Gli azzurri che ci hanno fatto sognare in Kazan

Gli sport d’acqua salutano l’estate e, in modo più preciso, si mettono alle spalle i Mondiali, che si sono terminati ieri in Russia, in Kazan. A dover tirare le somme e pensare ai nostri azzurri, la prima cosa che verrebbe da dire è che, finalmente, tutte le discipline hanno preso la loro rivincita e si sono fatte valere, ricordando quanto valgono le squadre azzurre in sport come questi. L’unico rammarico, ma che comunque vede lo stesso dei grandi risultati, è per il Settebello, che non è riuscito a fare la  stessa impresa fatta per la conquista della semifinale, ma che ha comunque lottato fino alle fine.

A chiudere il tutto, e a partire quindi da ieri, Gregorio Paltrinieri ha regalato una chiusura che migliore non poteva essere, vincendo l’oro e diventando campione del Mondo nei 1500 stile libero. Ma, come se una medaglia d’oro non fosse abbastanza, lui ha vinto con il record europeo (14’39″67): è il primo successo azzurro nella storia dei 1500 stile libero. Nella bacheca degli ori iridati maschili italiani succede a Lamberti (1991), Rosolino, Boggiatto (2001) e Filippo Magnini (2005-2007). Inoltre, la sua altra medaglia è stata quella d’argento negli 800 stile libero.
Facendo una carrellata di nomi e vittorie, non c’è da dimenticare il secondo posto di Federica Pellegrini nei 200 stile libero e nella 4×200 stile libero femminile di Alice Mizzau, Erica Musso, Chiara Masini Luccetti e Pellegrini, poi il terzo posto con il bronzo della 4×100 stile libero maschile di Luca Dotto, Marco Orsi, Michele Santucci e Filippo Magnini nell’ambito di 14 medaglie (3 ori, 3 argenti e 8 bronzi) con tutte le discipline sul podio: un record nel record.

Passando al nuoto di fondo, anche qui l’Italia si è fatta vedere e si è portata a casa medaglie e soddisfazioni. Tre medaglie, tanti pass olimpici e piazzamenti tra i migliori dieci di ogni gara, quasi sempre, a parte l’errore di rotta che ha sfiancato Aurora Ponselè e l’undicesimo posto di Martina Grimaldi in una gara non sua. Simone Ruffini finalmente ha saputo gestire una gara chiudendo settimo con margini di crescita nella 10 chilometri e, soprattutto, vincendo l’oro nella 25, nonostante alcuni problemi fisici ma sempre concentrato su sul obiettivo, diventando inoltre la notizia del giorno sul web chiedendo la mano della fidanzata – proprio Aurora Ponselè – sul gradino più alto del podio.
Ottimo anche Matteo Furlan, con il bronzo sia nella 5 chilometri che nella 25.
Da non dimenticare il bronzo combattuto delle nostre ragazze della pallanuoto, con una gara che il Setterosa difficilmente dimenticherà, e le due medaglie del nuoto sincronizzato di Giorgio Minisini e Manila Flamini (bronzo nel duo misto tecnico) e sempre Giorgio Minisini, ma con Mariangela Perrupato (bronzo nel duo misto libero).

I primi giorni sono stati, invece, segnati dalle gare di tuffi che hanno aperto e dato il via nel migliore dei modi, grazie alla grinta e alle lacrime di gioia di Tania Cagnotto per il suo oro da 1 metro, per il suo bronzo da 3 metri e per la medaglia di coppia, sempre di bronzo, con Maicol Verzotto, nel sincro misto di 3 metri.
Il Presidente del CONI, Giovanni Malagò, ha commentato con soddisfazione il successo azzurro. “Il bilancio dei Mondiali è decisamente positivo e questo è un ottimo segnale per Rio. E’ ovvio che, come in tutti gli sport, da domani si ricomincia. Le premesse però sono buone”.
Gli italiani cominceranno a convincersi che esiste un mondo che va al di là di una palla tonda, o forse hanno bisogno ancora di qualche altra conferma? Questa volta i nostri azzurri hanno saputo portare molto in alto la bandiera italiana. In tanti aspettavano queste medaglie e, tutti, le hanno sapute conquistare. Prossima tappa, come dice Malagò, Rio 2016!

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Flavia Capoano