Kwiatkowski trionfo iridato a Valkenburg

Il campione del mondo Michal Kwiatkowski si aggiudica la cinquantesima edizione dell’Amstel Gold Race, prima delle tre classiche delle Ardenne, con una volata imperiosa dopo 258km di saliscendi continui farciti da 34 cote e insidie continue. Il venticinquenne polacco della Etixx Quick Step ha regolato in volata lo spagnolo della Movistar Alejandro Valverde e l’australiano della Orica Green Edge Michael Matthews che poco hanno potuto contro la progressione inesorabile dell’iridato che ha interpretato con lucidità, grazie ad un ottimo gioco di squadra, il percorso arrivando con la benzina giusta sul temutissimo Cauberg, ultima salita posta ai meno due dal traguardo spesso decisiva della gara con i suoi 1.500 metri con punte massime tra il 10% e il 12%, gestendo le energie necessarie per lo sprint finale. Media alta sin dall’inizio e solita fuga di atleti di secondo piano partita al km 30 con un vantaggio massimo di undici minuti e il gruppo tranquillo a tenerli a bagnomaria. Percorso vallonato tra una cote e l’altra, tra spartitraffico e cambi continui di direzione che mettono a dura prova i big tenuti al riparo anche dal fastidiosissimo vento.

Ai meno 50 i sei fuggitivi rimangono in tre e ai 37 dall’arrivo gruppo di nuovo compatto e serie di scatti e contro scatti con la corsa che entra nel vivo, ed è proprio in questa fase che lo squalo di Messina entra in azione. Nibali manda in avanscoperta il suo compagno di squadra Diego Rosa che insieme a Giampaolo Caruso della Bmc e Tony Martin della Quick Step, Keldermann Clarke e Howes prende un margine di una quarantina di secondi sul gruppo dei migliori. Caruso pensa al capitano Gilbert e non tira così come Tony Martin che lavora per il suo capitano Kwiatkowski, e la sfortuna di Nibali si perfeziona con la caduta di Rosa coinvolto insieme a Caruso in uno scivolone che lascia lo squalo solo a tirare a tutta col solo Clarke a dargli manforte. Dietro Movistar e Bmc incominciano il loro forcing, Nibali invita Martin a collaborare, ma ottiene un’ovvia scrollata di spalle e ai meno 26 il vantaggio dei battistrada è di 45 secondi. Si entra nel circuito finale con la penultima ascesa al Cauberg con lo squalo a tutta e Clarke e Martin a tenergli testa senza tirare un metro, i tre scollinano con una quindicina di vantaggio sull’indemoniata Bmc trainata da un Van Avermaet versione gregario di lusso.

Il tentativo di Nibali si spegne ai meno quindici con il solo Clarke a tentare in solitaria una sortita velleitaria ripresa anch’essa sulla penultima cote ai -9 dall’arrivo. Momenti frenetici e bagarre autentica tra i big con i Quick Step e Movistar a tutta che cercano di evitare qualunque tentativo di scatto, ma Jakob Fuglsang dell’Astana riesce a prendere un centinaio di metri tallonato da Van Avermaet versione stopper. Ripresi entrambi ai -4 si attende il passaggio cruciale sul Cauberg, vero e proprio trampolino di lancio per i sogni di gloria, ed è ancora la Bmc a mandare in avanscoperta sulle prime rampe Ben Hermans che anticipa l’inesorabile scatto di Gilbert (vincitore di tre edizioni) che non riesce a fare il vuoto scollinando in compagnia di Matthews e Valverde, ben presto raggiunti da un drappello con Caruso, Gasparotto e Kwiatkowski. Saranno loro a giocarsela, uno sprint a ranghi ridotti dall’esito incerto dove le forze residue giocheranno in ruolo fondamentale. Lanciato lo sprint ai 250 metri con Valverde e Van Avermaet che tentano l’anticipo, ma nulla possono contro la maggiore freschezza del campione del mondo che fa valere la sua maggiore freschezza e il suo spunto veloce alzando le braccia al cielo sul traguardo di Valkenburg e ringraziando doverosamente Tony Martin e soci per l’ottimo lavoro di squadra. E’ il quarto atleta ad aggiudicarsi la “classica della birra” in maglia iridata dopo gente del calibro di  Merckx, Raas e Hinault,  è tra i papabili favoriti delle due classiche a venire – Freccia Vallone e Baston Liegi – mentre l’Italia si consola con l’ottavo posto di Gasparotto, un ottimo Nibali che sta lentamente entrando in condizione e le ottime prove di Nocentini e Caruso giunti rispettivamente dodicesimo e tredicesimo. Appuntamento a mercoledì col terribile muro di Huy della Freccia Vallone, e gran finale domenica a Liegi dopo il terribile Saint-Nicholas.

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Fabio Bandiera