La qualificazione è figlia “Di Maria”

ancora ai livelli che le competono, soffre oltremodo e rischia anche di andare ai rigori.

FormazioniSabella, il tecnico argentino, si affida al 4-2-3-1: Romero in porta; linea difensiva con Rojo-Zabaleta esterni e Garay-Fernandez centrali; Gago e Mascherano a proteggere la retroguardia; trequarti con Lavezzi (per l’occasione dal primo minuto)-Di Maria esterni e Messi dietro all’unica punta Higuain.
Ottmar Hitzfeld schiera una Svizzera speculare ai sudamericani: Benaglio in porta; Lichtsteiner-Rodriguez esterni e Djorou-Schar centrali; gli “italiani” Behrami e Inler in mediana con Xhaka-Shaqiri-Mehmedi dietro a Drmic terminale offensivo.

La partita– L’allenatore svizzero (tedesco, in realtà) punta su una squadra abbastanza chiusa che lascia il pallino del gioco all’Argentina, puntando sulle ripartenze di Xhaka e Shaqiri. Il copione della partita rimane pressoché inalterato, infatti è l’Argentina a creare le occasioni più pericolose.

Grande partita di Benaglio, che ha “abbassato la saracinesca” sulle offensive dell’albiceleste. Ci provano tutti, Messi, Lavezzi, Di Maria e anche Higuain: l’attaccante del Napoli però non è in forma e si vede, riesce solo ad indirizzare un colpo di testa praticamente in rete se non fosse stato per il miracolo dell’estremo difensore svizzero.
Una grande occasione la costruisce anche la Svizzera: ripartenza, guarda un po’, di Shaqiri che serve Drmic, Romero non sa se uscire o no e nel dubbio rimane in porta, l’attaccante svizzero però spreca tutto regalando il pallone a Romero con un cucchiaino alquanto ridicolo. Si arriva così ai supplementari, tutti e due i mister hanno effettuato i tre cambi permessi: dentro Basanta-Biglia-Palacio per l’Argentina e Dzemaili-Fernandes-Seferovic per la Svizzera.

Il primo tempo supplementare fila via quasi senza sussulti, la parola fine arriva al 117°: Messi evita un difensore e serve Di Maria che attende a destra, stop e diagonale chirurgico che supera l’incolpevole Benaglio.
Sembra tutto finito ma all’ultimo secondo un colpo di testa di Dzemaili, destinato alla porta, si schianta incredibilmente sul palo. Il gol è mangiato, forse dall’alto “la mano de Dios” l’ha spinta fuori.

Si va a Brasilia, nella capitale carioca, dove l’Argentina affronterà il Belgio in un quarto di finale che promette sicuramente spettacolo, anche se solo la Francia è riuscita a superare il turno senza passare dai supplementari.

 

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Omar Abo Arab

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