Al via la Corsa Rosa, a tu per tu con la madrina del Giro

Al via l’edizione numero 99 del Giro d’Italia che quest’anno parte dai Paesi Bassi col cronoprologo individuale di 9,8 km da Apeldoorn. Altre due tappe in linea per velocisti e poi rientro in Italia. Percorso nervoso e difficile sin dalla prima settimana ricca di trappole e insidie con un favorito d’obbligo, al rientro dopo tre anni, nella corsa rosa: Vincenzo Nibali. Il vincitore dell’edizione del 2013 torna tra le strade del Belpaese con chiare ambizioni di vittoria ma gli avversari non mancano e controllare da favorito la corsa richiede sia un notevole dispendio di energie sia un carico di tensioni non indifferente. Ne abbiamo parlato con Alessandra De Stefano, madrina del Giro e conduttrice del Processo alla Tappa, appena giunta in Olanda per raccontarci le sensazioni alla vigilia dell’evento clou della stagione ciclistica nazionale.

Buongiorno Alessandra, c’è attesa per la partenza del Giro? Qual è il clima che si respira ad Apeldoorn?

L’Olanda è in festa, un paese di 130.000 abitanti tutto vestito di rosa e l’omaggio di Re Guglielmo Giuseppe che parteciperà alla cerimonia di premiazione. Il giro parte per la terza volta dai Paesi Bassi dopo il 2002 e il 2010 e l’atmosfera qui è sempre meravigliosa.

Parliamo di Vincenzo Nibali che ha dichiarato senza mezzi termini di puntare al bis. Come sta? E’ lui il favorito numero uno?

Vincenzo è determinatissimo, arriva sia fisicamente che mentalmente al Top della condizione. Ha una squadra, l’Astana, alla spalle straordinaria con Scarponi, Fulgsang e Kangert gregari di lusso. È indubbiamente lui il favorito numero uno e ha una gran voglia di correre per le strade del suo Paese.

I suoi rivali principali: Valverde per la prima volta al Giro a 36 anni e Landa alla prima esperienza da capitano in una grande squadra, sono competitivi per la vittoria finale?

Francamente credo poco sulla tenuta di Valverde nell’arco di tre settimane. Arriva stanco dopo le grandi classiche delle Ardenne e anche se ama l’Italia non lo vedo tra i favoriti. Landa è un fuoriclasse, ma tutto da scoprire. Vediamo se tra gli outsiders c’è qualcuno che possa stupirci, penso a uno come Chavez che ha i numeri per sparigliare le carte in salita.

Percorso nervoso fin dal rientro in Italia, tappe insidiose adatte anche a colpi di mano o a exploit di giornata. E’ per questo che la Corsa Rosa è la più bella e difficile del mondo?

Assolutamente sì, le tappe dopo il trasferimento saranno senz’altro delicate e il percorso di quest’anno è adattissimo a colpi di mano. La storia ci insegna che un Giro si vince sulle dolomiti ma si può perdere nella prima settimana dove di insidie ce ne sono tante a cominciare dall’arrivo di Roccaraso.

Tema della sicurezza dopo la morte assurda di Demoitiè. In Italia non è mai successo ma non bisogna mai abbassare la guardia su questo tema. La Rai si farà portavoce di questa problematica?

Certo, se penso alle immagini alle quali abbiamo assistito alla Wevelgem o alla caduta di Flecha al Tour dello scorso anno mi vengono ancora i brividi. È un tema importantissimo e la Rai sarà senz’altro in prima linea sulla sicurezza.

Contador assente, Quintana e Froome d’obbligo al Tour, ci risiamo. Troppo ravvicinate le due kermesse? Il ciclismo di oggi è cambiato a tal punto?

Purtroppo sì, i calendari sono frenetici, la competitività è alta e in più quest’anno c’è l’Olimpiade che fa gola a molti, a cominciare da Alberto Contador che non difenderà il Giro vinto l’anno scorso. Su Froome e Quintana c’è poco da fare, oggi è così ed è storia.

L’impegno di Mamma Rai con uno spiegamento di forze ineccepibile, qualche novità quest’anno? Alessandra

La Rai vi porterà per mano 24 ore su 24 dalla mattina fino alla notte: servizi, dirette e approfondimenti come sempre e quest’anno trasmetteremo in diretta anche la presentazione ufficiale delle squadre. Non vi lasceremo mai soli portandovi per mano sulle strade del Belpaese.

Per chiudere, il tuo favorito d’obbligo e una tappa da segnare sul calendario Alessandra

Il favorito numero uno è Vincenzo e non si discute, la tappa da segnare è la Pinerolo-Risoul con il Colle dell’Agnello: quest’anno Cima Coppi, uno spettacolo da vivere tutto d’un fiato dove il ciclismo diventa epica e immaginario collettivo.

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Fabio Bandiera