La sanità calabrese necessita di sostegno e decisioni immediate

Non una semplice opinione bensì un monito o, se si vuole, anche una richiesta di aiuto. A lanciarla è stata il mese scorso mese la Cisl Funzione Pubblica Calabria, che ha voluto evidenziare come la regione abbia il diritto di poter contare su un sistema sanitario adeguato e funzionante.
Un settore commissariato da tempo e investito da tantissime criticità anche nei singoli territori. Il tema è stato al centro anche di un dibattito che si è tenuto lo scorso 5 agosto a Cariati, in provincia di Cosenza, istituito proprio per parlare di emergenza sanitaria sul territorio.
D’altra parte la situazione è grave in tutta la regione, dove si riscontra una forte carenza di servizi sanitari dovuta a molteplici cause. Come sempre in questi casi a rimetterci è il cittadino finale, che vede sfoltirsi la platea di potenziali servizi dei quali usufruire.
È esplicativo il caso della distribuzione della cannabis terapeutica e dei prodotti correlati quale l’olio di CBD, che sta trovando diversi intoppi a livello regionale proprio perché non si riesce a predisporre al meglio il meccanismo di approvvigionamento, con il risultato che, ad oggi, i pazienti della Calabria che avrebbero il diritto di usufruire della cannabis a carico del Servizio Sanitario Nazionale non riescono ad accedere al farmaco o finiscono, spesso e volentieri, per pagarlo di tasca propria.

Una condizione di disagio che ormai dura da anni e che ha portato la Cisl Funzione Pubblica Calabria ad uscire allo scoperto con una lettera aperta nella quale si richiede un piano sanitario che vada a risanare le condizioni economiche organizzative della sanità calabrese.
Ciò che si richiede nello specifico è un piano di emergenza da assumere per ovviare alle tante problematiche che proprio nel periodo estivo emergono. Il mese di agosto non era iniziato nel migliore dei modi con le dimissioni del sub commissario alla sanità Urbani, condite da relative polemiche con il commissario Scura, che ha voluto rimarcare come Urbani fosse assente dalla Calabria da 5 mesi. Il tutto fa seguito alle tante polemiche degli ultimi mesi circa la nomina del nuovo commissario e il nome sul quale puntare.

Un comparto così impostato difficilmente riesce a dare risposte concrete ai cittadini; come la Cisl FP Calabria ha voluto rimarcare ricordando che la sanità verte in condizioni di criticità “ormai non più sopportabili dalla popolazione calabrese” costretta a “subire i danni di diagnosi tardive e mancanza di un piano di prevenzione”. Il progetto di riorganizzazione della rete sanitaria inizialmente previsto non è mai andato a regime, facendo venire meno finanche i Livelli Essenziali di Assistenza.
Mancanza di strutture adeguate sul territorio, carenze del personale e pazienti costretti ad affrontare viaggi al di fuori della regione Calabria per ricevere cure adeguate. Tanti aspetti che pongono il comparto della sanità locale in bilico su un burrone nel quale, senza interventi appositi, rischia di scivolare.

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Redazione