Benedetta Giovagnini, la graffiante voce di The voice

E’ diventata “zia” per J-ax, ma durante la scorsa puntata ha perso – lo sapete già – contro Suor Cristina.

Benedetta, però, non si arrende, anzi: ha nuovi progetti in mente. L’abbiamo incontrata davanti alla scuola di musica Play, dove insegna, per chiederle come intende proseguire il suo percorso di cantante.

 

Benedetta, cosa ti ha spinto a partecipare a The Voice?

Innanzitutto mi piaceva il programma. L’ho seguito lo scorso anno nella prima edizione, e già da lì mi era venuta l’idea di partecipare… ho pensato fosse un programma che ti dà molta visibilità, che per chi fa musica è una cosa molto importante. Così mi sono buttata in questa avventura per farmi conoscere in previsione poi della mia carriera musicale.

Possiamo aspettarci l’uscita di un tuo album?

Sicuramente, perché già è da un’annetto che sto lavorando a dei pezzi miei e quindi era in previsione l’uscita di un album. Io sono anche cantautrice, quindi conterrà brani scritti da me. Spero di farlo uscire il prima possibile… magari entro l’anno. 

Cosa farai ora che la tua avventura a The Voice è finita? 

Ora che l’avventura è finita spero di fare tante serate, ma soprattutto passerò molto tempo in studio e mi impegno a concludere quest’album. Voglio finire i brani e facendolo uscire voglio far conoscere l’altro lato di me, quello di cantautrice ed interprete, perché fino ad ora hanno sentito solo delle cover e voglio che si conoscano anche i miei pezzi, che poi rappresentano il mio mondo. {ads1}

Cosa hanno pensato i tuoi studenti della partecipazione al programma?

Erano emozionati almeno quanto me, hanno pianto con me ed hanno fatto un tifo sfegatato… quando c’erano le serate di The Voice con le mie esibizioni si riunivano per vedermi. Mi hanno dato molto sostegno e tanto affetto, mi sono stati veramente vicino… ora sono anche arrabbiati che sono stata eliminata (ride).

Come mai alla Blind non hai portato un tuo pezzo?

Non ho portato un mio pezzo perché non si potevano portare inediti ma solo cover, altrimenti avrei portato Gennaio. Anziio aspiravo proprio a fare quello, magari in finale.

Pensi che The Voice ti sia servito per la tua carriera di cantautrice?

Si si, sicuramente mi è servito tantissimo, perché come dicevo prima chi fa musica ha bisogno di tanta visibilità e devo dire che ora la gente che mi segue è aumentata tantissimo. Sto vivendo un piccolo momento di fama perché capita che gente che non mi conosce mi fermi in strada perché mi ha visto in tv. Penso che The Voice sia stata per ora una delle esperienze più belle della mia carriera musicale ed è stato importantissimo.

Cosa ne pensi del tuo knockout?

La scelta del brano è mia, l’avevo indicato tra i miei cinque cavalli di battaglia, e di questo sono contentissima perché mi rispecchiava appieno, fino all’ultimo non ho saputo con chi fossi perché ce l’hanno detto quando siamo saliti sul palco. Non sono stata molto contenta, con Suor Cristina non c’era molto da combattere… alla fine non la ritengo una vera sconfitta, anzi una vittoria, perché ho ricevuto tantissimi messaggi sul cellulare e su Facebook di affetto e sostegno da parte di molte persone. Anche se sono uscita vedo questa situazione in maniera molto positiva, e tutto ciò è come l’inizio di un qualcosa di più importante. Poi devo anche ringraziare Suor Cristina che mi sta dando ulteriore visibilità… (ride)

Fra tutti i tuoi compagni di The Voice, c’è qualcuno con cui sei rimasta più unita?

Sicuramente ho legato con tutti i ragazzi del Team Pelù, forse di più con Federica perché abbiamo vissuto la Battle insieme e si è creato un bellissimo rapporto di amicizia. E poi anche con gli altri, l’altra Federica, Daria, Ester con tutti insomma, con loro mi sono trovata veramente bene!

Un’ultima domanda. Tu e la tua famiglia portate avanti il nome di Valentina con l’associazione Valentina Giovagnini onlus: precisamente di cosa vi occupate?

Con questa associazione sosteniamo di volta in volta vari progetti a scopo benefico, ad esempio un’aula musicale in Colombia, un’aula mensa infantile in Nicaragua, ma lavoriamo anche in Italia, a Moglia, uno dei comuni più colpiti dal sisma in Emilia Romagna. Nello specifico l’associazione ha deciso di sostenere la scuola primaria del comune per far si che le attività didattiche potessero riprendere nel più breve tempo possibile.

Twitter @Arge93

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Dario Argenziano

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