New York, calo record omicidi: nel 2017 appena 285 casi

Non si era mai registrato un livello così basso di violenza a New York dagli anni ’50. Infatti, il 2017 ha registrato appena 285 casi di crimine. Nella Grande Mela, si parla di calo record degli omicidi.

Dopo oltre sessant’anni, la criminalità a New York ha raggiunto il minimo storico registrando un calo record di omicidi quantificabile – dall’inizio dell’anno a oggi – a 285. A riportare i dati della statistica, è stato il ‘New York Times’ che riferisce, inoltre, un crollo drastico in tutte le categorie dei crimini: non solo gli omicidi dunque, ma anche le violenze sessuali e le aggressioni, passando per gli scippi, le rapine e i furti d’auto. Sommando tutti questi reati, in tutto negli ultimi 12 mesi si sono registrati 94.806 episodi, contro i 101.716 dello scorso anno. Prosegue dunque una striscia positiva che ormai dura da 27 anni di seguito. Si urla quasi al miracolo, trattandosi di una metropoli dove vivono 8,5 milioni di persone.

Questi risultati, rappresentano una grande soddisfazione per il sindaco Bill de Blasio, di sovente accusato di essere più ‘morbido’ nella repressione del crimine rispetto al pugno di ferro che ha caratterizzato le amministrazioni di Michael Bloomberg o, andando ancora indietro nel tempo, di Rudolph Giuliani, colui che “ripulì la città”. A questo punto, gli spettri della New York degli anni ’70 e ’80 – in cui la Grande Mela era associata all’immagine del Bronx – e l’orrore della ‘tolleranza zero’ del decennio dei ’90, quando furono 2.245 le persone assassinate, sembrano essere un ricordo lontano.

Qualche anno fa, il ‘New York Magazine’, stilò una lista delle ‘Gangs’ per mappare la criminalità a New York: Albania Boys Inc, Crips, Bloods, MS-13, Born To Kill (BTK), Latin Kings, Trinitarios, Dominicans Don’t Play (DDP), sono soltanto alcuni dei nomi che resero la Grande Mela un inferno a occhi aperti. Ora, con il calo record degli omicidi, un nuovo ottimismo pervade le strade.

 

 

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@_mchiara

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Mariachiara Oliva

Più conosciuta sotto falsa identità, i suoi migliori amici sono i libri, la musica e la scrittura. Cura un blog e ha scritto un lungo componimento poetico, ma sempre sotto falso nome. Non ama parlare di sé, preferisce che lo facciano gli altri. Ma in sua presenza, che sia chiaro. Da quando collabora con TV & Costume ha capito che il televisore non è solo un'estensione del tavolino.