Pagelle del calciomercato – prima parte

PAGELLE DEL CALCIOMERCATO – PRIMA PARTE

Si è conclusa finalmente questa infinita e costosissima sessione di calciomercato. Dopo la telenovela Neymar, il flipper Schick, le spese pazze del Milan, l’indeciso Cassano, l’approdo di terzini in quantità innumerevoli al City, le richieste inascoltate di Conte e tante altre cose, è venuto il tempo di verdetti. È giunto il momento di dare le pagelle del calciomercato estivo delle italiane cercando di prevedere chi si è mosso meglio e chi invece ha deluso le aspettative.

Atalanta 7

Non farà sicuramente la stagione dell’anno scorso. Questo è poco ma sicuro. Quello della Dea è stato un mercato di riassestamento dopo aver fatto cassa con Conti e Kessie, e aver piazzato giocatori che per un motivo o per l’altro non avevano più nulla da spartire con il progetto di Gasperini come Paloschi, Mounier e D’Alessandro. Oltre ai soliti colpi in prospettiva come Orsolini, Gosens e Castagne, l’Atalanta riesce a mettere a segno acquisti importanti: il rientro di De Roon per coprire l’uscita di Kessie, l’ufficialità di Berisha tra i pali, l’arrivo di Ilicic che potrebbe portare maggior imprevedibilità e qualità davanti oltre al Papu Gomez garantendo una soluzione in più dal punto di vista tattico e, da non sottovalutare, la scommessa Cornelius, il vichingo sceso dall’estremo nord che potrebbe rivelarsi la sorpresa dei bergamaschi a discapito, nel caso, di Petagna. Insomma, si prevede un’Atalanta diversa questa stagione soprattutto nel modo di giocare: non più ampiezza sulle ali, ma più verticalità e densità centrale … magari con l’idea di un modulo ad albero di natale con Gomez e Ilicic come trequartisti alle spalle dell’unica punta, Petagna o Cornelius.

Unica nota negativa l’affare Spinazzola. Gestito male, portato avanti ancora peggio e chiuso forse nel peggiore dei modi. Ora nello spogliatoio Gasperini si troverà un giocatore che aveva palesemente dichiarato di volersene andare e resterà, invece, con non proprio i favori dei compagni di squadra … o almeno così pare.

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Josip Ilicic potrebbe essere l’uomo in più di quest’Atalanta

Benevento 6

La cenerentola di questa Serie A, senza dubbio. La squadra del doppio salto. Mai nessuno come lei. Una promozione che sa di favola, forse un salto fin troppo alto. E il mercato non è stato entusiasmante ripreso per i capelli negli ultimi 15 giorni. Le uscite ci sono state e pesanti per il Benevento: Cragno è tornato al Cagliari, Falco è tornato dai felsinei per poi essere girato in B al Perugia e Ceravolo, l’uomo della promozione, ceduto al Parma. In entrata o giovani non ancora affermati o giocatori di esperienza non più titolari nelle loro vecchie squadre o presi dalla Serie B. Tra i più interessanti Cataldi, Lazaar, Iemmello, D’Alessandro, Coda, Letizia, Belec e Costa. Rosa allungata dunque, ma fortemente a rischio retrocessione. Per l’esordiente Baroni si prospetta una sfida ardua, ma piena di stimoli. Con un solido 4-4-2 e l’esplosione di Ciciretti le chance di una salvezza potrebbero salire notevolmente.

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Amato Ciciretti, sarà lui l’uomo della salvezza?

Bologna 6

I felsinei non hanno fatto grandi cambi, eccetto in difesa. Quasi tutto il mercato è stato rivolto al reparto difensivo. Sono arrivati: Gonzalez, Ferrari, De Maio, Helander e Boldor. Risistemata la difesa e vista la giovane età media della squadra, sono arrivati, inoltre, due colpi che garantiscono esperienza: Poli per il centrocampo e Palacio per l’attacco. Attenzione, poi, al talento uruguaiano che già ha fatto vedere grandi cose in B con la Ternana, Cesar Falletti.

Per Donadoni ci sono le certezze dell’anno scorso, uno stile di gioco ormai rodato e un campionato, dunque, che dovrebbe essere tranquillo senza l’ansia di navigare in zona retrocessione.

Cagliari 7

Il mercato del Cagliari si è distinto per due colpi: il ritorno di Cragno dal prestito e l’arrivo, quasi allo scadere, di Pavoletti. Senza più Borriello a sostenere la manovra sarda, sinceramente il mercato era stato deludente, ma quest’ultimo colpo potrebbe aver cambiato letteralmente faccia alla squadra di Rastelli. Con una prima punta così, soprattutto con la voglia e la fame di fare bene in ottica dei Mondiali del prossimo anno non può che fare bene ai rossoblu. Il tridente Joao Pedro, Farias, Pavoletti potrebbe far sognare i tifosi cagliaritani.

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Senza Borriello, il Cagliari si affida a Leonardo Pavoletti

Chievo Verona 6

La solita politica dei clivensi. Pochi cambiamenti e stessa ossatura. Maran può contare su un gruppo solido e rodato, difficile, come sempre, da battere. Anche quest’anno la salvezza sembra in cassaforte. La favola continua.

