NBA Playoffs: sarà ancora Miami-San Antonio?

 

Da quando il 18 giugno scorso gli addetti dell’American Airlines Arena hanno messo il cordone rosso per preparare quella che sembrava essere l’imminente festa degli Spurs, Miami non ha più perso una partita playoffs: ha confermato il titolo ed ha aperto una striscia di sei successi nell’edizione in corso. Nelle prime due gare contro Brooklyn il copione ha seguito la metafora del gatto che gioca col topo: primi tempi equilibrati, accelerazione dei detentori dopo l’intervallo, gestione del finale. Lebron non ha dovuto dannarsi, si è visto Ray Allen ispirato, stanotte lui e Chalmers hanno fatto calare il sipario con le loro triple. Brooklyn era 4 a 0 su Miami in stagione, ma la regular season non è i playoffs, i Nets non stanno demeritando, ma paiono troppo inferiori. Disastrosa ieri la prova al tiro di Williams e Garnett, mentre ha sorpreso Teletovic, che con 5 canestri dall’arco ha tenuto i suoi in scia nel primo tempo.

Ancora più facile la vita per San Antonio, trasformata dopo i patemi contro Dallas. Portland sembrava avversaria più accreditata, eppure le prime due partite si sono trasformate in altrettante passerelle per il team di Popovich. I Blazers sono riusciti a restare a contatto con gli avversar solo in avvio di gara2, incassando 24 e 17 punti di distacco alla fine. Magnifico Parker nel match d’esordio, 33 punti che hanno dato seguito al suo exploit nell’incontro decisivo con Dallas, sette giocatori in doppia cifra ieri, con Leonard top scorer e perfetto al tiro. Anche Belinelli ha trovato minuti e canestri, dopo aver recitato da comparsa con i Mavs. Portland dipende troppo da Aldridge e Lillard e contro un’avversaria dalla panchina tanto più profonda il problema si nota, specie se Aldridge vive serate da 6/23 dal campo come accaduto stanotte. {ads1} La gita di pesca con Paul George ha rigenerato Hibbert? Dopo la virgola del primo incontro con Washington, il lungo di Indiana è tornato quello di inizio stagione, mettendone 28 nel successo Pacers di mercoledì. Era dal 1997 (Eddie Johnson a Houston) che un giocatore non passava da 0 ad almeno 28 punti segnati nel corso dei playoffs. Vedremo se darà continuità, il confronto resta aperto. Ora i Wizards avranno due partite in casa, ma dovranno avere un maggiore contributo da John Wall, finora in ombra.
Scherzato da Chris Paul in gara1, Kevin Durant ha iniziato la seconda partita alzando il premio di Mvp e poi si è messo a spiegare perchè lo abbia meritato. 32 punti, 12 rimbalzi e 9 assist, ancora uno e lui e Westbrook sarebbero diventati il primo duo ad andare in tripla doppia in una gara playoffs, visto che il play ha chiuso a 31-10-10. Clippers condizionati da due falli di Paul all’inizio, la sua uscita dal campo è coincisa con un parziale negativo. Ora la serie si sposta a Los Angeles, questa è la sfida da cui può scaturire l’unica alternativa a Miami-San Antonio.

Buford degli Spurs è stato premiato miglior dirigente. Jamal Crawford dei Clippers è il sesto uomo dell’anno, due voti sono andati a Belinelli (David Aldridge di TNT ed Hubie Brown di ESPN). L’eliminazione al 1° turno è costata la panchina a Mark Jackson di Golden State.
Donald Sterling ha negato di essere razzista e desidera tenersi i Clippers, ma si è mostrato amareggiato del fatto che nessuno dei suoi giocatori sia andato a trovarlo per ascoltare la sua versione. Anche l’ex moglie e co-proprietaria Shelley vorrebbe conservare la franchigia, ma sembra che alla fine entrambi dovranno cedere al clamore mediatico.

 

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michele sarno

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