Il diritto di contare: tre donne alla conquistata dello spazio

Il diritto di contare. Madonna, Billboard Awards 2016: “Non ci sono regole solo se sei un ragazzo. Se sei una ragazza devi stare al gioco. E qual è questo gioco? Ti è consentito essere sexy e carina, ma non sembrare troppo intelligente. Non avere un’opinione. Puoi essere oggettificata dagli uomini e vestirti come una puttana, ma non puoi possedere il tuo sex appeal… Devi essere ciò che gli uomini vogliono che tu sia“. Usa- anni ’60: sessismo e razzismo. Eppure ci sono donne che hanno sfidato tutto questo per far valere “il diritto di contare”.

il diritto di contareNato dalla penna di Margot Lee Shetterly, che nel suo romanzo ha raccolto la storia vera di tre donne di colore, Il diritto di contare è stato poi trasformato in un film dal regista Theodore Melfi. Erano gli anni della guerra fredda tra Russia e Usa, quando le due potenze si sfidavano sul fronte “spaziale”: Yuri Gagarin era stato il primo ad effettuare un volo nello spazio, battendo gli Usa, che così avevano fatto della ricerca spaziale la loro priorità. È esattamente qui che comincia la storia di tre geniali menti matematiche al servizio della Nasa: Katherine G. Johnson (Taraji P. Henson,) fu uno dei primi “computer umani” assunti dalla Nasa. Inizialmente facente parte del gruppo di calcolo di sole donne nere al Langley Memorial Research Lab di Hampton (Virginia) insieme a Dorothy e Mary, Katherine fu  presto assegnata allo Space Task Group, divenendo insostituibile. Fu lei ad effettuare i calcoli per il lancio di John Glenn in orbita intorno alla Terra e a ricontrollarli prima del lancio, secondo la volontà dello stesso Glenn. A capo dello Space Task Group l’energico Al Harrison, interpretato da un eccelso Kevin Costner, che ha saputo sapientemente dosare  il lato professionale con quello umano: sarà lui a scardinare il cartello “only colored women” dai bagni delle donne di colore.

“Parlando con Katherine, ciò che mi ha colpito è che lei non si è mai presa alcun merito individuale. Ha sempre usato la parola ‘noi” dice la Henson. Ed è uno dei tanti sentimenti di cui parla questo film: la solidarietà tra donne, l’altruismo. Così Dorothy Vaughan (Octavia Spencer), responsabile del gruppo West Computing, “ha sempre fatto in modo che a ogni suo passo in avanti corrispondesse un avanzamento per tutte loro”, come afferma la Spencer. Altra mente geniale, Dorothy fu tra le prime a specializzarsi nell’elaborazione elettronica e programmazione FORTRAN. L’altra protagonista è Mary Jackson: donna altrettanto combattiva, riuscì a diventare invece ingegnere aerospaziale (professione allora riservata ai soli uomini). Alle loro carriere ovviamente si intrecciano le loro vite, i loro affetti, le difficoltà delle discriminazioni dovute alle leggi razziali di Jim Crowe negli stati del sud, in un “connubio bilanciato tra ispirazione, storia, umorismo ed emozioni”: è questo il sintesi Il diritto di contare.

Ma Il diritto di contare è soprattutto la celebrazione dei diritti civili e la celebrazione delle donne, della loro grande forza: l’8 marzo (data d’uscita) non poteva essere onorato meglio di così!

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@ludovicapal

 

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Ludovica Pallotta