Elezioni Colombia: allarme crimine

Alla vigilia delle elezioni comunali e regionali in Colombia le ombre del paramilitarismo e dei legami con il mondo del narcotraffico gettano delle pesantissime tenebre sul voto di domenica 25 ottobre.

A fare scalpore, non certo da queste parti, sono state le inchieste di due ONG preposte a vigilare sulla regolarità delle tornate elettorali. In un periodo estremamente delicato per il paese, recentemente coinvolto nello scontro di frontiera con il Venezuela e ancora nel pieno delle trattative tra rappresentanti del governo e ribelli delle FARC, il voto di domenica si presenta come decisivo per gli equilibri del Paese.

 

Va specificato che le amministrative in Colombia sono una cartina di tornasole piuttosto attendibile per le elezioni politiche. Le prossime si terranno nel 2018, quando forse il processo di pacificazione e normalizzazione democratica tra ribelli delle FARC e governo colombiano sarà portato a termine, ma non quello con la formazione ribelle Guevarista dell’Esercito di Liberazione Nazionale (ELN). I rappresentanti delle FARC hanno già annunciato nel corso delle trattative la loro volontà di partecipare alla vita politica del paese, tentativo che in passato era sempre sfociato nel sangue, e proprio in base a questo scenario i segnali che arrivano per le elezioni di domenica non sono affatto incoraggianti.

 

Innanzitutto c’è molta preoccupazione per la sicurezza del senatore Ivan Cepeda, dell’alleanza Polo Democratico Alternativo (PDA), recentemente posto sotto accusa dall’inquinatissima Procura Generale per aver sollecitato in maniera illegittima le testimonianze di paramilitari e prigionieri politici attualmente detenuti nelle carceri del Paese al fine di attaccare l’ex Presidente Alvaro Uribe. In realtà l’inchiesta di Cepeda è uno dei tentativi più importanti per scoperchiare quella cappa di illegalità e omertà che ancora imprigiona la verità in merito agli anni della presidenza Uribe, durante la quale la connivenza tra paramilitari e governo ha conosciuto uno dei momenti più gravi della storia colombiana. Numerosi partiti e associazioni hanno serrato le fila intorno al senatore democratico, e da più parti si sostiene che il tentativo di discredito a livello mediatico non sia che il preludio a un ennesimo omicidio politico.

 

Altrettanto gravi sono le rivelazioni incrociate di due ONG – Fundacion Paz & Reconciliacion e Mision de Observacion Electoral (MOE) – secondo le quali ben 152 candidati alle prossime elezioni amministrative hanno legami molto stretti con gruppi paramilitari e narcotrafficanti. La notizia allarmante – anche noi in Italia dopotutto siamo abituati a candidati che profumano di criminalità – è che l’81% di questi candidati ha un’alta probabilità di essere eletto grazie ai suoi rapporti con i partiti di destra e con i gruppi di pressione organizzati. Perciò la MOE  ha approfondito le ricerche e segnalato ben 128 collegi elettorali ad alto rischio di manipolazione elettorale dove sarà assolutamente necessario un controllo attento da parte delle autorità. Ma la tensione resta alta, e il rischio che il numero di omicidi e sparizioni politiche aumenti (ben 25.007 dal 1985 al 2012) è purtroppo più che concreto.

@aurelio_lentini

Fonti e approfondimenti (le pagine sono in Spagnolo):

Appronfondimenti della Fundacion Paz & Reconciliacion UNO e DUE (152 candidati)

Qui la mappa a cura della MOE in merito ai collegi elettorali

Foto: Sara Rojas
Ivan Cepada

Vuoi commentare l'articolo?

Aurelio Lentini

Laureato in Scienze Storiche presso L'università Statale degli Studi di Milano, oggi conduce una piccola libreria online, collabora con varie testate online, scrive, e tenta di venire a capo del mondo prima che il mondo venga a capo di lui.