Tifosi si nasce….ed io lo nacqui!

Dopo una settimana di passione sportiva culminata con l’ apparizione di Sua Maestà Diego Armando, il tifoso napoletano sa, per certo, che la gara di campionato in casa contro la “zebra bianconera” è, e sarà sempre, una partita a sè. Ed è per questo che ci si avvia allo stadio con netto anticipo, ed è anche per questo che si comprano sciarpe e manifesti funebri che annunciano la dipartita della Vecchia Signora, ed è sempre per questo che il napoletano verace dà il meglio del suo “odio calcistico” inventandosi di volta in volta lo striscione “anti gobbo” più appropriato. È una serata fresca questo venerdì 1 marzo, condizioni ideali per la gara che deve riaprire il campionato, perché stasera “s’adda vincere o paregg nun c’a basta”. Alle 19,15 dopo varie peripezie siamo nel nostro settore ed avremmo i posti numerati, ma a Napoli il concetto di ordine di posto a sedere non è ancora entrato nell’immaginario collettivo. Ci piazziamo alla meno peggio su  dei gradoni e si percepisce da subito che a 1 ora e mezza dall’inizio c’è già un clima caliente e surriscaldato. Cori  anti juventini ci intrattengono per una decina di minuti e poi come da tradizione si fa amicizia coi vicini di posto con i quali si crea una chimica straordinaria, partendo dal Napoli per  poi finire su chi ha votato Berlusconi o Grillo. Siamo un popolo unico e sappiamo di esserlo, e quando entrano le squadre in campo esplode tutta l’adrenalina accumulata in settimana, lo stadio si illumina di azzurro e per 90 minuti non potrà esserci altro colore all’infuori di quello. Fischio d’inizio: paura, tensione, gambe bloccate Juve in goal. Subito. Rabbia e sgomento durano un attimo, poi si ricomincia come prima più di prima. La Juve si mangia il 2 a 0 e ci si guarda smarriti, abbiamo perso la bussola proprio stasera? E poi, e poi… nel momento di maggior imbarazzo la provvidenza, come spesso accade, ci tira su dal baratro. Tiro di Inler  e deviazione divina che mette fuori causa Buffon, 1 a 1 e tutti abbracciano tutti. Vengo travolto da un’ondata e mi trovo abbracciato da una decina di persone, va bene così. Nell’intervallo si fanno propositi bellicosi, ci sente forti del pareggio pur sapendo che la Juve è più squadra. Nel secondo tempo subentra il cuore, e i ragazzi ci provano. Qualche sussulto, qualche tremito, qualche insulto a Buffon e ai suoi guantoni. La consapevolezza di esserci ci accompagna per tutta la ripresa, la convinzione di poter prendere la posta piena ci accarezza più di una volta. L’inevitabile stanchezza nel finale non offusca una prova gagliarda, peccato solo che il Matador non sia al top della forma e che il tanto atteso pibe de oro sia solo una presenza impressa su una decina di bandiere sventolanti. Fischio finale: un po’ di rimpianto , ma è solo un istante, poi tutti ad applaudire gli undici leoni che anche stasera ci hanno fatto sentire orgogliosi di essere napoletani.

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Fabio Bandiera

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