Una biografia per Nannarella

Anna Magnani si presenta come un testo unico. Oltre agli eventi già conosciuti dai più, si aggiungono adesso dei particolari inediti sulla vita della Magnani indispensabili per comprendere il suo carattere e, di riflesso, il suo lavoro d’attrice. Luca Magnani ha messo a disposizione della scrittrice dei materiali d’archivio che fino ad ora erano rimasti nascosti. Il figlio dell’attrice ha inoltre collaborato alla realizzazione della biografia, svelando alcuni particolari sul suo rapporto con la madre, «Ho provato rabbia per tutto quello che non avevo dato. […] Mi sembrava che la sua attenzione nei miei confronti fosse un’intrusione nella mia vita. Invece era solo il grande amore che aveva per me». Malato di poliomielite, Luca ha vissuto i primi anni di vita in Svizzera, ripercorrendo le stesse inquietudini vissute da Anna quando era piccola. Anche l’attrice, infatti, è cresciuta lontana dalla madre che si era trasferita ad Alessandria d’Egitto, convolando a seconde nozze. Privata anche della presenza di un padre mai conosciuto, la Magnani è cresciuta con la nonna materna a Roma. Un carattere forte costruito per necessità, ma che spesso ha svelato la sua fragile armatura esplodendo in eccessi d’ira e passione. Caso esemplare in cui le esperienze personali di un attore hanno creato la base per la costruzione psicologica dei personaggi interpretati. La reale richiesta d’amore della Magnani si è tradotta davanti alla telecamera, realizzando alcune delle rappresentazioni più importanti della storia del cinema. Celebre la sua intervista in cui ammetteva: «Ho capito che ero nata attrice. Avevo solo deciso di diventarlo nella culla, tra una lacrima di troppo e una carezza di meno. Per tutta la vita ho urlato con tutta me stessa per questa lacrima, ho implorato questa carezza. Se oggi dovessi morire, sappiate che ci ho rinunciato. Ma mi ci sono voluti tanti anni, tanti errori». {ads1} Di Anna Magnani si racconta il successo professionale, celebrato con l’Oscar nel 1965 per La rosa tatuata, il suo lato pubblico che l’ha resa “l’anti-diva” più famosa dell’epoca, le amicizie importanti e Roma, città che ha amato e che per tutti noi ancora oggi viene rappresentata proprio dal suo volto. Da Goffredo Alessandrini a Massimo Serato, da Roberto Rossellini a Anthony Francios, le tormentate storie d’amore dell’attrice sono molte e rivelano segreti sul suo carattere e sui suoi desideri. «Non ha mai discusso di cose meschine, era sempre una regina», racconta il figlio Luca, e come la Regina del cinema italiano la sua Roma le rende omaggio: all’interno della Festa del Cinema è stata inaugurata una mostra fotografica sull’attrice, dal titolo Ritratto di Anna. 45 fotografie provenienti dalla Cineteca Nazionale del Centro Sperimentale di Cinematografia arricchiscono il foyer della sala Petrassi per tutta la durata del Festival. Anche a teatro, dal 15 al 17 novembre all’UTS – Il Teatro Studio dell’Upter, si celebrerà la grande attrice con lo spettacolo Solo Anna, in cui Lidia Vitale interpreta il monologo scritto da Franco D’Alessandro.

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Cinzia Comandè

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