Madrid: una città, mille volti

Madrid è una città dai mille volti: la vivace capitale spagnola è piena di colore, di allegria, ma anche elegante e colta, i suoi abitanti amano fare festa ad ogni ora del giorno e qui si può fare facilmente mattina ballando in uno dei tanti locali della movida, ma si può anche restare ammaliati dalla bellezza delle sue chiese, o finire rapiti dai capolavori incredibili custoditi nei suoi celebri musei, per trovarsi poi a pochi passi dalle strade più frequentate, immersi nella pace e il silenzio della natura dei suoi grandiosi spazi verdi.

Madrid-Gran via

Gran Via

Madrid è facilmente raggiungibile con le migliori compagnie aeree anche low cost ed arrivando all’aeroporto di Barajes si può rapidamente arrivare dal terminal dritti al centro cittadino, con la comodissima metropolitana che ci lascia nei pressi della Gran via: la via principale dello shopping madrileno, attorno cui si snoda la rete delle strade e piazze di maggior interesse.

Il centro è tutto sommato piccolo e visitabile a piedi, o sfruttando l’efficientissima rete dei trasporti pubblici locali: metro e bus, ma persino in taxi(che è molto conveniente). Questa cosa è da tenere presente se avete poco tempo e come noi volete visitare Madrid in soli due giorni: può sembrare un’impresa ardua rispetto alle tantissime cose da fare e da vedere, ma scegliendo alcune tappe fondamentali è facile assaporare anche così tutta l’essenza di questa magnifica capitale europea.

Lasciate le valigie in albergo andiamo dritti a Plaza Santa Ana dove inziamo ufficialmente il nostro tour con il monumento a Garcia Lorca e poi continuiamo la nostra esplorazione dei dintorni per una tappa obbligata: ammirare il simpatico “Orso” simbolo di Madrid, ovvero la statua dell’orso che mangia le foglie di un eucalipto, che caratterizza da sempre la celebre piazza di Puerta del Sol, vero centro nevralgico della città e sempre affollatissima di turisti e madrileni.

Madrid Casa della Panaderia

Casa della Panaderia, Plaza Mayor,Madrid.

Camminando arriviamo poi in Plaza Mayor: splendidamente affrescata e circondata da porticati, bar e botteghe, è a mio parere la più bella piazza della città. La bellissima Casa della Panaderia, coi suoi affreschi ispirati allo zodiaco ne è il principale punto di attrazione.
Ma è quasi ora di pranzo e il mercado di San Miguel con le sue architetture liberty e le sue prelibatezze ci attende dietro l’angolo. Questo mercato è particolare perché non vende solo cibi freschi, ma è soprattutto un punto di ritrovo gourmet per aperitivi e pasti veloci pieni di gusto. Assolutamente da non perdere i dolcini di marzapane ma anche le tante altre piccole tapas. Io infatti non resisto ad assaggiare delle ottime empanadas.
Con la pancia piena visitare il Palazzo Reale di Madrid è sicuramente più facile, per cui ci addentriamo nel più grande palazzo reale d’Europa, con le sue 3000 stanze ed i suoi bellissimi saloni barocchi (10 euro di ingresso). Affacciata sulla centrale Plaza de la Armeria, dinanzi alla Cattedrale dell’Almudena, la reggia è un maestoso capolavoro di architettura tardo-barocca, progettata sulla base degli schizzi del Bernini per il palazzo del Louvre. Restiamo subito colpiti dalla magnificenza e dallo sfarzo degli ambienti reali: la splendida Sala del Trono affrescata dal Tiepolo ci lascia a bocca aperta.
Tutto è perfettamente conservato, e nella Farmacia Real per esempio ci sono persino gli armadietti e i vasi dipinti che custodivano le piante medicinali destinate alla cura dei nobili inquilini del palazzo. Ci incantiamo davanti alla bellissima collezione di strumenti musicali dentro la Capilla Real, tra cui si trova persino un magnifico Stradivari. Ma il pezzo forte è l’Armeria Real che raccoglie oltre a tutte le armature appartenute alla famiglia reale fin dal 1200, una sbalorditiva collezione d’arte con opere di Goya, De Flandres, Velasquez ma soprattutto la celebre Salomé con la testa del Battista del Caravaggio.
Proseguiamo la nostra visita sulla piazza antistante, nella cattedrale dell’Almudena, che testimonia con il suo eclettico stile il suo travagliato passato, che fece sì che tra il progetto e la costruzione effettiva della cattedrale, trascorressero ben 200 anni. Troviamo così all’esterno della cattedrale, uno stile neoclassico sormontato da una cupola barocca, mentre al suo interno ci sono spunti neogotici e romanici. L’effetto finale è originale e non scontato, colpisce soprattutto l’imponenza della struttura e i colori sgargianti delle decorazioni all’interno che contrastano con il bianco delle architetture: in particolare mi soffermo sulla rappresentazione delle principali vicende della vita di Cristo (tra cui il Battesimo e la Crocifissione) dipinte nell’abside, secondo uno stile che ricorda le icone ortodosse, che si uniscono alle linee astratte delle vetrate di Murano che la decorano in più punti.

