Vinci e Errani prendono la Fed Cup

Oggio l’ultima tappa Sra Errani ha chiuso con un doppio 6-1 sulla Kleybanova e siamo 3 a 0. Questo vuol dire la quarta coppa in otto anni!

Il fatto è che Roberta Vinci si era complicata la vita sicuramente più del necessario: in casa, a Cagliari e su terra rossa contro le numero 136, 183, 236 e 315 in classifica Wta in teoria non c’era storia. Il forfait delle undici migliori giocatrici della squadra russa era stato letto come un lasciapassare diretto, ma se le azzurre non si complicano un po’ le cose non sono contente. Ha sofferto moltissimo Robertina che nel primo match di Fed Cup ha battuto Alexandra Panova in tre combattutissimi set: 5-7, 7-5, 8-6. Più di 3 ore di gioco, tanta fatica e non certo contro la Sharapova, ma che tifo… La cinquantesima edizione della manifestazione è stata accolta con calore dal pubblico azzurro e così anche le nostre atlete. Viene quasi da pensare che Roberta l’abbia fatto per creare un po’ di suspance e con quattro salvataggi di match point c’è anche ben riuscita.

Però non esageriamo ci voleva Sara Errani con la sua concretezza per deliziare il pubblico con un po’ di santa tranquillità: prima contro la moscovita Irina Khromacheva contro cui ha piazzato un netto 6-1, 6-4 e poi oggi. Non ha giocato benissimo la numero 7 del mondo, ma ha fatto abbastanza per mettere a segno un risultato quantomeno scontato.

Bene così e il sogno continua…

 

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Daniela Lazzari

Giornalista per sport’ nel senso letterale, ma anche metaforico del termine… Da diversi anni si aggira nei meandri della redazione per infastidire colleghi e mettere a disagio i lettori. Ci sta riuscendo alla grande. Questo la spinge a proseguire e a perseverare con devozione nel suo lavoro. Interessi? Tanti. Se fai molte cose, si sa, finisci per farne bene poche. Forse blaterare on line di sport e tutto il resto è una di quelle poche. Difetti? Troppi. Pregi? Non troppi. Diceva il buon vecchio Einstein : “Ci sono due modi di vivere la vita. Uno è pensare che niente è un miracolo. L'altro è pensare che ogni cosa è un miracolo”. Il fatto che stiate ancora leggendo queste righe ha un ‘non so che’ di miracoloso…

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