Dall’Olimpo alla Costiera: il Sentiero degli Dei

La Costiera Amalfitana è luogo di bellezza divina, normalmente frequentato in macchina o in barca. Noi vi invitiamo a farlo a piedi

Nastro AzzurroLa Costiera è uno dei luoghi più belli del mondo, ma non sempre di facile uso.

Se pensate di andare al mare, scoprirete che le spiagge non sono molte, sono piccole e di impervio accesso. Se credevate di poter godere dei suoi panorami da una Spider, come in un film degli anni ’60 in cui lei ha il foulard e lui il panama, capirete che a ogni curva rischiate di diventare una piccola lapide sul guard-rail, tutti e due. Oppure, che lo stesso non è molto piacevole, di passare ore a fare manovre in retromarcia ogni volta che incontrate dei bus, che lì sono pazientissimi ma assai numerosi; o di pagare un parcheggio anche cinque euro l’ora.

Insomma andare in Costiera, se volete raggiungere l’estasi che il luogo è capace di generare, presuppone un minimo di organizzazione. Per questo molti suggeriscono di andarci in barca, come si è fatto per millenni. Noi, come spesso facciamo, consigliamo di goderne a piedi.

L’idea non è originale: i primi a farlo sono stati nientemeno che gli Dei. Quelli dell’Olimpo.

Panorama trek

Frequentato da gente mitica

IerantoCapita infatti che Ulisse, aduso a lunghe vacanze in barca, fosse da quelle parti: era già stato al Circeo a trovare un’amica, ma niente di che (lui a Penelope raccontava così). Ma saputo che in costiera risiedevano certe ragazze in topless, benché dotate di vistosi inestetismi sulle gambe, volesse vederle ma solo per ascoltarne il canto (anche questa è chiaramente una versione di comodo). Le Sirene, che non erano metà pesci ma metà pennute, cantavano i canti dell’Ade: avvolgenti e pericolosi, ma pur sempre meglio dei tormentoni estivi delle Pleiadi.

Ulisse, come si sa, impedì ai suoi di correre il rischio tappando loro le orecchie con la cera, lui stesso si fece legare all’albero della “Telemaco” e si sottopose a tale soave tortura; ma con le tipe non se ne fece niente (lui dice che aveva “resistito”), e le Sirene in crisi di autostima si gettarono in mare (tutto vero).

Tutto questo accadeva in Costiera, davanti a tre isolotti che tremila anni dopo si sarebbe comprato Rudolf Nureyev, il famoso ballerino russo, con sopra una casa ristrutturata da Le Corbusier; e che si chiamano “Li Galli” proprio in memoria delle fanciulle che per metà erano uccelli (pesci) che diventarono scogli. Pseudoscienziati miscredenti, senza fede nel mistero, sostengono che si tratterebbe solo di leggende nate per mitizzare la pericolosità delle correnti marine, che fracassano le imbarcazioni incaute su quelle pietre.

Sirene2Non è finita. Gli Dei dell’Olimpo, ai quali niente mai sfugge, videro la scena e su sollecitazione di Atena, evidentemente gelosa, decisero di intervenire e si materializzarono sul luogo dell’accaduto. O così credettero. Perché a causa di un misterioso inconveniente tecnico si ritrovarono non a Positano, e nemmeno in loc. Colli Fontanelle, da cui avrebbero potuto gridare qualcosa di sensato a Ulisse, tipo “stai attento”; ma addirittura a Praiano, che da Positano dista almeno 10 km. Ecco che trafelati gli Dei si precipitarono a piedi sul luogo dell’accaduto, tracciando così il sentiero degli Dei, fondando un Borgo degli Dei (Bomerano), una Terra degli Dei, una Corona degli Dei, prosciutti e formaggi degli Dei e così via (per la cronaca, gli Dei arrivarono tardi e il ragazzo se la dovette cavare da solo).

