L’Oriana di Rai1, una fiction che non convince

La Resistenza italiana, la condizione della donna in Oriente, lo sbarco sulla luna e poi di nuovo gli orrori della guerra, ma questa volta quella del Vietnam. Questa è solo una piccola parte degli eventi che hanno costellato la carriera di Oriana Fallaci, giornalista e scrittrice che andò svariate volte al fronte come inviata speciale. Poi c’è Oriana come donna, l’amore con Alfredo Pieroni, la voglia di una maternità in contrapposizione con la carriera, il suo bambino “mai nato” e poi la relazione con Alekos Panagulis. Una vita “piena” e come ogni personaggio che ha avuto un peso nella storia italiana la figura di Oriana è difficile da raccontare, ma la Rai ha voluto tentare questa scommessa mandando in onda la mini-serie “L’Oriana“.

La fiction è nata da un’idea del produttore Domenico Procacci, che aveva acquisito di diritti del libro di Oriana “Un uomo” che narra la storia del suo compagno Alekos Panagulis. Da qui l’incontro con il nipote della Fallaci Edoardo Perazzi per parlare della possibilità di raccontare la storia della giornalista, poi l’idea ha iniziato a prendere forma dietro la macchina da presa sotto la direzione del regista Marco Turco. La difficoltà più grande- a detta dello stesso regista- è stata quella di sintetizzare la vita di Oriana: “Scegliere i momenti più significativi dell’esistenza di una donna che già all’età di diciassette anni rischiava la vita sotto i nazisti e a più di settanta ancora guerreggiava con la sua macchina da scrivere polemizzando con il mondo intero”. Le riprese sono state girate anche in Vietnam, in Grecia e in Tunisia per rendere meglio il carattere internazionale del lavoro di Oriana e della sua figura di prima reporter italiana inviata in paesi in guerra. L’attrice scelta per interpretare la giornalista fiorentina è stata Vittoria Puccini, mentre Vinicio Marchioni ha interpretato il leader dell’opposizione greca al regime del Colonelli e grande amore di Oriana Alexandros Panagulis. “L’Oriana” ha debuttato al cinema il 3 febbraio nella sua versione ridotta (106 minuti) per poi approdare sul piccolo schermo in due appuntamenti, lunedì 16 e martedì 17 febbraio su Rai uno per un totale di 200 minuti.

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Marco Turco insieme agli sceneggiatori Sandro Petraglia e Stefano Rulli hanno ammesso che era un progetto ambizioso, forse troppo tanto che la critica ha stroncato la mini-serie. La prima domanda che si sono posti tutti è stata: cosa ne avrebbe pensato Oriana? La risposta è che quasi sicuramente questa mini-serie non le sarebbe piaciuta, pensiero condiviso dallo stesso nipote che ha dichiarato: ”Il lavoro è bello, ma a lei non sarebbe assolutamente piaciuta. Concepiva solo cose fatte o seguite da lei”. A quanto pare “L’Oriana” non ha riscosso molto successo nemmeno tra i telespettatori: la prima puntata è stata battuta dall’Isola dei Famosi con quasi otto punti in più di share, mentre la seconda si è vista battere dallo Show dei Record di Gerry Scotty. E anche se la Rai ha dichiarato che è stato un ottimo risultato a non convincere non è solo lo share, ma anche la scelta dell’attrice. Forse un ruolo così drammatico che doveva far trapelare l’animo combattivo e allo stesso tempo ribelle di Oriana non è nelle corde di Vittoria Puccini, immancabile la battuta “Oriana di Rivombrosa” che si legge sull’Huffington Post. L’espediente narrativo usato per raccontare le vicende della Fallaci è quello del flash-back, mentre la giornalista sistema del vecchio materiale con una stagista partono i racconti delle vicende passate come la guerra in Vietnam. Un rimbalzo tra presente e passato dove l’Oriana dura si alterna ad una più tenera che forse stona un po’ con ciò che trapelava dalla sua penna. La vicenda amorosa con Panagulis viene raccontata senza troppi sentimentalismi prestando attenzione alla vicenda politica della Grecia che incorniciava la storia d’amore, forse su questo Oriana sarebbe stata d’accordo. La lotta contro la condizione della donna in Oriente viene rappresentata attraverso l’incontro della Fallaci con una sposa bambina in lacrime poiché non conosceva neppure il volto del suo futuro sposo. Tutto viene descritto come nel reportage originale della giornalista, ma l’interpretazione della Puccini forse è troppo “dolce” rispetto alle parole scritte da Oriana. La Fallaci era una donna che ha agito come “un uomo”, che non ha mai condiviso il sessismo cercando sempre di lottare contro le distinzioni di sesso come si evince dall’opera “Il sesso inutile” in cui Oriana scrive:” Le donne non sono una fauna speciale e non capisco per quale ragione esse debbano costituire, specialmente sui giornali, un argomento a parte: come lo sport, la politica e il bollettino meteorologico.”. Era una donna consapevole di come le donne spesso venissero messe in secondo piano dagli uomini, ma l’Oriana della fiction forse sembra cadere troppo dalle nuvole.

Quella di Rai 1 è un’Oriana che non convince, forse per raccontare la storia dei grandi personaggi serve più tempo, forse due puntate sono restrittive per la voce di una donna che ha detto tanto e il cui eco ancora si sente.

 

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Amira Abdel Shahid Ahmed Ibrahim

Amira Abd El Shahid Ahmed Ibrahim è nata a Roma, nonostante il nome che sembra uscito da un documentario di Super Quark e il cognome così lungo da convincere il funzionario dell’anagrafe a cambiare mestiere il giorno in cui è venuta alla luce possano depistare circa il suo luogo di nascita. Nata sotto il segno dei pesci è una meticcia: metà del sangue che le scorre nelle vene è arabo. Condivide la sua dimora con due gatti grassi, predilige alla maggior parte delle persone i quadrupedi che non hanno il dono della parola, ma all’occorrenza si adatta a interagire con il genere umano. Dopo la cucina, arte nella quale si diletta spesso per rendere chi la circonda una persona più felice e l’arricciarsi i capelli, Amira ha anche degli hobbies che implicano l’uso del suo quoziente intellettivo come: leggere e scrivere. Due funzioni di elementare apprendimento che lei svolge con grande passione. Collabora con il quotidiano on-line Lineadiretta24 dal novembre 2013. Caporedattrice della rubrica di viaggi dal 2016. Leggermente sindacalista dentro odia le ingiustizie che “affollano” il pianeta. Conta di cambiare il mondo un giorno, o di conquistarlo.