Playoff scudetto, l’incertezza regna sovrana

Siamo a metà del guado dei quarti di finale dei pla off, ed è l’ equilibrio a regnare con tre serie sul due pari con solo Varese in grado di ribaltare il fattore campo espugnando il Tliercio di Mestre portandosi sul tre a uno ed a un passo dalla semifinale.

Dopo quattro partite, sono in parità Roma e Reggio Emilia, Sassari e Cantù e Siena e Milano, e stasera Roma e Sassari giocheranno in casa cercando di sfruttare al meglio il fattore campo per riportare la serie sul tre a due.
Roma è riuscita a riequilibrare le sorti della serie, dopo la sconfitta interna in gara uno, espugnando il Palabigi in gara quattro con un soffertissimo 71 a 68, grazie al ritorno decisivo di Taylor e Lawal assenti in gara tre, e al solito Datome autore di venti punti e di alcune giocate decisive che hanno salvato Roma dal baratro. La serie, rischia seriamente di arrivare alla settima e decisiva gara, visto che Reggio Emilia, matricola terribile è allenata dal quarantenne coach Menetti, cresciuto nelle giovanili e da due anni alla giuda di un gruppo di atleti ben amalgamati in cui i nostri Cinciarini e Antonutti stanno recitando alla grande la loro parte. Per Roma alti e bassi e il pieno recupero di Taylor e Lawal infonde più sicurezza a coach Calvani che può lavorare con l’organico al completo e aumentare le rotazioni in vista di impegni così ravvicinati.
Discorso simile per Sassari e Cantù, col fattore campo rispettato e finali punto a punto adrenalinici. I sardi sembrano avere un po’ di benzina in più, ma Cantù è squadra di rango che venderà cara la pelle fino all’ultimo come ha dimostrato nelle due gare del Pianella vinte entrambe per due punti. Da rivedere per coach Sacchetti il rendimento lontano dall’isola di Diener e Bootsy Thornton, mentre Trincheri affronterà gara cinque confortato dalle prove di sostanza di Ragland e Tyus a cui si aggiunge l’ottimo impatto offerto tra le mura amiche di Pietro Aradori assente in gara tre.
Milano Siena è sicuramente il quarto di finale più affascinante, e per quanto visto fino ad ora promette scintille fino all’ultima sirena di gare sette. Siena dopo le due sconfitte del Mediolanum Forum si è ripresa dominando senza mezzi termini gara tre, e tirando fuori gli artigli nella tesissima gara quattro, ed ora è pronta a mettere sulla bilancia la sua storia e il suo blasone. Milano che ha chiuso le regular season in crescendo ha avuto un ottimo impatto nelle due gare casalinghe vinte senza storia, ma la prova del nove comincia ora e i rischi per il team di coach Scariolo possono essere più mentali che tecnici, visto che ogni sfida da oggi in poi rappresenta un punto di non ritorno in cui conterà l’esperienza dei singoli e l’utilizzo della panchina che in molte situazioni ha inciso fortemente nelle sorti della serie. Per Siena ottime sensazioni per Brown, Eze e Carraretto decisivi in gara quattro, mentre Hackett e Moss hanno difettato in continuità. Milano dovrà aggrapparsi al talento discontinuo di Langford e all’esplosività di Mensah unità al genio pazzo del figlio d’arte Alessandro Gentile decisivo in gara due, ma inconsistente nell’ultima uscita al Palasclavo.
Varese ha già un piede in semifinale, frutto di una stagione record in cui coach Vitucci ha lavorato egregiamente sul materiale umano a disposizione. Il trio Banks, Dunston, Green è affidabile e di rendimento sicuro, a cui si aggiunge la sostanza di Polonara, Ere e Sakota, mentre Venezia si regge sugli alti e bassi di Clark che viaggia a corrente alternata e sulla classe immensa di Alvin Young vero mattatore di gara quattro che ha garantito ai lagunari un altro viaggio verso Masnago. Ad occhio la serie è già segnata, vantaggio non da poco per la Cimberio che potrà accomodarsi sul divano e attendere comodamente la sua prossima avversaria (Siena o Milano).
La bellezza dei playoff è proprio questa, e le serie in corso così equilibrate ne sono la testimonianza vivente per cui non ci resta che aspettare il fine settimana per capire chi potrà ancora ambire al sogno tricolore, in un finale di stagione che mai come quest’anno si prospetta incerto ed imprevedibile.

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Fabio Bandiera

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