Potevo essere io al Teatro dell’Orologio

Quello che ha coinvolto i presenti è stato molto di più: la notevole empatia. Si chiama Potevo essere io ed è lo spettacolo tratto dall’omonimo libro, edito da Cadmo, scritto dalla drammaturga milanese Renata Ciaravino. Punto di forza, oltre a una sceneggiatura tanto semplice quanto avvincente, quel tocco delicato e discreto necessario per raccontare ogni infanzia, anche quella meno felice. Dal cortile di una palazzina popolare, del quartiere Nicaragua di Milano, partono le storie di un bambino e di una bambina uguali per contesto e possibilità, diverse per esiti e conseguenze. Si perchè Potevo essere io è una narrazione di vita a tutto tondo, fatta di cose che ti capitano per forza, di scelte proprie e di fasi, quelle che poi ti hanno portato ad essere la persona che sei. {ads1} 

La tematica così difficile e personale viene interpretata al meglio dalla pluripremiata attrice Arianna Scommegna, vincitrice del premio Hystrio nel 2011 per l’interpretazione e del premio ANCT come migliore attrice italiana. La Scommegna è stata la regina indiscussa del palcoscenico. Interprete di un monologo a più voci, grazie al suo talento riesce a interpretare i personaggi più disparati come l’allenatore di kick boxing, un cantante croato emergente e le diciottenni al bar. Tutti personaggi che è riuscita a rappresentare nella loro essenza. Il palcoscenico non offre distrazioni di alcun tipo, l’allestimento scenico è essenziale e presenta soltanto un tavolo e uno scranno, gli unici elementi utili alla rappresentazione. Oltre alle parole e ai gesti l’emotività è favorita dalle musiche e le canzoni scelte da Elvio Longato e dai video proiettati, per evocare l’atmosfera della Milano periferica anni ’70-’80 che hanno senz’altro contribuito al coinvolgimento del pubblico. Potevo essere io è una commedia così autentica che come ogni vita, deve conoscere la sua parte di dramma. Lo spettacolo vincitore del bando Ne(x)twork 2013, sarà in scena con la Compagnia Dionisi, fondata dalla stessa Renata Ciaravino, al Teatro dell’Orologio fino al 22 dicembre. 

 

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Annalisa Manta

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