NBA Playoffs: rinasce Indiana

 La delusione delle compagini eliminate in semifinale, Clippers fra tutte. Primi movimenti di mercato, fra campo e panchine. Ieri sera è sembrato come se gli equivoci tattici emersi ad Indiana da febbraio – che parevano essere esplosi nel 1° turno, quando Atlanta conduceva 3 a 2 contro di loro con la possibilità di chiudere il conto in Georgia – fossero spariti. La serie con Washington aveva già dato qualche segnale, ma contro i detentori si è rivista la versione migliore dei Pacers. Niente più egoismi, niente più fatica ad attaccare il canestro, niente più Hibbert fantasma. Questo non vuol dire che il netto successo di ieri sia definitivo. Da quando c’è LeBron, Miami ha perso 3 volte su 3 la prima gara della post season in trasferta, infilando poi quattro vittorie.

Indiana ha mandato sei giocatori in doppia cifra, George top scorer con 24 punti e Hibbert giunto ad un rimbalzo dalla doppia doppia. Pacers perfetti dall’arco all’avvio e capaci di attaccare senza tregua il quintetto piuttosto basso scelto da Spoelstra. Come ha detto Vogel “è stata un’ottima partenza, ma è solo l’inizio”. Non bastano a Miami i 27 di Wade, mentre Bosh ha trovato una serata difficile al tiro. Domani notte gara2, ci aspettiamo la reazione di James. {ads1}
Alle 3 italiane scatta la finale ad Ovest. Le due protagoniste vi arrivano dopo due serie di semifinali dall’andamento assai differente.
San Antonio ha passeggiato con Portland, lasciandole solo la soddisfazione di gara4. Tony Parker è stato grande protagonista, ma ha dovuto abbandonare dopo 9′ dell’ultima partita, causa di un problema muscolare alla coscia sinistra. Comprensibile la preoccupazione degli Spurs sulle sue condizioni, ma non dovrebbe essere nulla di grave. Altro fattore in questi playoffs è stato Splitter, dominante in zona pitturata, mentre Belinelli è rimasto ai margini ma sarà il primo italiano di sempre a giocarsi una finale di Conference.
Oklahoma è uscita vittoriosa 4-2 dalla semifinale contro i Clippers, senz’altro la più emozionante fra le quattro. LA ha vinto con un’incredibile rimonta gara4, i Thunder hanno restituito con gli interessi due giorni dopo, un 8 a 0 di parziale firmato Durant che ha consentito loro di rimontare uno svantaggio di 7 punti negli ultimi 49″ di gioco. Decisiva nella circostanza l’inusuale serie di errori di Chris Paul nel finale, una palla persa, una rimessa sbagliata ed un fallo commesso per colui che aveva guidato i suoi fino a lì. Oklahoma rinfrancata ma purtroppo privata fino a fine stagione di Ibaka, infortunatosi al polpaccio in gara6. E’ un’assenza che potrebbe marcare la differenza in una serie così equilibrata.
Impazza il toto-panchine. Steve Kerr ha rifiutato i Knicks e si è accasato con Golden State, Stan VanGundy va a Detroit e speriamo sia un bene per Datome. Anche Utah sta cercando il tecnico, si fa strada la suggestiva ipotesi John Stockton. L’instant team di Brooklyn rischia di sfaldarsi subito, visto che Deron Williams potrebbe andarsene, mentre Pierce e Garnett stanno considerando il ritiro. Stanco di attendere i progressi di Minnesota, anche Kevin Love sta pensando di trasferirsi un un team che sia all’altezza delle sue statistiche e che possa consentirgli di competere per l’anello.
Chiudiamo col solito Sterling. Mentre il sindacato giocatori minaccia di non giocare la prossima stagione, qualora la sua situazione non fosse risolta, il legale del proprietario Clippers ha scritto una lettera alla NBA sostenendo come il suo assistito non abbia infranto alcuna regola dello statuto e di come i suoi diritti siano stati violati. Sintonizzarsi qui per le prossime puntate.

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michele sarno

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