Poker Shark : leggete l’anima del vostro avversario

Bentornati fedeli seguaci dello shark più micidiale dei tavoli da poker. Volete iniziare a fare gli spacconi anche voi di fronte ai presuntuosi che vogliono ridicolizzarvi dimostrando di avercelo più lungo? Non temete, ho delle chicche niente male per voi che fanno il paio con quelle del precedente editoriale.

4. Concentratevi sugli sguardi: chi tende a guardarsi intorno, ma comunque rimane in gioco, ha in linea di massima un’ottima mano. Cerca di non mostrarsi interessato al piatto perché vuole dare la sensazione di essere innocuo e di essere in gioco “così tanto per”. Se  riguarda più volte le carte, probabilmente si trova in draw di colore e vuole essere sicuro di avere almeno una carta di quel seme. Ciò accade di solito quando ci sono tre carte dello stesso seme a terra. Vi dico questo perché quando un giocatore ha due carte suited (dello stesso seme), è molto facile che si ricordi il seme delle stesse e quindi non ha bisogno di ricontrollare. Quando invece possiede due carte off-suited( di semi diversi) e si trova al flop 3 carte suited, allora il dubbio che una delle sue sia dello stesso seme può assalirlo. Quando, dopo aver guardato le proprie carte, lo sguardo fugge istintivamente alle chips, vuol dire che oppo sta pensando a quanto puntare per ottimizzare la forza della propria mano. Se, invece, lo sguardo rimane fisso sul flop, vuol dire che non ha legato nulla e sta semplicemente studiando il “da farsi”. Se dopo una puntata lo sguardo va in basso, presumibilmente sta bluffando, se si accomoda seduto all’indietro, avrà una buona mano.

5. Osservate bene le spalle: come vi ho detto anche sopra, chi è intento a bluffare, rimarrà rigido e tenderà a non respirare; d’altro canto, chi avrà un aumento della respirazione avrà una mano forte. Come fate a capirlo? Osservate le sue spalle: se le spalle vanno su e giù in maniera convulsa oppo avrà un punto forte. Lo stesso vale quando il vostro avversario vi punta in faccia, se alza le spalle state sicuri che è “gonfio”.

6. A cosa servono gli occhiali da sole? Molti pro li portano per evitare che si noti il diladarsi delle pupille, che avviene: quando ci si trova in una stanza con poca luce, quando l’occhio vede qualcosa di interessante, quando si è eccitati. E’ presto detto: se il tavolo sul quale state giocando è ben illuminato, e non vi sono individui del sesso opposto degni di considerazione, allora probabilmente chi mostra le pupille diladate ha una mano forte. Altra parte dell’occhio particolarmente indicativa è la palpebra: in media un uomo sbatte le palpebre circa 8 volte al minuto e le tiene chiuse per un decimo di secondo, se doveste notare che nel vostro avversario aumentano sensibilmente questi valori, probabilmente sarà in bluff.

7. Non di rado ci troviamo seduti a un tavolo con dei veri e propri chiacchieroni, se uno di questi individui interrompe la conversazione bruscamente e si concentra sulle sue carte, ha una mano con dell’ottimo potenziale. Se il “pagliaccio” del tavolo rimane taciturno è segno che sta bluffando, per smascherarlo fategli numerose domande, se è restio a rispondere le possibilità che stia in bianco sono ancora maggiori.

Ora siete pronti per bluff catchare persino Pinocchio, se pensate di non poter ancora leggere con chiarezza l’anima dei vostri avversari, vi consiglio di portare al tavolo dei pacchetti di Ringo e di offrirli ai giocatori per voi indecifrabili, chissà che non commettano lo stesso errore di KGB.

GOOD LUCK GOOD PLAYERS!

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Marco Fabio Ceccatelli

Classe '85, shark dei tavoli da poker e delle tavole imbandite, scrivo per dare libero sfogo ad una follia neanche troppo latente. "Se perseverare nel gioco è diabolico, potete chiamarmi Belzebù".