Luoghi divini

sentiero_degli_dei_strapiomboDunque ecco svelato il senso del nome che risiede nell’incanto della vista sullo stesso mare di Capri, nella drammaticità degli strapiombi che si alzano fino a 600 metri, nelle foreste che davano i legnami alle galee di Amalfi, gli eremi a strapiombo, le Formichelle con le ceste di limoni in testa, i muli dagli occhi buoni; e nel Caciocavallo del Monaco, nell’uva Pede ‘e Palomma, nel limoncello, la granita di agrumi al Chiosco degli Dei a Nocelle o nella delizia al limone un po’ ovunque, per non dire dei pomodorini del piennolo e di ogni meraviglia che da queste parti cresce con sfacciato rigoglio; ma soprattutto nel sentiero tra Praiano e Positano che Zeus e i suoi fecero per raggiungere Ulisse, quella volta che credettero fosse in pericolo, sbagliando pure strada.

Gli uomini mortali, prima che i Borbone nel 1832 realizzassero la spettacolare carrozzabile denominata “Strada del Nastro Azzurro”, che è una delle dieci strade più panoramiche d’Italia, lo utilizzavano come unica via di collegamento tra Agerola e Positano, passando da Montepertuso (riportiamo per dovere di cronaca anche che in tale località la Madonna affrontò Lucifero e uno dei due, non ricordiamo bene chi, sferrando un pugno all’altro lo mancò, lasciando un enorme buco nella montagna; che infatti è ancora lì).

Murale

Una fama meritata

GgesuccristOggi il Sentiero degli Dei è talmente famoso e battuto che le sue bianche pietre calcaree sono lisce e consumate. Ne scrivono tra gli altri  Italo Calvino (quella strada sospesa sul magico golfo delle Sirene, solcato ancora oggi dalla memoria e dal mito) e David Lawrence (quella costa ripida, afosa, con le montagne cristalline ove si abbandonano gli Dèi di oggi e si scopre di nuovo un sé perduto, mediterraneo, anteriore”), lo tengono in gran conto le amministrazioni locali per le quali è una vera benedizione, lo pubblicizzano siti e riviste di trekking in tutte le lingue in tutto il mondo, con tutte le indicazioni pratiche. Viene percorso ogni anno da migliaia di escursionisti esperti (sui numeri non sono disponibili stime ufficiali) ma noi ci abbiamo visto anche ragazzotti con le infradito, fanciulle in costume, anziani volenterosi e donne schizzinose.

CostieraChe si tratti di più Dei, di Uno solo o della dea Natura, il Sentiero non è che una delle mille pietre preziose della Costiera, che è certamente terra benedetta. Per valorizzarla, ad Agerola è nata anche la facoltà di Scienze turistiche, Gastronomia, Ospitalità e Territori di Unimercatorum, L’università delle Camere di Commercio Italiane; ci insegna pure Heinz Beck, lo chef pluristellato. Le iscrizioni, fino a prima del Covid, erano in aumento.

Percorrere il Sentiero degli Dei è un modo diverso, e sicuramente molto intenso, per entrare in contatto con lo spirito più nascosto della penisola sorrentina. Nei tardi pomeriggi autunnali ancora caldi, quando cala il vento da sud ovest, il sole fa luccicare il mare e Amalfi è già in ombra, quando le barche se ne sono andate e i cellulari sono silenziati, a volte da Li Galli si sente un canto misterioso, e qualcuno dice che si tratti delle Sirene.

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Sergio Celestino

Sergio Celestino è nato a Torino da qualche anno. E' cresciuto al mare, ma anche a Seattle, Brugge, Anversa e Firenze; ora vive nei pressi di un'antica città etrusca, vicino Roma, e non ha gatti. Viaggia con lo zaino per tenere mente aperta e braccia libere, dice. Da piccolo era biondo ma ora è architetto; tuttora del capricorno, è a tempo pieno camminatore e luogologo.