clippers nuovi padroni del basket a Los Angeles

Erano sempre stati i parenti poveri dei Lakers, all’ombra dello showtime, di Magic e Kareem, di Kobe e Shaq. I Clippers hanno attraversato tre decadi di illusioni e sconfitte, schiacciati dal confronto con l’imponente vicino. Gli arrivi di Blake Griffin e poi quello di Chris Paul tre anni fa hanno cambiato la storia: semifinale di Conference, miglior risultato della franchigia assieme a quella del 2006 e dopo la delusione dello scorso playoff la lotta con Houston per il terzo posto ad Ovest nella stagione in corso. Nel frattempo i cugini in gialloviola arrancano.
San Antonio ed Oklahoma, che si contendono il primato di Conference, non sembrano inattaccabili. Gli Spurs dipendono sempre dal loro trio di formidabili “vecchietti”, mentre i Thunder stanno paradossalmente calando da quando è rientrato Russel Westbrook, come se Durant si fosse ormai abituato a duettare con Reggie Jackson – play nato a Pordenone da padre militare alla base di Aviano – e fatichi a tornare al sistema precedente. Oklahoma sta inoltre pagando le assenze in difesa di Sefolosha e Perkins.
Il tallone di Achille dei Clippers è sempre stata la post season, fra due mesi vedremo se avranno colmato questa lacuna, ma gli indizi fanno ben sperare. Stanotte intanto hanno battuto Phoenix 112 a 105 cogliendo l’ottavo successo in fila. Strepitoso l’avvio di Blake Griffin, 22 punti nel primo quarto, 37 in totale, mentre Paul si è divertito a piazzare 11 assist e Danny Granger, giunto da Indianapolis via Filadelfia, è sempre più a suo agio negli schemi. Dominati per gran parte della gara, Dragic e compagni si sono fatti sotto, -4 a 32″ dalla fine, mancando però con Morris la tripla del -1. Phoenix scende così al nono posto ad Ovest, sopravanzata da Memphis, ma Suns, Grizzlies e Dallas settima sono compresi nello spazio di due vittorie. {ads1} Dwayne Wade si scrolla di dosso gli acciacchi e con 13 punti nell’ultimo quarto guida Miami al successo contro Washington, che vale l’accesso aritmetico ai playoffs, seconda squadra ad ottenerlo dopo Indiana. Gli Heat confermano il momento non brillante, vengono dominati a rimbalzo, ma Chalmers e Cole contengono il temuto Wall, che chiude con 7 punti ed altrettante palle perse.

Anche Pierce è limitato da guai fisici, ma fa valere il peso della classe nei momenti delicati della gara con Toronto, che i Nets vincono 101 a 97, un successo che consente loro di avvicinare per il terzo posto ad Est proprio i rivali canadesi. Atlanta tenta di uscire da una crisi devastante – una vittoria nelle precedenti 15 gare – battendo Utah con 26 punti di Kyle Korver. La guardia aveva visto interrotta nove giorni fa la sua serie di 127 partite con almeno una tripla a segno, record assoluto in NBA, ma è ripartito con un 4/4 dall’arco.

I Knicks ritrovano Stoudemire perfetto al tiro e cancellano i derelitti Sixers, alla sconfitta numero 17 di fila. La franchigia storica di New York spera nell’ottavo posto ad Est, gli Hawks sono sopra tre vittorie e mezza, mentre pare che il “Maestro Zen” Phil Jackson, vincitore di un titolo da giocatore nel ’73 coi Knicks, sia in procinto di divenire presidente del club.
Andrew Wiggins si è dichiarato ufficialmente eleggibile per il draft e sarà la probabile prima scelta. Intanto guiderà Kansas alle finali NCAA, che inizieranno fra una settimana. E’ la classica March Madness, destinata a catalizzare le attenzioni degli appassionati di basket nell’intero paese.

 

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michele sarno

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