Dopo aver visitato gli interni, usciamo e facciamo una rapida passeggiata negli attigui e bellissimi Giardini Sabatini: un verdissimo parco monumentale ricco di fontane e siepi a labirinto. Attraversato il parco, dopo pochi metri sbuchiamo davanti al monumento a Cervantes ed ai grattacieli di Plaza de Espana, e non resistiamo ad immortalarci ai piedi di un realistico Don Chisciotte di bronzo e del suo buffo scudiero.
Madrid è famosa per i suoi Musei per cui decidiamo di completare il giro di oggi con una visita al Prado: approfittando dell’ingresso gratuito tra le 18 e le 20, visitiamo uno dei più importanti e vasti musei del mondo (la cui intera visita potrebbe impiegare dei giorni). Per praticità scegliamo di seguire l’itinerario consigliato per visionare solo le opere più importanti, e restiamo letteralmente sbalorditi dallo spettacolo di vedere, finalmente dal vivo, tante opere leggendarie come: ”Las Meninaz” di Velasquez o “La maya desnuda” di Goya, e tantissime altre da Rubens a Beato Angelico, da Bosch ad Antonello da Messina solo per citarne alcune.

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Finita la visita ci dirigiamo verso Piazza Cybeles dove l’omonima e splendida fontana di Cibele, diventa lo sfondo per alcune foto ricordo ma lo stomaco già borbotta, e ci incamminiamo verso l’hotel per prepararci alla cena.

Prendiamo un taxi per arrivare, non lontano ma belli comodi, ad assistere in zona Huertas, ad un vero spettacolo di flamenco. Ci troviamo nel più famoso e antico locale di flamenco di Madrid: Casa Patas. Mentre attendiamo lo spettacolo, beviamo sangria, ci servono il tradizionale rabo de toro e assaggiamo il famoso cochido madrileno (uno squisito stufato a base di ceci  preparatoci in via eccezionale con vari tipi di carne, insaccati e verdure cotti a lungo a fuoco lento). L’esibizione dei bailadores, viene introdotta da straordinari musicisti e i cantadores, col loro canto pieno di passione creano la giusta atmosfera. Al momento dell’ingresso dei ballerini, lo spettacolo raggiunge il picco, e per circa un’ora e mezza si ha la sensazione di assaporare la vera essenza della Spagna.
Uno spettacolo memorabile. Il tutto ha il suo prezzo ma ne vale sicuramente la pena.
61947_427803127910_610277_nIl giorno seguente vogliamo onorare una tradizione gastronomica madrilena e facciamo colazione con i churros (bastoncini di pasta choux fritti e zuccherati) e cioccolato caldo, nella storica cioccolateria San Gines. I churros col cioccolato sono un’istituzione e si possono gustare per soli 4 euro.
La nostra ultima giornata a Madrid continua con la breve visita all’incantevole Parco del Buen Retiro: dove ci fermiamo ad ammirare il monumento ad Alfonso XII e il bellissimo laghetto artificiale, con le sue romantiche barchette a remi. Tra alberi monumentali, prati curatissimi e giochi d’acqua, ci incantiamo per un attimo davanti al Palacio de Cristal uno dei più affascinanti esempi di architettura in ferro e vetro di tutta la Spagna. Meritano la visita nella bella stagione anche il roseto e il giardino botanico.
Essendo appassionata d’arte corono il viaggio con lo splendido Paseo de l’ arte: prima faccio una veloce tappa al Reina Sophia, notissimo museo di arte contemporanea e moderna, dove non posso perdermi le opere di Dalì, Mirò e soprattutto “Guernica” di Picasso (anche se mi costa un po’ di fila). Dopo una pausa per un ottimo bocadillo con jamon serrano, in uno dei numerosi Musei del Jamon, (che sono in realtà delle eccellenti prosciutterie, turistiche ma dai prezzi molto convenienti) mi tuffo nel mio museo preferito, il Museo Thyssen Bornesmiza.
Il Thyssen raccoglie la più preziosa collezione privata di arte del mondo, più di mille quadri appartenuti ai baroni Thyssen-Bornemisza, oggi in parte acquisita dal Governo Spagnolo e in parte lascito della vedova del barone, Carmen Thyssen-Bornemisza. C’è da farsi girare la testa per la varietà e il numero di capolavori, epoche ed autori: mi innamoro di Van Gogh con “Les Vessenots Auvers”, mi rapisce la Donna in giardino con l’ombrello di Renoir, e posso metaforicamente” entrare” nella Stanza d’albergo di Edward Hopper.Hopper -stanza d' hotel_Museo Thyssen_Madrid

 

 

 

Poi c’è Tiziano, Caravaggio, Rodin , Van dyck, Gaugin, Matisse, Mondrian, Pollock, Mirò ecc . le stanze si succedono, e con esse infiniti quadri di inestimabile valore, ne esco frastornata ma felice, ho visto solo le opere principali (perché la collezione richiederebbe un paio di giorni) lasciandomi per il prossimo viaggio un percorso più approfondito.
Alla sera passeggiamo verso Casa Maravillias per la nostra ultima cena spagnola e per assaggiare le migliori patatas bravas della città, nel bel barrio di Malasana: un quartiere favolosamente caratteristico e rinomato per i locali e le tipiche viuzze piene di gente e ristorantini favolosi, dove conoscere la vera movida di Madrid. Qui stanchissimi, diciamo arrivederci a questa incantevole città, che ci ha letteralmente conquistati e che offre ancora tanto da scoprire.

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Valentina Franci

Sono nata a Roma e mi sono laureata con lode in scienze della comunicazione. Mi occupo di marketing ed eventi, amo le sfide e scrivere. Sogno di viaggiare in tutto il mondo e appena posso lo faccio. Ho un debole per la buona cucina e le cose belle, il cinema ed imparare sempre cose nuove.