Vaticano, si alla cremazione, purché non sia diamond!

Un diamante, si sa, è per sempre, un po’ come l’amore per i propri cari. Ma allora perché non portarli sempre con noi anche dopo la dipartita? Dopotutto, il caro estinto, se cremato, si può trasformare in un bel diamante scintillante … “Cremazione diamond. Stavolta tuo marito non potrà dirti di no”: è così che recita un noto cartellone pubblicitario che più o meno tutti abbiamo visionato con perplessità nella strade di Roma (ma anche altrove, dato che l’agenzia di pompe funebri interessata è operativa un po’ in tutta Italia), chiedendoci se non ci si sta spingendo (forse) troppo oltre.

Ad allontanare qualsiasi dubbio in merito è intervenuta la Chiesa, la quale non vieta la cremazione del caro estinto, e lo confermerebbe la Congregazione per la Dottrina della Fede accompagnata dal placet del Papa. “Laddove ragioni di tipo igienico, economico o sociale portino a scegliere la cremazione, scelta che non deve essere contraria alla volontà esplicita o ragionevolmente presunta del fedele defunto, la Chiesa non scorge ragioni dottrinali per impedire tale prassi, poiché la cremazione del cadavere non tocca l’anima e non impedisce all’onnipotenza divina di risuscitare il corpo e quindi non contiene l’oggettiva negazione della dottrina cristiana sull’immortalità dell’anima e la risurrezione dei corpi“.

Ovviamente “la Chiesa continua a preferire la sepoltura dei corpi poiché con essa si mostra una maggiore stima verso i defunti“, ma non vieta la cremazione, e dopo la celebrazione delle esequie si offre di accompagnare questa scelta con apposite indicazioni liturgiche e pastorali, così da “evitare ogni forma di scandalo o di indifferentismo religioso“. Tuttavia (e con questo ci riallacciamo alla celebre cremazione diamond), “per evitare ogni tipo di equivoco panteista, naturalista o nichilista” il Vaticano vieta “la dispersione delle ceneri nell’aria, in terra o in acqua o in altro modo“, poiché “le ceneri del defunto devono essere conservate di regola in un luogo sacro, cioè nei cimiteri” e, di conseguenza, la Chiesa non permette assolutamente la conversione delle ceneri “in ricordi commemorativi, in pezzi di gioielleria o in altri oggetti, tenendo presente che per tali modi di procedere non possono essere addotte le ragioni igieniche, sociali o economiche che possono motivare la scelta della cremazione“.

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Claudia Pellegrini

Nasce a Sora nel lontano 1978. Cresce divorando libri di ogni genere e consumando penne su fogli di quaderno. Tra una storia e l’altra si diploma al Liceo Classico, e sceglie di lasciarsi alle spalle la Ciociaria ed i gatti per tentare la fortuna a Roma dove, nel corso degli anni, consegue prima una Laurea Magistrale in Lettere Moderne, e poi, più per noia ed abitudine che per amore dello studio, ritorna nei corridoi della Sapienza per conseguirne un’altra in Editoria e Scrittura. Lettrice seriale e maniacale (toglietele tutto ma non i suoi libri), “gattara” e pizzaiola, divoratrice di film horror e serie tv, nonostante sia ormai un reperto archeologico ancora non ha trovato la sua strada nel mondo. Forse è nascosta tra le pagine di un libro magari scritto proprio da lei.