Maternità surrogata: storica decisione della Corte d’Appello di Trento

La Corte d’Appello di Trento è stata protagonista di una storica decisione riguardo la maternità surrogata: per la prima volta anche in Italia viene riconosciuta a due uomini la possibilità di essere considerati padri di due bambini nati negli Stati Uniti. La Corte d’Appello di Trento ha disposto, dunque, il riconoscimento di efficacia giuridica al provvedimento straniero secondo il quale vi era “un legame genitoriale tra due minori nati grazie alla gestazione per altri e il loro padre non genetico”.

I giudici hanno quindi stabilito “l’insussistenza di un legame genetico tra i minori e il padre non è di ostacolo al riconoscimento di efficacia giuridica al provvedimento straniero: si deve infatti escludere che nel nostro ordinamento vi sia un modello di genitorialità esclusivamente fondato sul legame biologico fra il genitore e il nato”. Dunque, così come ha affermato il senatore del Partito Democratico, Sergio Lo Giudice, attualmente “viene riconosciuto il legame biologico tra un padre gay ed i suoi figli non attraverso un’adozione, ma riconoscendo il certificato di nascita di un altro Stato e che attesta la doppia paternità”. Va ricordato però che questa ordinanza va di pari passo con i principi dettati dalla Corte di Cassazione in materia, ovvero quello dell’assenza di problematiche legate all’ordine pubblico, e quello secondo cui non deve avere rilevanza quale tecnica di procreazione medicalmente assistita sia stata utilizzata.

Leonardo Monaco, segretario dell’Associazione radicale Certi Diritti, ha così commento questa storica decisione della Corte d’Appello di Trento: “Come le precedenti sentenze della Corte di Cassazione, la Corte d’Appello di Trento ha basato questa decisione sul supremo interesse del minore, concetto chiaro ed elementare che il Parlamento sembra voler continuare ad ignorare, seguitando a non dare risposte ai genitori dei figli-fantasma del nostro diritto di famiglia”. A seguito di questo particolare caso “la palla torna al Parlamento”. Anche l’associazione Famiglie Arcobaleno,nella persona del presidente Marilena Grassadonia, esulta per questa decisione che ha riconosciuto come padre legittimo in una coppia gay anche il genitore che non ha legami genetici con i figli: “In assenza di leggi chiare, ci auguriamo ora che tutti i tribunali d’Italia seguano la stessa strada, l’unica che al momento possa garantire i nostri figli e le nostre figlie. Purtroppo oggi i bambini delle famiglie omogenitoriali in Italia hanno diritti diversi a seconda di dove sono nati, a seconda di quale tribunale possa decidere sulle loro vite e sulle loro famiglie. É un’ingiustizia che va sanata al più presto”.

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Claudia Pellegrini

Nasce a Sora nel lontano 1978. Cresce divorando libri di ogni genere e consumando penne su fogli di quaderno. Tra una storia e l’altra si diploma al Liceo Classico, e sceglie di lasciarsi alle spalle la Ciociaria ed i gatti per tentare la fortuna a Roma dove, nel corso degli anni, consegue prima una Laurea Magistrale in Lettere Moderne, e poi, più per noia ed abitudine che per amore dello studio, ritorna nei corridoi della Sapienza per conseguirne un’altra in Editoria e Scrittura. Lettrice seriale e maniacale (toglietele tutto ma non i suoi libri), “gattara” e pizzaiola, divoratrice di film horror e serie tv, nonostante sia ormai un reperto archeologico ancora non ha trovato la sua strada nel mondo. Forse è nascosta tra le pagine di un libro magari scritto proprio da lei.