e Super Mario ha fatto degli ottimi movimenti, allargandosi per sfruttare gli spazi alle spalle di Adriano, creando qualche azione da gol in pochi minuti. In realtà, se si ha l’onestà di ragionare senza tener conto dei fatti già accaduti, le scelte prese da Allegri potevano essere valide, ma con un Milan così invece, qualsiasi scelta risulterà sbagliata. A proposito di errori veri e presunti, i primi due gol del Barcellona sono nati da due calci piazzati: un rigore su Neymar , franato a terra con una trattenuta di Abate da rivedere ed un gol in netto fuorigioco di Busquet sulla punizione di Xavi. Diciamolo, questo Milan è l’anticalcio, e questo Barcellona è favoloso, infierire con gol irregolari non era proprio necessario.

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Alex Marino

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