Sanremo, trionfa Degenkolb quinto Bonifazio

E’ John Degenkolb il vincitore dell’edizione n. 106 della Milano Sanremo grazie ad uno sprint fenomenale sul traguardo storico di Via Roma dopo 293 km di saliscendi tirati ad una media di oltre 43km orari. Il ventiseienne tedesco della Giant Shimano è partito ai 250 metri sulla scia del norvegese del Team Katusha Kristoff –vincitore della passata edizione – ottimamente traghettato dal sempreverde Paolini mettendo in mostra tutte le sue doti propulsive di finisseur, lasciandosi a più di una bicicletta di distanza lo stesso Kristoff e l’australiano Michael Matthews dato tra i favoriti della vigilia. “E’ il più bel giorno della mia carriera, ancora non mi sono reso conto di quello che ho fatto”, queste le prime parole del teutonico incredulo che sfruttando la sua grande condizione è riuscito a resistere ai ripetuti tentativi targati Bmc sul Berta, Cipressa e Poggio dove Gilbert e Van Avermaet hanno cercato di far saltare il banco, senza spremersi troppo rimanendo nella pancia del gruppo e lasciando il lavoro sporco al Team Katusha.

Tra gli italiani ottimo il quinto posto dell’esordiente Niccolò Bonifazio ventunenne velocista della Lampre che ha ampiamente dimostrato la sua competitività ad alti livelli e l’ottavo posto dell’altro Lampre Davide Cimolai, venticinquenne pistard friulano e decisamente a suo agio su un percorso vallonato come quello della Sanremo. Meno bene Vincenzo Nibali non ancora in condizione ottimale e incapace di dare la sua zampata tra Cipressa e Poggio suo terreno di caccia preferito, ma la sensazione è che questa classica non sia adatta alle caratteristiche del suo motore che predilige ben altri percorsi e asperità. Italiani protagonisti della fuga che ha contraddistinto la prima parte della corsa sotto una pioggia battente con Matteo Bono e Gianluca Pirazzi in evidenza tra gli undici fuggitivi partiti al km 4 e ultimi a cedere all’inevitabile rimonta del gruppo tirato da Tinkhoff, Saxo e Trek determinate a far selezione per eliminare i vari Cavendish e Bouhanni dal lotto dei pretendenti. Vantaggio che raggiunge oltre dieci minuti e mezzo per poi calare sensibilmente fino al Capo Berta dove Pirazzi, Bono, Pauwels e Berard allungano sul resto dei fuggitivi. Alla Cipressa Matteo Bono allunga in solitaria, ma il gruppo ricompattato inghiotte gli attaccanti di giornata e si incomincia a fare sul serio.

La Bmc prende in mano le redini e la corsa si fa dura, Kristoff e il resto dei velocisti accusa il colpo sullo scatto di Van Avermaet, ma riesce a tenere la retrovie recuperando in discesa dove ancora la Bmc tenta la sortita con Daniel Oss affiancato da un infaticabile Geraint Thomas. I due accumulano una ventina di secondi vantaggio su un plotone più ristretto e capitanato dall’infaticabile Luca Paolini, Thomas saluta Oss e si invola tutto solo verso il Poggio, mentre Gilbert e Van Avermaet tentano l’ultimo affondo sullo strappo più duro per evitare l’ineludibile sprint finale. Comincia la discesa a tutta e a farne le spese sono il campione del mondo Kwiatowski, Stybar, Ciolek e lo stesso Gilbert caduti e costretti a dire addio ai loro sogni di gloria mentre il gruppo dei big riprende l’Aurelia pronto al volatone finale per fortuna sotto un pallido sole. Ultimo chilometro con ancora Paolini in testa che traghetta Kritoff fino ai 250 metri, parte il norvegese con a ruota Bonifazio, ma ai 100m John Degenkolb innesta la quinta e non c’è più niente da fare: arrivo imperioso a braccia alzate e ritorno della Sanremo in terra di Germania dopo ben tredici anni quando a trionfare sul traguardo di Via Roma fu un certo Erik Zabel che nel 2001 si aggiudicava, entrando nel mito, per la quarta volta la regina della classiche.

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Fabio Bandiera