Abruzzo, acque inquinate e lunghi silenzi

In 70 pagine, il rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità descrive nel dettaglio come, quella di Bussi, sia una delle discariche abusive più grandi d’Italia e che abbia già provocato danni incalcolabili nella zona interessata. Si legge: «L’acqua contaminata da sostanze di accertata tossicità è stata distribuita in un vasto territorio e a circa 700 mila consumatori, senza limitazioni d’uso e di controllo anche per fasce a rischio di popolazione, utenze sensibili come scuole e ospedali». Solventi clorurati tossici, tetracloruro di carbonio, cloroformio, esacloroetano, tricloroetilene, tetracloroetilene, tracce di pentalorobenzene, metalli pesanti e altre sostanze cancerogene per decenni hanno infestato le falde acquifere della zona. Nel 2007 poi, i pozzi di Sant Angelo, dopo le indagini dell’Arta vennero chiusi e per non ridurre la portata di acqua, ne furono aperti altri quattro in località San Rocco.

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Il Presidente della Regione Abruzzo Gianni Chiodi rassicura affermando come il rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità faccia riferimento alla situazione precedente il 2007 e che da allora i residenti del chietino e del pescarese bevano acqua purissima. Pochi riferimenti però rispetto ai danni provocati fino alla chiusura e il sequestro dei pozzi incriminati. I rappresentati del Formum Abruzzese dei Movimenti per l’Acqua rivendicano le numerose lotte e proteste, inascoltate per la maggiore, portate avanti in questi anni per porre all’attenzione delle Istituzioni la grave situazione in cui il territorio versava. In merito alle dichiarazioni del Presidente Chiodi, che ammette di non aver ricevuto comunicazioni precedenti rispetto alla gravità della situazione, Augusto De Sanctis dei Movimenti dell’ Acqua afferma: <<Queste dichiarazioni ci lasciano senza parole. Non sapere ci pare quanto meno incredibile>>.
La situazione attuale sembra quindi ristabilita rispetto agli squilibri ormai documentati, ma quanto è costato questo silenzio agli abitanti e all’ambiente? Il documento redatto dall‘Agenzia Sanitaria Regionale del 2012 sulle percentuali dei tumori nella regione ha fotografato una situazione a dir poco preoccupante. Le percentuali registrate parlano di frequenze elevatissime in alcune aree come Bussi, il 70% in più rispetto alla media regionale, Popoli, il 29% in più, e l’area metropolitana di Pescara dove si è riscontrato il 18% in più. Seppur preliminari, questi dati meritavano sicuramente un’attenzione maggiore e relativi approfondimenti e provvedimenti.
Un’ altra Terra dei Fuochi? Sicuramente un altro luogo dove si è preferito insabbiare con i rifiuti anche le verità scomode.

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Maria Chiara Pierbattista

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