Sbattezzo, una pratica in costante aumento in Italia

In Italia il numero delle persone che decide di annullare il sacramento del battesimo è in costante aumento: rispetto alle esordienti 10 mila richieste passate, si è arrivati, infatti, a 50 mila richieste di sbattezzo. La regione che ha registrato un maggiore distacco dal battesimo è la Lombardia, la quale conta, negli ultimi anni, 515 richieste di sbattezzo; 370 le richieste nel Lazio; 200 in Campania e 88 in Calabria. Lo sbattezzo, fenomeno presente anche nel resto dell’Europa, è piuttosto emblematico in Italia, residenza storica del Vaticano e culla della cristianità.

Adele Orioli, portavoce dell’Uaar (Unione degli Atei e Agnostici razionalisti), afferma all’Adnkronos che “le statistiche parlano chiaro e, in base ai moduli che continuano ad arrivare, non è un azzardo parlare di vero e proprio record di richieste di ‘sbattezzo’. Si registrano picchi in corrispondenza di determinati scandali: ad esempio con la vicenda di Eluana Englaro furono davvero in tanti a dare l’addio alla Chiesa cattolica”. E ciò non sorprende poiché solo dopo 17 anni di coma vegetativo, i medici avevano sospeso l’alimentazione e l’idratazione artificiale che tenevano in vita Eluana, battaglia vinta dalla famiglia Englaro dopo aver affrontato undici anni di processi, quindici sentenze della magistratura italiana e una della Corte Europea, le continue manifestazioni e gli appelli di numerose associazione che erano in gran parte cattoliche. Una vicenda disumana.
Il teologo Paolo Ricca, docente di Storia della Chiesa alla Facoltà valdese di teologia, e autore del libro ‘Dal battesimo allo ‘sbattezzo’: la storia tormentata del battesimo cristiano’, esamina la questione dello sbattezzo che sarebbe contraddittoria vista la popolarità di papa Francesco e afferma che “La tendenza allo ‘sbattezzo’ e la popolarità del Papa sono fenomeni paralleli anche se non collegati. Chi si sbattezza esprime una volontà di autonomia che può anche allinearsi con una stima nei confronti del Papa. Il fatto è che la tendenza si spiega con la secolarizzazione delle coscienze per cui se da un lato una decisione tanto importante sull’orientamento religioso può disturbare, dall’altro c’è da denunciare un deficit di informazione sul battesimo. Lo si interpreta come una sorta di ‘arruolamento’ nella Chiesa e allora si dice ‘prendo le distanze’”. L’augurio del teologo è che si possa ritornare alle radici cristiane. Ma queste radici cristiane nascono già nel segno del dubbio e dell’incertezza: il battesimo è un sacramento che sin dalle origini ha sollevato non pochi problemi a livello di interpretazioni. Nella tradizione dei tre Vangeli sinottici, l’inizio della missione pubblica di Gesù è connesso all’attività battesimale di Giovanni e ci riportano l’episodio di Gesù che riceve il battesimo nel fiume Giordano da Giovanni, ma essi accennano appena al rito battesimale; negli Atti degli apostoli o nelle lettere di Paolo, non si fa il minimo accenno al battesimo di Gesù. Ma coloro che si fanno battezzare da Giovanni nel fiume Giordano sappiamo che hanno commesso dei peccati, e dunque questo rito sarebbe inappropriato per il figlio di Dio, nato senza peccato. Ma mettendo momentaneamente da parte questi argomenti (poiché sarebbe difficile venirne a capo in due righe), il procedimento dello sbattezzo è in ascesa.

Nella maggior parte dei casi, il battesimo è un sacramento ricevuto alla nascita, dunque un’azione che non possiamo controllare, una scelta di altri che rappresenta una non-scelta dei soggetti che lo ricevono. Per cancellare l’adesione alla Chiesa Cattolica e rimuovere gli effetti del battesimo, l’Uaar nel suo sito dà delle indicazioni. I moduli per fare la richiesta di sbattezzo al parroco sono scaricabili dal sito dell’Unione degli atei e degli agnostici razionalisti e sul sito sbattezzati.it

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Mariachiara Oliva

Più conosciuta sotto falsa identità, i suoi migliori amici sono i libri, la musica e la scrittura. Cura un blog e ha scritto un lungo componimento poetico, ma sempre sotto falso nome. Non ama parlare di sé, preferisce che lo facciano gli altri. Ma in sua presenza, che sia chiaro. Da quando collabora con TV & Costume ha capito che il televisore non è solo un'estensione del tavolino.