Crotone 5

Agguantata una salvezza impossibile la scorsa stagione, il Crotone doveva muoversi meglio sul mercato e, invece, più cessioni preziose e meno entrate sicure. Fuori tre uomini che formavano gran parte dell’ossatura dell’anno scorso e che sono stati protagonisti della salvezza: l’uomo da 13 gol, Falcinelli, ha lasciato gli squali per sposare il progetto del Sassuolo così come Ferrari e Crisetig che se n’è tornato a Bologna. A rimpiazzarli Budimir (il grande ritorno, l’uomo della promozione in A), Ajeti e Kragl. Se l’anno scorso è stato durissimo, quest’anno lo sarà ancor di più.

Fiorentina 5,5

Troppe cessioni di lusso, troppe senza forti entrate. Pioli dovrà risistemare una squadra rivoluzionata, ridimensionata e piena di scommesse. A parte Gonzalo Rodriguez (unico titolare della difesa ad andarsene), seguito da Tomovic nell’ultimo giorno di mercato, dalla mediana in su i rimpiazzi sono troppi: Borja Valero, Vecino, Ilicic, Bernardeschi, Tello e Kalinic. Gli acquisti a dare un po’ di sicurezza in campo sono sicuramente 3: Benassi, Simeone e Thereau. Soprattutto quest’ultimo dovrebbe garantire a Pioli e alla manovra una costanza di rendimento necessaria e un apporto sicuro di gol e assist. Poi, attorno a questi 3, a cui aggiungiamo Sportiello tra i pali e Astori a comandare il reparto difensivo, è una Fiorentina tutta da scoprire e, a un certo modo di vedere, intrigante.

Su tutti, 4 giovani appaiono i più interessanti: Veretout, Gil Dias, Lo Faso e, soprattutto, Eysseric, fantasista direttamente da Nizza, a cui è già stata data la gloriosa maglia numero 10 dei viola. Su di lui le aspettative sono molto alte, ma, come per gli altri 3 citati, ci vorrà tempo. A Pioli servirà tempo per integrare i giovani, i nuovi arrivati e quelli rimasti … e ai tifosi, così come alla dirigenza, servirà pazienza. Sicuramente le ambizioni di quest’anno sono notevolmente ridimensionate e assomiglia a un anno di transizione e crescita, quasi per aprire un ciclo nuovo.

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La scommessa più grande dei viola. Arriva da Nizza e indossa già la 10, Valentin Eysseric

Genoa 5

Preziosi, come ogni anno, dice di voler vendere, ma niente da fare. Ancora lui al comando, ancora un Genoa che cambia parecchio e che di stabilità (fatta eccezione per l’era Gasperini) non ne dà. Mercato anonimo con alcuni ritorni come quello di Bertolacci e l’arrivo di giocatori che non spostano equilibri. Sorprende la mancanza di qualità nella rosa che potrebbe risultare fatale a lungo andare. Già invischiata in zona retrocessione l’anno scorso, il grifone rischia parecchio anche questa stagione. Unico acuto di mercato ma che rimane una scommessa: Centurion.

Hellas Verona 6

La telenovela Cassano ha fatto più male che bene al Verona. Se il mercato, all’inizio, meritava sicuramente più della sufficienza con i colpi di Cerci, Heurtaux e Caceres su tutti, passando l’estate gli scaligeri si sono impantanati con l’affare Cassano. Gli ultimi due colpi sono perlopiù in prospettiva, Kean e Lee, e probabilmente sono figli del malcontento maturato nell’ultima settimana di Pazzini nei confronti di mister Pecchia. La stagione non comincia con i maggiori auspici e il mister campano si trova ad affrontare una situazione già tesa che potrebbe concludersi con un esonero anticipato. La rosa è buona, ma se l’atmosfera è questa il Verona rischia di perdere punti preziosi per un’eventuale corsa alla salvezza nell’ultima parte di stagione.

Inter 8

Se non ci fosse stata la campagna surreale dei cugini milanisti, il premio al miglior mercato andrebbe sicuramente ai nerazzurri. L’Inter cinese piazza colpi importanti, tiene i giocatori più utili alla causa interista e si accaparra uno dei migliori allenatori in circolazione: Luciano Spalletti. Il mister toscano è obiettivamente il colpo più importante della sessione estiva di calciomercato per l’Inter. Seguono la permanenza di Perisic e Candreva, corteggiati da oltre manica, e gli acquisti centellinati a migliorare ogni reparto come Skriniar, Borja Valero, Vecino e i due esterni difensivi Cancelo e Dalbert. Ma l’8 è figlio anche delle cessioni: Murillo, Kongdobia, Gabigol e Palacio. Un misurato e oculato cambiamento di rosa che non stravolge la squadra, ma la rinforza.

Con Spalletti alla guida e un Icardi così come quello delle prime due giornate, quest’Inter ambisce sicuramente a tornare in Champions e chissà … potrebbe insidiare Juve e Napoli per le prime due posizioni.

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L’acquisto più importante dei nerazzurri, Luciano Saplletti

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Twitter: @Francesco Nespoli

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Francesco Nespoli

Laureato in lettere moderne all'università di Torino e in "Editoria e Scrittura" alla Sapienza. Appassionato di vari sport tra cui calcio, tennis e rugby ma di gran lunga il preferito non è tra questi. Si tratta, invece, del buon, caro, vecchio, sano subbuteo (s'intenda che parlo dell'old subbuteo e non della variante moderna definita con un asettico e privo di fantasia "calcio da tavolo"). Idolo indiscusso non può che essere l'ornitologo Peter Adolph accompagnato da P. P. Pasolini e dal cinico Nanni Moretti (quello di Palombella Rossa, in particolare).