Congresso Lega: Salvini e Bossi sempre più lontani

Congresso Lega Nord, ci si riunisce a Parma per ratificare la vittoria di Matteo Salvini alle primarie. Polemiche su Bossi, prima fischiato e poi applaudito, che si schiera con Gianni Fava. Il candidato sconfitto: «Gli indipendentisti non si arrendono».

 

LA VITTORIA DEI “NAZIONALISTI” – La lotta interna alla Lega ha visto trionfare nettamente Matteo Salvini, con oltre l’82% dei voti. Il leader del Carroccio punta a ottenere voti in tutta Italia: «La nostra battaglia adesso è a livello nazionale, da nord a sud, tornerò a Palermo, all’Aquila, in Puglia e in Calabria, solo così l’Italia può vincere. Penso che l’Italia stia insieme se rispetta le sue identità e le sue diversità in senso federale: io sono federalista, non voglio dividere, ma voglio unire – continua Salvini – prima gli italiani. In questo momento storico l’emergenza lavoro, sicurezza, futuro riguarda tutta Italia. Quindi, prima gli italiani. Per tutto: lavoro, case popolari, legittima difesa. L’emergenza al nord, ma soprattutto al sud, è il lavoro. La Lega è il movimento del futuro, la Lega della speranza del lavoro, di chi non vuole scappare all’estero».

 

LA LEGA E LE ALLEANZE – Salvini si è esposto anche sul tema forte del futuro del centrodestra e delle conseguenti alleanze: «Non vedo Berlusconi da 3-4 mesi, magari l’accordo lo troveremo: io almeno lavoro per questo. Però su tasse, rapporto con l’Europa, Turchia, immigrazione e legge Fornero non ci sono vie di mezzo possibili». Sulle alleanze il segretario rimane categorico contro il Governo e chi lo ha sostenuto: «L’unico paletto è che chiunque stia governando e abbia retto il moccolo a Renzi, Boldrini e Alfano fino all’ultimo minuto non governerà con la Lega».

 

LA LOTTA INTERNA – Sicuramente il tema principale del congresso di Parma è però stato il conflitto interno alla Lega. Da una parte la maggioranza del partito sembra aver sposato la linea aperta di Salvini, dato confermato dalla netta vittoria, tuttavia una parte della Lega rimane legata all’indipendentismo originario, e all’idea di federalismo propugnata dal candidato Gianni Fava e sostenuta da Bossi. Proprio lo storico fondatore della Lega è stato fischiato dai sostenitori di Salvini durante il suo discorso al congresso, ma dopo l’intervento pacificatore di Maroni, il senatur ha potuto concludere: «Non lascio la Lega. Quello l’hanno inventato i giornalisti: per me è solo ed esclusivamente un problema di programmi e quindi rimaniamo. Non si può dimenticare la Padania – dice Bossi – io feci partire la Lega contro il centralismo, io son rimasto lì. Se non è più la Lega Nord, se è la Lega Sud, non mi interessa ma non ho abbandonato la speranza».

 

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maurizio Gaddi