Attentato a Manchester, identificato il kamikaze

Una nuova strage sconvolge il Regno Unito. Con modalità simili a quelle che ricordano gli eventi del Bataclan, nella serata di lunedì 22 maggio 22 persone sono morte e altre 59 ferite in un attentato a Manchester durante il concerto della popstar Ariana Grande. L’attacco è avvenuto poco dopo le 22.30 alla Manchester Arena, appena terminata l’esibizione della cantante davanti a una folla composta per lo più da adolescenti. La strage sarebbe stata provocata da un uomo solo, che secondo i media avrebbe fatto esplodere un ordigno rudimentale riempito di chiodi per provocare più vittime possibile. Secondo la polizia, si è trattato di un atto di terrorismo e l’attentatore sarebbe stato identificato, sebbene le forze dell’ordine non ne abbiano fornito il nome, e abbiano invitato ad evitare speculazioni sull’identità dell’uomo, che è morto sul colpo.

“La nostra priorità è di lavorare insieme all’antiterrorismo nazionale e alle agenzie di intelligence per stabilire più dettagli sull’individuo che ha condotto l’attacco”, ha dichiarato il capo della polizia di Manchester, sottolineando che la “priorità è anche stabilire se abbia agito da solo o collegato a una rete di complici”. Ariana Grande su Twitter si è detta “distrutta”, mentre la premier inglese Theresa May ha parlato di “orribile attacco terroristico”.

L’attentato a Manchester è avvenuto proprio al termine del concerto, quando la folla di giovanissimi si stava dirigendo in massa verso l’uscita. Pochi minuti dopo la prima esplosione è stato trovato un secondo pacco sospetto, poi rivelatosi un falso allarme. “E’ stato un atto barbarico, che ha preso di mira in modo deliberato le persone più vulnerabili della nostra società, ragazzi e bambini ad un concerto pop” ha dichiarato il ministro dell’Interno britannico, Amber Rudd, invitando tutti i cittadini a “rimanere allerta, ma non allarmati” ed invitando chiunque “abbia qualcosa da riportare a rivolgersi alla polizia”.

 

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Viola D'Elia

Nata 27 anni fa, ha vissuto a Roma, Istanbul e in India. Sempre pronta a fare le valigie, sogna di vedere ogni angolo di mondo. Oltre a coltivare ambizioni alla Jules Verne, i suoi interessi includono accumulare libri, la musica e il cinema. E’ capace di commuoversi ogni volta che rivede Hugo Cabret; ama scrivere e fare domande, ma non riceverne. Specialmente di lunedì mattina. Crede fermamente nella filosofia di Big Fish: «Tenuto in un piccolo vaso il pesce rosso rimarrà piccolo, in uno spazio maggiore esso raddoppia, triplica o quadruplica la sua grandezza».