La difesa è il miglior attacco

I numeri rimangono da urlo: 80.000 spettatori del MetLife Stadium, 170 milioni di americani incollati agli schermi di casa, spazi pubblicitari che potevano costare fino a 4 milioni per rapidi passaggi, immancabile presenza di grandissime Star internazionali. Durante l’intervallo, infatti,  si sono alternati sul palco Bruno Mars e I Red Hot Chili Peppers.{ads1} Una scenografia sempre impeccabile ha fatto da sfondo all’evento sportivo dell’anno, ma è il sistema dello sport americano a vincere, non è preclusa a nessuno la possibilità di salire la vetta e la macchina perfetta ‘Seahawks’, costruita in soli 4 anni , lo ha dimostrato. Nel segno della strategia difensiva hanno mostrato quanto sia sempre più azzeccato il detto: ‘il buon attacco fa vendere biglietti, la difesa migliore vincere le partite’. Lo scontro non era solo fra esperti e non, ma anche fra le due squadre che vantavano i reparti migliori della FNC. Miglior attacco contro miglior difesa, sono state tante le battaglie nelle battaglie. Quella tra quarterback ieri sera è andata a favore di Russell Wilson che, dall’alto dei suoi 25 anni, è diventato il terzo quaterback più giovane a vincere il super bowl. Peyton Meanning, il trentasettenne campionissimo che era in cerca del secondo super bowl, non è riuscito a incidere sulla partita. Aveva dichiarato che avrebbe scelto al termine di questa gara se avrebbe continuato o chiuso la carriera, si fa probabile l’ipotesi di un proseguimento anche perchè finire così non piace a nessuno e sopratutto non si salverebbe dalle accuse per cui è spesso additato come un grandissimo fuoriclasse tendenzialmente perdente.

 

Per chi rimane schiavo di un etichetta, c’è chi se ne scrolla di dosso una, così il Coach Pete Carroll potrà togliersi di dosso definitivamente quella di allenatore da College. TuttiiI suoi ragazzi ieri meritavano la targhetta di migliore in campo, ma la scelta è sintesi del curioso andamento della serata. Alla fine è caduta su Malcolm Smith, linebacker, autore di un intercetto riportato in end zone e di un fumble recuperato, protagonista inaspettato ed emblema della perfetta tattica di gioco del suo team.

Sono bastati 12 secondi affichè i Seahawks segnassero i primi 2 punti del match. Tutto parte da un’incomprensione tra Manny Ramirez e Peyton Manning, Ramirez tira la palla che scavalca Manning e scivola verso l’area di touchdown. I Seahawks hanno dimostrato che l’avvio deciso non era solo casualità: il secondo quarto si apre sull’ 8-0, Seattle tiene alta la concentrazione mentre i Broncos concedono una fondamentale penalità, lasciando 4 chance per il touch down. Marshon Lynch supera l’opposizione fatta da tutta la difesa di Denver e porta la squadra a comandare per 15 a 0. Un disastro per i Broncos, le Aquile di Seattle infieriscono ancora e volano 22-0.  Manning viene intercettato dal linebacker Malcolm Smith che avanza per 69 yard e va ancora in touch down. Hauschka poi trasforma l’extra point.

All’intervallo la situazione è compromessa, ma è legittimo cominciare a riferirsi alle statistiche, il massimo recupero in un Super Bowl si attesta su 18 punti di scarto. Il problema è che I Broncos non hanno avuto neanche la possibilità di crederci perchè l’avvio degli avversari è ancora una volta fulminante. Percy Harvin vola per 87 yard e Hauschka trasforma l’extra point. Siamo 29-0, poi si dilaga e lo score segna 36-0. Chiudere a 0 sarebbe stato davvero imbarazzante, ma questa ulteriore umiliazione I Broncos la evitano e possono consolarsi con la loro unica meta.

Se c’è stato un rammarico nella serata da incorniciare per la squadra vincitrice è stato l’infortunio nel quarto tempo, quindi a gara conclusa, di Richard Sherman, il cornerback cuore della celebre linea secondaria dei Seahawks denominata Legion of Boom che è rientrato con le stampelle per i festeggiamenti in campo. La difesa inespugnabile di Seattle diventerà esempio. Hanno disputato la partita capolavoro: safey, su intercetto, su kick-off ritornato in touchdown, su corsa e con un td pass, punti segnati da giocatori di ruoli diversi e concentrazione mantenuta costante. Alla fine il catenaccio funziona un pò ovunque…

 

 

 

 

 

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Daniela Lazzari

Giornalista per sport’ nel senso letterale, ma anche metaforico del termine… Da diversi anni si aggira nei meandri della redazione per infastidire colleghi e mettere a disagio i lettori. Ci sta riuscendo alla grande. Questo la spinge a proseguire e a perseverare con devozione nel suo lavoro. Interessi? Tanti. Se fai molte cose, si sa, finisci per farne bene poche. Forse blaterare on line di sport e tutto il resto è una di quelle poche. Difetti? Troppi. Pregi? Non troppi. Diceva il buon vecchio Einstein : “Ci sono due modi di vivere la vita. Uno è pensare che niente è un miracolo. L'altro è pensare che ogni cosa è un miracolo”. Il fatto che stiate ancora leggendo queste righe ha un ‘non so che’ di miracoloso…

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